(Minghui.org) Ho più di 60 anni e ho iniziato a praticare la Falun Dafa nel 1998. Dopo che mio marito ha perso il lavoro, ha trascorso 10 anni lavorando lontano da casa. Tornava il venerdì e ripartiva la domenica sera. Da quando mio suocero è mancato nel 2018, sono rimasta l’unica persona a prendersi cura di mia suocera. Le preparo e le porto tre pasti al giorno e, ogni volta che non sta bene, mi fermo a dormire da lei.
Prendermi cura di mia suocera
Mia suocera era una gran lavoratrice. Anche a ottant’anni ha continuato a coltivare il suo orto. I cavoli e i ravanelli che mangiavamo in inverno erano tutti coltivati da lei. Era anche molto tradizionale in fatto di pasti e le piaceva che la tavola fosse imbandita, con una grande varietà di pietanze. Ogni volta che aveva ospiti, durante i pasti commentavano sempre la grande varietà di piatti da gustare.
Dato che mia suocera era diabetica, mi assicuravo sempre che mangiasse bene. Le preparavo almeno un piatto fresco a ogni pasto, mentre io di solito mangiavo gli avanzi. Prestavo raramente attenzione a ciò che mangiavo. Spesso l'accompagnavo ai bagni pubblici. Le piaceva sedersi su uno sgabello e dondolarsi, si teneva in equilibrio su una gamba dello sgabello mentre oscillava avanti e indietro, il che mi rendeva sempre molto nervosa. Mia suocera era piuttosto pesante e gli sgabelli di plastica non erano molto robusti, quindi avevo paura che potesse cadere. Ma non importa cosa le dicessi, semplicemente non mi ascoltava.
In seguito i bagni pubblici hanno smesso di fornire gli sgabelli temendo che qualcuno potesse farsi del male. Così, ogni volta che ci andavamo, dovevo portarne uno io. Per arrivarci da casa, con un braccio sostenevo mia suocera e con l'altro portavo lo sgabello. Se a metà strada si stancava, poteva sedersi e riposare. Chi ci vedeva spesso si metteva a ridere.
Tramite queste esperienze sono riuscita a liberarmi da molti attaccamenti, come la paura di andare incontro alle difficoltà e di essere incolpata se mai fosse successo qualcosa, guardare mia suocera dall’alto verso il basso, il mettere in mostra la mia devozione filiale e la ricerca del riconoscimento da parte di mio marito. Alla fine, ho imparato a prendermi veramente cura degli altri e ho gradualmente abbandonato il mio egoismo.
I vicini sono rimasti tutti commossi nel vedere come mi prendevo cura di lei. Una vicina mi ha detto: “All’inizio, quando ti vedevo andare ogni giorno a casa di tua suocera e cucinare per lei, mi chiedevo per quanto tempo avresti resistito. E invece hai continuato a farlo giorno dopo giorno”. Mi ha detto che provava davvero ammirazione nei miei confronti.
Un altro vicino anziano mi ha detto: “Preparare due pasti al giorno per tua suocera è sufficiente, tre sono davvero tanti! Che scocciatura”. Gli ho risposto che non potevo prepararne di meno dato che mia suocera soffriva di diabete. Lui mi ha subito alzato il pollice in segno di approvazione.
Durante la pandemia, ho continuato a prendermi cura di lei senza interruzioni. Il personale della comunità mi vedeva in continuazione. Non hanno mai interferito né mi hanno detto di restare a casa, anzi, hanno persino cercato di aiutarmi. Uno di loro mi ha detto: “Passa dall’altro lato dell’edificio: lì non ci sono telecamere di sorveglianza così non verrai ripresa”.
Questa esperienza mi ha aiutato a capire che molti lavoratori nelle comunità sono in realtà persone molto gentili. È il regime comunista cinese che li costringe a partecipare alla persecuzione dei praticanti della Falun Dafa. Dovremmo riconoscere la bontà che c'è in loro e cercare di salvarli con saggezza e compassione.
All'inizio di marzo dello scorso anno, mia suocera ha improvvisamente iniziato ad avere difficoltà a muovere la gamba e il braccio sinistro. L'abbiamo portata in ospedale dove le è hanno diagnosticato un ictus. Le si è indebolita l’intera parte sinistra del corpo e da allora non è più stata in grado di provvedere a sé stessa.
La cosa più difficile era aiutarla ad andare in bagno più volte al giorno. Dato che un lato del suo corpo aveva perso forza, ogni volta che si alzava dal letto dovevo metterle un braccio dietro al collo e sollevarla con tutte le mie forze, in modo che potesse innanzitutto sedersi con la schiena dritta. Poi la tenevo per mano e la accompagnavo lentamente, un passo alla volta.
Mia suocera era una donna molto determinata e, dopo l’ictus, ha fatto fatica ad accettare la sua situazione. Continuava a chiedersi per quale motivo le fosse capitato. Le ho detto: “Mamma, nessuno può scegliere di cosa ammalarsi. Non siamo noi a decidere. Inoltre nessuno vuole ammalarsi, quindi non rimuginarci troppo. Recita semplicemente in silenzio nel tuo cuore: ‘La Falun Dafa è buona, Verità, Compassione e Tolleranza sono buone’. Le cose gradualmente miglioreranno”.
Mentre mia suocera era in ospedale, una delle pazienti si metteva a chiacchierare con me ogni volta che avevo un momento libero. Mi ha raccontato che soffriva di vertigini. A prima vista, sembrava una donna orgogliosa e un po’ arrogante. Vedendo con quanta cura mi occupavo di mia suocera pensava che fossimo madre e figlia. Solo dopo avermelo chiesto si è resa conto che in realtà ero sua nuora. Le ho detto: “Io credo nelle relazioni predestinate. Il fatto che le persone possano condividere dei legami è una sorta di destino e noi dovremmo farne tesoro”.
Gli attacchi di vertigini di quella donna potevano manifestarsi in qualsiasi momento. Un attimo prima sembrava stare perfettamente bene, e quello dopo iniziava a girarle la testa. Non riusciva nemmeno a camminare da sola e doveva affidarsi ad altri per sostenersi. Le ho detto: “Ho la sensazione che, nel profondo, tu stia portando una grande quantità di repressione emotiva e stress psicologico”.
Lei ha risposto: “Hai ragione”.
Ho proseguito: “Pensaci. Verità significa essere sinceri e onesti con tutti, senza inganni. Compassione significa essere gentili e trattare bene gli altri. Tolleranza significa non reagire quando si viene colpiti, non rispondere quando si viene insultati ed essere tolleranti e pazienti con gli altri. Se ripeterai spesso queste frasi, ti sentirai gradualmente meglio e anche la tua malattia potrebbe migliorare”.
Poi le ho chiesto: “Credi a quello che ti ho detto?” Lei mi ha risposto di sì.
Aiutare un’amica
Una mia compagna di classe aveva avuto un ictus. Era divorziata e suo figlio non viveva con lei. All’inizio, quando si è ammalata, non era assolutamente in grado di muoversi e di prendersi cura di sé. Ha trascorso più di un anno in ospedale a seguire una terapia riabilitativa. Era straziante vederla in quelle condizioni.
Sebbene vivessimo abbastanza vicine, non ci eravamo tenute in contatto. Ci siamo incontrate per caso al centro per i test del COVID, ed è stato allora che sono venuta a sapere della sua situazione. Da quel momento ho iniziato a portarle panini al vapore e ravioli. Le compravo anche verdure, riso e farina, l’aiutavo a lavarsi i capelli e a fare la doccia. Le pulivo anche la cucina. Era profondamente grata e continuava a dire: “Come potrò mai ringraziarti?”.
Le ho detto: “Non ti sentire in debito. Forse è perché abbiamo una relazione predestinata. Io sono in salute e per me è facile farlo”. La seconda volta che le ho lavato i capelli le ho chiesto: “Ti va di ascoltare qualche racconto sulla cultura tradizionale?”
Lei ha risposto: “Qualunque cosa tu dica è sicuramente una cosa buona. Voglio ascoltarli”.
Ha iniziato ad ascoltare i podcast di Minghui. Dopo un po’ di tempo, le ho fatto ascoltare le conferenze del Maestro, ma le interferenze che subiva erano così forti che non è riuscita a continuare. Le ho chiesto di dire: “La Falun Dafa è buona, Verità-Compassione-Tolleranza sono buone”.
All'inizio, anche solo recitare quelle parole le risultava difficile. Non appena iniziava, si sentiva così agitata e a disagio che riusciva malapena a sopportarlo. Dopo aver ripetuto le parole circa 40 volte ha dovuto fermarsi di nuovo, così sono rimasta con lei e le abbiamo recitate insieme. Dopo essere arrivata a 80 ripetizioni si è fermata nuovamente, dicendo: “Non ce la faccio a proseguire, ho la sensazione che ci siano tantissime persone che mi stiano fissando!” Ho continuato a incoraggiarla ad andare avanti.
Dopo aver ripetuto le parole circa 150 volte, ha sentito nuovamente di non poter più resistere. Ho cominciato a inviare pensieri retti per lei e ho chiesto al Maestro di aiutarla, così è riuscita nuovamente a superare l’ostacolo.
Alla fine, le ha ripetute 200 volte. Da quel momento in poi, il suo sintomo di anidrosi è scomparso ed è tornata a sudare normalmente. Ha sperimentato il potere miracoloso della Dafa.
Alla mia compagna di classe piaceva chiacchierare con mia suocera. Un giorno, mentre erano sedute a parlare, mia suocera mi ha vista tornare in lontananza e ha detto tutta contenta: “Guarda, è tornata mia nuora!”
In seguito, la mia compagna di classe mi ha detto: “In quel momento mi sono commossa profondamente. Quando tua suocera ti ha vista tornare, era davvero felice, lo era dal profondo del cuore. Vedendo il vostro rapporto... ho sempre desiderato quel tipo di calore e di intimità, ma non l'ho mai avuto”.
Mentre parlava, le si sono riempiti gli occhi di lacrime: ammirava sinceramente il nostro rapporto e lo invidiava.
La mia compagna di classe è andata più volte dalla responsabile della nostra comunità chiedendole di lodarmi presso il gruppo residenziale. Ha detto: “È una persona davvero meravigliosa. È davvero gentile! Mi aiuta a fare la spesa, a cucinare, a prepara i ravioli e così via, mi lava i capelli e pulisce la mia cucina senza chiedere nulla in cambio. Al giorno d’oggi ci sono pochissime persone come lei. Dovreste davvero lodarla!”
Il responsabile della comunità ha sorriso senza aggiungere molto. Una volta, un membro della nostra comunità ha chiesto alla mia compagna di classe: “Quante volte ti prepara i ravioli?”
Lei ha risposto: “Non ricordo esattamente. Ogni volta che finisco quelli congelati lei viene a prepararmene altri”. La mia compagna di classe ha detto che sembrava che comparissi ogni volta che aveva bisogno di me. Una volta, dopo una forte nevicata, era a casa da sola e aveva finito completamente le provviste. Sono andata a trovarla per vedere se aveva bisogno di qualcosa. Non appena mi ha visto mi ha detto: “Come facevi a sapere che non avevo più niente in casa?”.
L'ho aiutata a comprare riso, farina, olio da cucina e verdure, e mi sono recata proprio nei negozi che lei preferiva. Dopo la spesa le ho preparato dei ravioli e li ho messi nel congelatore. Era così commossa che si è messa a piangere e mi ha detto: “Prima che tu arrivassi, sentivo come se avessi rinunciato a vivere. Mi hai ridato speranza”.
Credo che entrambe fossimo state avvolte dalla luce del Budda della Falun Dafa.
Più di vent'anni fa soffrivo molto di calcoli renali, reumatismi, problemi alla colonna vertebrale e malattie cardiache. A quel tempo, ogni volta che preparavo il medicamento a base di erbe a casa di mia suocera, lei non ne era affatto contenta. E quando tornavo a casa dei miei genitori per preparare le erbe, anche mio padre era scontento. Riteneva che una figlia sposata non dovesse tornare a casa solo per bollire le preparazioni, poiché ciò comportava un consumo eccessivo di combustibile.
Alla fine mia madre ha insistito dicendo: “Se a nostra figlia non è permesso preparare qui la sua medicina, allora tanto vale divorziare”. Ho continuato a prendere il medicamento per tre mesi. Alla fine, mi sentivo male e mi veniva da vomitare soltanto a vederlo.
Per fortuna, ho avuto l'opportunità di iniziare a praticare la Falun Dafa. Dopo aver intrapreso il mio percorso di coltivazione, sono finalmente riuscita a liberarmi del mio bollitore per medicamenti e sono tornata in salute.
Sono profondamente grata per l'immensa compassione e grazia del Maestro. So di essere ancora ben lontana dal soddisfare le aspettative del Maestro. Nel poco tempo rimasto, studierò di più la Fa, guarderò dentro di me per migliorarmi, aiuterò il Maestro a salvare più persone, manterrò il mio voto e tornerò a casa con il Maestro.
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