(Minghui.org) Il 25 aprile 1999 la signora Zhen, un'insegnante ventenne, e la sua famiglia erano su un treno diretto a Pechino. Alle 18:00 il treno era molto affollato e c’era molto silenzio. Alcuni avevano la testa china sui loro libri, altri indossavano uniformi militari.
All'improvviso, si è ricordata di non aver chiesto il permesso al lavoro e di dover quindi lavorare il giorno successivo. Così, ha chiesto in prestito un cellulare, cosa rara e molto costosa all'epoca, per chiamare a casa e organizzarsi. Il proprietario del telefono, che aveva un'attività a Shenzhen, ha detto alla signora Zhen di essere anche lui un praticante del Falun Gong e di essere diretto a Pechino per presentare un ricorso.
Zhen, che allora praticava il Falun Gong da tre anni, ha raccontato che quella sera quasi tutti i passeggeri del vagone erano suoi compagni di pratica. Moltissime persone avevano saputo che a Tianjin erano stati ingiustamente arrestati 45 praticanti e volevano recarsi a Pechino per chiedere il loro rilascio.
In risposta alla repressione del Partito Comunista Cinese (PCC), che includeva il divieto di pubblicazione del libro Zhuan Falun e l'arresto illegale dei praticanti di Tianjin, il 25 aprile 1999 oltre 10.000 praticanti provenienti da tutto il Paese si sono riuniti presso l'Ufficio Nazionale dei Ricorsi a Pechino per chiarire al governo i fatti relativi alla pratica. Le loro richieste erano tre: il rilascio dei praticanti arrestati a Tianjin, la pubblicazione dello Zhuan Falun e la garanzia di un ambiente legale per la pratica del Falun Gong. L'allora premier Zhu Rongji incontrò i rappresentanti acconsentendo alle loro richieste. Dopo l’incontro tutti i praticanti si dispersero in silenzio.
L'appello del 25 aprile ha segnato un precedente importante per il dialogo tra il governo cinese e i cittadini. Ha inoltre mostrato al mondo il comportamento dei praticanti del Falun Gong, che agiscono secondo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Dal 1999, i praticanti di tutto il mondo commemorano questa importante ricorrenza per rendere omaggio alla resilienza e alla compassione dimostrate dai praticanti in Cina di fronte alla persecuzione.
Lo scorso 23 aprile, in occasione del 27° anniversario dell'Appello di Pechino, i praticanti nei Paesi Bassi hanno organizzato delle iniziative presso l'ambasciata cinese all'Aia e nei pressi della Camera dei Rappresentanti del Paese, chiedendo la fine della persecuzione.


Il 23 aprile, alcuni praticanti nei Paesi Bassi si sono riuniti presso l'Ambasciata cinese all'Aia per chiedere la fine della persecuzione
I partecipanti all'Appello di Pechino: un'esperienza indimenticabile
La signora Chen, che ora vive nei Paesi Bassi, nel 1999 lavorava a Pechino e poco dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, era venuta a sapere che decine di praticanti di Tianjin erano stati arrestati. Molti praticanti volevano recarsi a Pechino per presentare ricorso, decise quindi di andare da sola all'Ufficio Nazionale dei Ricorsi. Lungo entrambi i lati della strada notò molti praticanti provenienti da tutto il Paese, erano tutti silenziosi e pacifici. A Pechino era già l'inizio dell'estate, eppure quel giorno non sentiva caldo, anzi, si sentiva molto a suo agio.
Anche la signora Zhen vive nei Paesi Bassi. Non era riuscita a raggiungere Pechino in tempo per l'appello del 25 aprile, perché quando il treno su cui viaggiava è arrivato alla stazione di Gongzhuling, nella provincia del Jilin, si era già diffusa la notizia che il premier aveva acconsentito alle richieste dei praticanti del Falun Gong. Così era scesa dal treno per tornare a Changchun. Ha dichiarato che non dimenticherà mai quell’esperienza. Anche se non è andata personalmente all'ufficio ricorsi di Pechino per difendere la sua fede, ha visto tantissimi praticanti su quel treno. Tutti volevano semplicemente essere delle brave persone e andare a Pechino per una causa comune. Si era sentita orgogliosa di farne parte e aveva realizzato quanto il Falun Gong fosse popolare e i cambiamenti positivi che aveva portato in Cina.
Presidente dell'Associazione Falun Dafa dei Paesi Bassi: Basta con la persecuzione del Falun Gong, basta con la repressione transnazionale!
Durante la manifestazione, KaYan Wong, presidente dell’Associazione Falun Dafa dei Paesi Bassi, ha ricordato il 25 aprile 1999. Ha raccontato dell’appello lanciato da oltre 10.000 praticanti, che chiedevano un ambiente legale in cui poter praticare.
In risposta alla persecuzione e alla repressione transnazionale perpetrate dal PCC, ha sottolineato che, come i praticanti di tutto il mondo, anche quelli dei Paesi Bassi continueranno a protestare contro la persecuzione in modo pacifico e razionale.
Ha esortato i funzionari del governo cinese a non seguire l'esempio del regime nella persecuzione del Falun Gong, a porre fine al prelievo forzato di organi autorizzato dallo Stato e a porre fine alla repressione transnazionale.
KaYan Wong, presidente dell'Associazione Falun Dafa dei Paesi Bassi, interviene alla manifestazione
Le persone desiderano imparare il Falun Gong
Eline van Wouwe ha visto i praticanti mentre eseguivano gli esercizi davanti all’ambasciata cinese. Ha commentato: “È la prima volta che sento parlare del Falun Gong. È anche la prima volta che vengo a sapere che state lottando così tanto per il diritto di praticarlo. Grazie per essere venuti qui. Ho appena firmato la petizione per dimostrare il mio sostegno e sto pensando di unirmi a voi nella pratica”.
Hugo Makkink, un istruttore di surf, aveva trascorso del tempo con alcuni studenti provenienti dalla Cina prima di questo evento. Quando ha saputo delle torture e delle pressioni psicologiche subite dai praticanti a causa del loro credo, ha firmato immediatamente la petizione. Vedendo i praticanti meditare, ha esclamato: "È incredibile! Stanotte ho sognato di meditare e oggi vi incontro per caso!". Ha chiesto dove potesse trovare un luogo di pratica e ha detto che intendeva imparare gli esercizi.
Sensibilizzazione sulla persecuzione
Nel pomeriggio del 23 aprile, alcuni praticanti hanno allestito dei cartelloni informativi e hanno eseguito gli esercizi sulla Bezuidenhoutseweg, nei pressi degli uffici temporanei della Camera dei Rappresentanti e della stazione centrale dell'Aia, per informare la popolazione sulla persecuzione in atto in Cina.

Il 23 aprile, i praticanti hanno allestito dei cartelloni informativi e hanno eseguito gli esercizi nei pressi della stazione centrale di L'Aia, situata vicino alla Camera dei deputati (De Tweede Kamer)


La gente si ferma per informarsi sul Falun Gong


I praticanti distribuiscono i volantini ai passanti e chiedono loro di firmare la petizione per fermare le violazioni dei diritti umani in Cina
Gli enormi striscioni dei praticanti in Bezuidenhoutseweg attirano l'attenzione della gente
Olivier Beler, che vive a Leiden e studia scienze dell’informazione all’università, lavora part-time all’Aia. Dopo aver assistito alla dimostrazione degli esercizi da parte dei praticanti, ha affermato che questa pratica è un ottimo modo per mantenersi in forma. Ha aggiunto che la repressione del PCC è terribile, "Eppure, questa situazione continua ancora oggi". Grato ai praticanti per averlo informato sulla persecuzione, ha scattato delle foto ai cartelloni espositivi. Ha dichiarato inoltre, di voler aiutare i praticanti a diffondere il messaggio e a sensibilizzare quante più persone possibili sulle violazioni dei diritti umani.
Asi, che viene dall’Iran, ha detto: "Quando vi ho visto, ho percepito un’energia pura, molto tranquilla. Questa pratica dovrebbe essere benefica per la salute. Il PCC non dovrebbe reprimerla. È un vostro diritto praticare questi esercizi".
Riguardo alla persecuzione del PCC, ha affermato: "Stanno perdendo il sostegno delle persone perché non tengono conto dei loro reali bisogni e le costringono a obbedire. Il Falun Gong riesce a riunire così tante persone. Il potere della fede terrorizza il PCC, per questo motivo fa di tutto per perseguitarlo".
Ha incoraggiato i praticanti a proseguire nei loro sforzi per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla persecuzione e ha augurato loro ogni successo.

I passanti firmano la petizione per chiedere la fine della persecuzione del Falun Gong
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