(Minghui.org) Nel febbraio e nell’aprile di quest’anno, la polizia di Chongqing ha fatto irruzione e ha perquisito l’abitazione di una donna di 77 anni perché pratica il Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese già dal 1999.
A mezzogiorno del 28 febbraio Chen Hua, capo della Stazione di polizia di Chenjiaqiao, Yu Qiao, un agente di polizia di quartiere, due agenti di polizia di cui non si conosce l’identità, Xie Shaoqing, direttore dell’ufficio di quartiere, e Wang Cui con Yi Ping, dell’ufficio di quartiere, hanno bussato con forza alla porta della signora Xu Mingjin, gridando il suo nome e ordinandole di aprire.
Mingjin ha chiesto cosa volessero e si è rifiutata di farli entrare. La polizia l’ha accusata di essere coinvolta in una truffa e ha affermato di avere un mandato di comparizione.
La donna ha chiesto di vedere il documento e, quando le hanno mostrato un foglio con un timbro ma senza firma, lei ha risposto loro che non era a conoscenza di nessuna truffa, e che non li avrebbe fatti entrare. Per legge, quel documento senza la firma del capo della polizia non è valido.
Dopo un po’ la polizia ha chiamato un fabbro per forzare la porta e gli agenti hanno fatto irruzione. Due di loro hanno trascinato fuori la signora Xu, mentre gli altri perquisivano la sua casa. Dopo un’ora di perquisizione le hanno confiscato tutti i suoi libri sul Falun Gong, una foto del fondatore del Falun Gong e altri oggetti personali.
Dopo l’irruzione, la polizia ha condotto Mingjin al Commissariato del distretto di Shapingba. Quando le hanno chiesto della sua recente visita alla città di Zouma, dove si trova il Carcere femminile di Chongqing, lei si è rifiutata di rispondere; successivamente le hanno chiesto quali benefici avesse tratto dalla pratica del Falun Gong. Ha risposto che il Falun Gong insegna Verità, Compassione e Tolleranza e che lei vive secondo questi principi per diventare una persona migliore.
Ha chiesto i nomi degli agenti che l’avevano interrogata, ma si sono rifiutati di fornirglieli. È stata rilasciata dopo le 22:00.
Quando è tornata a casa la signora Xu ha trovato l’abitazione in condizioni disastrose: i vestiti e gli oggetti personali sparsi sul pavimento, la porta d’ingresso divelta e impossibile da chiudere completamente. Il giorno dopo ha dovuto pagare qualcuno per ripararla.
Il 9 marzo, nove giorni dopo, gli agenti di polizia di quartiere Yu Qiao e Zhu Gang l’hanno nuovamente molestata.
Il 1° aprile il capo della polizia Chen Hua e il suo subordinato Li Xiaogang si sono presentati a casa di Mingjin. Le hanno imposto di seguirli alla stazione di polizia per ritirare i suoi effetti personali. Lei si è rifiutata di obbedire e ha risposto che gli oggetti avrebbero dovuto rispedirglieli loro. Per aprire la porta hanno nuovamente chiamato un fabbro e, dopo aver fatto irruzione, l’hanno arrestata e condotta alla stazione di polizia.
Mentre la signora Xu cercava di spiegare alla polizia che la persecuzione non ha una base legale, gli altri agenti hanno falsificato il verbale dell’interrogatorio e le hanno imposto di firmarlo. Lei, invece di firmare, ha scritto che avevano violato la procedura e che entrare abusivamente nella sua proprietà privata era illegale. Gli agenti le hanno tolto la penna di mano e sono usciti dalla stanza.
Quando l’agente Li è tornato, ha detto a Mingjin che le era stata inflitta una detenzione amministrativa, ma che data la sua età avanzata, non le sarebbe stata applicata e le ha dato da firmare un altro foglio, che lei ha rifiutato.
Contro la sua volontà, la polizia ha scattato delle foto alla signora Xu, le ha rilevato le impronte digitali e fatto un prelievo ematico, per poi rilasciarla dopo le 17:00.
Intraprendere il Falun Gong
Mingjin, prima di andare in pensione, lavorava presso la Fabbrica di motori elettrici di Huxi nella città di Chenjiaqiao. Ha iniziato a praticare il Falun Gong nel maggio 1999. Soffriva di dolori cervicali, aveva problemi gastrici ed epatici, oltre ad avere speroni ossei lombari e mal di testa cronici. Era anche estremamente sensibile al freddo. A partire dai vent’anni, per migliorare la sua salute, ha provato ogni genere di farmaco o esercizi vari, senza mai avere benefici. Poco dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, tuttavia, si è ristabilita; era piena di vitalità e di energia e si sentiva leggera. Studiando gli insegnamenti del Falun Gong, ha corretto l’aspetto irascibile del suo carattere, e i rapporti con la famiglia e i vicini di casa sono migliorati.
Persecuzioni passate
Prima dell’ultimo episodio la signora Xu Mingjin aveva già scontato un anno in un campo di lavoro forzato, era stata trattenuta in un centro di lavaggio del cervello ed era stata oggetto di ulteriori detenzioni e molestie. Le conseguenze della persecuzione si sono estese anche alla sua famiglia. Il marito, sottoposto a un tale stress e sofferenza psicologica, ha avuto un aggravamento della preesistente cardiopatia e ipertensione e, nel settembre 2013, è deceduto.
Un anno di lavori forzati
Nel maggio 2009 Mingjin è stata arrestata per aver parlato alle persone del Falun Gong e le è stato inflitto un anno di campo di lavoro.
Per tre mesi è stata costretta a svegliarsi alle 06:00, ma non le permettevano di andare a letto prima delle 03:30. Dalle 08:00 alle 18:00 era obbligata a stare accovacciata in una stanza buia. Una detenuta aveva l’incarico di sorvegliarla e di impedirle di alzarsi o sedersi. Quando non riusciva più a stare in quella posizione e crollava a terra, la detenuta la picchiava e la insultava. La posizione accovacciata le aveva reso i piedi edematosi, tanto da costringerla a indossare scarpe molto più grandi. Quando tornava in cella, dopo cena, doveva stare nuovamente accovacciata fino all’ora di andare a dormire, e due detenute la sorvegliavano durante il sonno. Se piegava le gambe, la svegliavano perché mentre dormiva le doveva tenere obbligatoriamente dritte. Dopo meno di tre ore di riposo, era costretta ad alzarsi e ricominciare a sopportare la stessa tortura.
Poiché la signora Xu rifiutava di rinnegare il Falun Gong, le autorità del campo di lavoro respingevano ripetutamente le richieste di visita dei familiari. Suo marito ha provato molte volte, con temperature torride superiori ai 40°C, e alla fine gli è stato concesso di vederla una sola volta. Tuttavia, quando gli altri familiari chiedevano di farle visita, le guardie sostenevano che avrebbero acconsentito solo se fossero riusciti a convincere Mingjin a rinnegare il Falun Gong.
Oltre alla tortura della posizione accovacciata, Mingjin è stata costretta a svolgere lavori forzati, come confezionare caramelle. In estate, a volte era costretta a stare sotto il sole cocente, le davano solo una bacinella d’acqua per lavarsi e fare il bucato. In inverno, la facevano sedere davanti a una finestra aperta e la lasciavano al freddo. Per un anno le hanno sospeso anche la pensione.
In un centro di lavaggio del cervello per un mese
Nel 2011 le autorità di Chongqing hanno preventivato di compiere un determinato numero di arresti di praticanti del Falun Gong. La signora Xu è stata prelevata dalla polizia mentre rientrava a casa dal negozio di alimentari, e portata al Centro di lavaggio del cervello di Qianzhugou per un mese.
Due dipendenti del centro la sorvegliavano giorno e notte. L’hanno costretta a guardare e a leggere materiale diffamatorio sul Falun Gong e hanno costretto anche suo figlio e suo marito a restare con lei, minacciando di infliggerle una pena detentiva se non fossero riusciti a convincerla a rinunciare al Falun Gong.
Quei dipendenti hanno inoltre aggiunto sostanze sconosciute al cibo di Mangjin. La sua pressione sanguigna subiva forti sbalzi e ogni notte era tormentata da incubi, accompagnati da sudorazione eccessiva. Era costantemente attanagliata dalla paura e sotto stress.
Ulteriori vessazioni e detenzione
Il 19 agosto 2012 la signora Xu è stata nuovamente arrestata mentre si trovava a casa di un’altra praticante. Il giorno successivo, la polizia ha chiamato un fabbro per forzare la serratura e introdursi forzatamente nella sua abitazione. Hanno fatto irruzione e confiscato una macchina per fare la pasta.
Mangjin è stata trattenuta alla Stazione di polizia di Zhongliangshan per due giorni e poi sottoposta a sorveglianza domiciliare per un anno. La polizia controllava le sue attività quotidiane e l’uso del cellulare, e spesso quando usciva gli agenti la pedinavano. Hanno anche molestato suo marito e suo figlio tempestandoli di telefonate.
La tensione psicologica ha avuto un impatto negativo sulla salute del marito. La sua preesistente cardiopatia e ipertensione si sono aggravate, e nel settembre 2013 è deceduto.
Mangjin è stata arrestata nuovamente il 14 giugno 2016 e trattenuta nel Centro di detenzione del distretto di Shapingba per 11 mesi. Il 13 maggio 2017 è stata rilasciata.
Il 15 agosto 2018, mentre stava sbrigando le pratiche per la pensione, la signora Xu è stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia di Chenjiaqiao, dopo essere stata denunciata da Chen Yueqin e Yi Bing, rispettivamente direttore e vicedirettore del comitato di quartiere. La polizia le ha scattato una foto e ha minacciato di portarla in un centro di lavaggio del cervello. Lei ha opposto una ferma resistenza e Chen ha minacciato da quel momento, di passare per “un controllo” una volta al mese.
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