(Minghui.org) Ho quasi 60 anni e ne ho passate di tutti i colori: ho avuto incidenti stradali, ho affrontato le conseguenze di un errore medico e ho combattuto contro il cancro. Spesso mi sono sentito depresso e senza speranza, ma per fortuna ho scoperto la Falun Dafa e si è aperto un nuovo capitolo della mia vita.
Malattie infantili
Per molte persone gli anni dell'infanzia, dai 6 ai 16 anni, sono ricchi di ricordi felici. Per me, invece, sono stati dieci anni di malattia e sofferenza. Tutto è iniziato con un incidente quando avevo 6 anni.
Stavo giocando con i miei amici quando una jeep militare si è avvicinata all’improvviso e mi ha investito mentre faceva retromarcia. La ruota posteriore mi è passata sopra lo stomaco, mi trovavo nel punto cieco dello specchietto retrovisore del veicolo, quindi l’autista non mi ha visto e ha continuato a fare retromarcia. In quel momento critico, una donna al secondo piano ha visto cosa stava succedendo e ha gridato: “Fermati! C’è qualcuno sotto la jeep!”. L’autista ha frenato bruscamente, il dolore era così forte che stavo per svenire.
Sono stato portato d'urgenza in ospedale, dove un medico ha affermato che avrei dovuto sottopormi a un intervento chirurgico. In ospedale, il giorno dopo, sarebbe stato di turno un medico specialista di alto livello. Se avessimo aspettato un giorno, sarebbe stato lui a operarmi, tuttavia, i miei genitori erano molto preoccupati per la mia vita e hanno deciso quindi di farmi operare dal medico tirocinante di turno quel giorno.
Il medico ha eseguito una laparotomia esplorativa per rimuovere i coaguli di sangue dalla cavità addominale. L'intervento ha causato delle aderenze intestinali che mi hanno provocato un'ostruzione, un vero e proprio incubo. A volte, bastava mangiare un piccolo pezzo di torta o dell'uva perché si verificasse un'ostruzione e dovevo essere ricoverato in ospedale. Ogni ostruzione era accompagnata da dolori addominali lancinanti e vomito continuo.
Il ricovero in ospedale richiedeva una decompressione gastrointestinale a lungo termine tramite un sondino nasogastrico, che durava una settimana o anche più, prima di portare un po' di sollievo. Il vomito continuo provocava spasmi intestinali e dolori addominali lancinanti, davvero indescrivibili. Il ricovero in ospedale era già di per sé abbastanza doloroso, ma anche i miei genitori erano provati e tormentati, e mi rimproveravano: “Devi proprio mangiare la torta? Devi proprio mangiare la frutta?”.
Ho sofferto molto a causa della mia salute cagionevole e delle malattie che mi colpivano spesso. I miei amici dicevano che avevo il collo sottile e la testa grande e che sembravo un bambino malaticcio e incompleto. Provavo un dolore immenso. Perché non potevo andare a scuola e giocare come gli altri bambini? Perché non potevo mangiare senza moderazione? Perché dovevo sopportare tutto quel dolore e tutte quelle malattie?
A causa dei frequenti attacchi di occlusione intestinale, all'età di sedici anni ho dovuto sottopormi a un altro importante intervento chirurgico, durante il quale, è stato necessario incidere le aderenze presenti nell’intestino. Sul freddo tavolo operatorio, i medici e le infermiere mi guardavano e commentavano che non avevano mai visto una persona così magra e ossuta. L'intervento è stato eseguito in anestesia locale, quindi ho provato un dolore straziante durante l'operazione senza riuscire a emettere alcun suono. Tra la paura e la disperazione, non ho potuto fare a meno di chiedere al Cielo: “Perché la mia vita è così piena di sofferenza infinita e implacabile?”.
In quei 10 anni non solo ho sofferto di ostruzioni intestinali, ma a causa di un'infiammazione e di una suppurazione, l'appendice si è quasi perforata, rendendo necessaria un'appendicectomia. Ho inoltre contratto l'epatite e sono rimasto ricoverato in ospedale per diversi giorni.
L'esperienza più dolorosa risale a poco prima dell'inizio delle scuole medie. Mentre giocavo, sono caduto riportando una frattura comminuta al gomito. I miei genitori mi hanno portato in un ospedale ortopedico, dove mi hanno sottoposto a un trattamento estremamente doloroso: in una sala operatoria buia, sotto i raggi X, quattro medici robusti mi hanno tirato le braccia contemporaneamente da entrambi i lati, per ridurre la lussazione del gomito, poi hanno ricomposto le ossa rotte, mi hanno fissato il braccio con una placca di alluminio e l'hanno fasciato. La brusca riduzione della lussazione hanno fatto gonfiare il mio braccio e a causa del gonfiore e della costrizione delle bende, sono presto comparse grandi vesciche in tutti gli spazi tra di esse: era uno spettacolo orribile. Mi hanno messo il gesso e i muscoli del mio braccio sono diventati squadrati come una lattina di carne in scatola: era insopportabile anche solo guardarlo.
Dopo diversi trattamenti di riposizionamento estenuanti e senza esito, è stato programmato un intervento chirurgico. Prima dell'intervento, il medico ha spiegato ai miei genitori che la procedura avrebbe previsto il fissaggio dei frammenti ossei con dei perni che, un anno dopo, sarebbero stati rimossi. Da quel momento in poi, l'articolazione sarebbe rimasta immobilizzata in modo permanente. Non avrei più potuto allacciarmi i bottoni, lavarmi il viso, mangiare o sollevare oggetti pesanti: sarebbe stato come avere una protesi.
I miei genitori temevano che, se avessero continuato con quella terapia, io sarei rimasto disabile a vita. Il giorno prima dell’intervento, senza il consenso dell’ospedale, mi hanno portato in una clinica di medicina tradizionale cinese specializzata in ortopedia, consigliata da alcuni amici. Dopo più di un mese di cure, che includevano elettroterapia, massaggi, manipolazioni, impacchi a base di erbe per ridurre il gonfiore e fitoterapici per via orale, ho iniziato a riprendermi gradualmente. Il massaggio quotidiano, il riposizionamento e lo stretching dei tendini del braccio, piegati a causa della prolungata immobilizzazione, erano estremamente dolorosi: ogni volta gridavo dal dolore e mi ritrovavo madido di sudore, ma alla fine il mio braccio è stato salvato e non sono rimasta disabile.
Per un certo periodo ho dovuto recarmi in ospedale quasi ogni mese. Le vene delle mani, delle braccia e dei piedi si sono atrofizzate a causa degli anni trascorsi a fare flebo. Tutti i risparmi della nostra famiglia sono stati impiegati per le mie cure e spesso ci ritrovavamo indebitati. Nonostante fossi molto giovane, pensavo spesso di farla finita per porre fine alle mie sofferenze e smettere di essere un peso per la mia famiglia.
Il dolore fisico mi ha offuscato anche la mente e così il mio cuore era spesso colmo d'odio. Odiavo l'autista che mi aveva quasi ucciso e odiavo l'incompetenza di quel giovane medico. Odiavo persino il compagno di classe che mi aveva fatto cadere causando la rottura del braccio e incolpavo i miei genitori di non aver aspettato un giorno in più, così che a eseguire l’intervento fosse stato un medico più esperto, evitandomi dieci anni di sofferenza.
A causa della mia malattia cronica, non ho potuto partecipare alle foto di fine anno delle scuole elementari, delle scuole medie e del diploma, perché ero ricoverato in ospedale. Spesso pregavo che qualche divinità mi salvasse e mi liberasse da quella sofferenza.
Una malattia terminale
Una volta raggiunta l'età adulta, come molti miei coetanei, ho frequentato l'università, ho lavorato, mi sono sposato e ho avuto un figlio. Tutto nella mia vita sembrava procedere senza intoppi. I ricordi delle malattie dell'infanzia si sono gradualmente affievoliti e più tardi, durante il boom dell'economia di mercato, ho lasciato il lavoro che gli altri consideravano stabile e tranquillo per lanciarmi nel mondo degli affari. Grazie alla mia esperienza pluriennale e al mio impegno, insieme ai miei amici, ho fondato un'azienda. Nonostante le difficoltà e le battute d'arresto, l'impresa ha avuto successo. Avevo una moglie meravigliosa e un figlio devoto. Mio figlio era in buona salute ed è stato ammesso a un'università eccellente. Tutto sembrava andare per il meglio, con una vita tranquilla e un senso di realizzazione.
Pensavo che, dopo aver affrontato le tempeste della vita, avessi finalmente intravisto un barlume di speranza. Non immaginavo che un vero e proprio disastro si stesse avvicinando silenziosamente.
In un momento di grande successo e di forte espansione dell'azienda, una visita medica mi ha portato a ricevere un grave verdetto dal dottore. “Hai un tumore al fegato e sembra maligno”. Non riuscivo a crederci. Ero giovane e l'azienda stava iniziando a prosperare, come potevo avere una malattia del genere? Mi sono sottoposto a numerosi esami in diversi ospedali, sperando che si trattasse di un errore diagnostico. Tuttavia, tutti i principali ospedali confermavano la stessa diagnosi: cancro al fegato in fase iniziale.
Dopo la diagnosi, mi sono sentito come se fossi stato colpito da un fulmine. Non sono riuscito a dormire per giorni e notti. La mia mente era in subbuglio e tre domande continuavano a tormentarmi. Chi sono? Da dove vengo? Dove sto andando? Queste tre domande senza risposta continuavano a ronzarmi nella testa e, per quanto ci riflettessi, non riuscivo a trovare una risposta.
Mia moglie, molto preoccupata, mi ha aiutato a contattare uno specialista in ospedale e mi sono sottoposto a un intervento chirurgico mininvasivo. Dopo l'intervento, mi è stato prescritto un controllo ogni due mesi e ogni visita evidenziava una recidiva del tumore. Sono trascorsi diversi anni in questo stato di paura e speranza. Il referto del controllo mostrava che il tumore non solo persisteva, ma si era anche ingrossato. Ho chiesto al medico quanto tempo mi restasse e mi ha risposto che, mi restavano pochi mesi, o qualche anno.
Così, ho ricominciato a girare per vari ospedali per sottopormi a esami e ottenere delle diagnosi. Negli ospedali, vedevo i pazienti con lo sguardo assente arrivare come un'onda, richiedere il ricovero, sottoporsi a esami, ecografie, TAC, risonanze magnetiche, cercare una diagnosi e attendere l'intervento. Sdraiati sui loro letti d'ospedale, i pazienti sopportavano il tormento della malattia in ogni istante. Mi rammaricavo della fragilità e dell'impotenza della vita.
Ho consultato molti specialisti, alcuni mi hanno consigliato un trattamento minimamente invasivo, altri la necessità di una resezione chirurgica e altri ancora hanno suggerito un trapianto d'organo immediato. Quando ho chiesto quale fosse la causa di questa malattia terminale, nemmeno i massimi esperti, come i miei relatori di dottorato, sono stati in grado di darmi una risposta. Le loro conoscenze e competenze sembravano limitarsi alla chirurgia, alla resezione o al trapianto, una volta formulata la diagnosi, senza alcun metodo preventivo o cura efficace.
Alla fine, ho scelto la cosiddetta procedura innovativa di ablazione a microonde che prevede l'inserimento di un ago per ablazione nel tumore e l'uso delle microonde per generare temperature elevate in grado di uccidere direttamente le cellule tumorali. Mi era stata descritta come una terapia minimamente invasiva, altamente efficace e scientificamente valida. Sdraiato in sala operatoria, ero insolitamente cosciente, nonostante fossi sotto anestesia, mi sembrava di guardare un film dell'orrore: vedevo il medico impugnare un "pugnale" (in realtà un ago per l'ablazione) e mi sembrava che mi venisse conficcato in profondità nel fegato. Dopo il riscaldamento a microonde, i miei organi interni sembravano bruciare intensamente. Terrore e dolore erano indescrivibili.
Al momento delle dimissioni dall'ospedale, i medici e gli infermieri mi hanno raccomandato di sottopormi a controlli regolari e di non dare per scontato che l'intervento avrebbe risolto il problema. Diversi mesi dopo l'intervento, una visita di controllo ha rivelato che il tumore si era ripresentato. Ero completamente disperato. Mi sembrava che la mia vita fosse in una fase di conto alla rovescia, non c'era più né sole né gioia nella mia vita e la sensazione più forte che provavo era che il mondo non avesse più nulla a che fare con me. Non avevo più voglia di vivere.
Un parente mi aveva consigliato di consultare una cartomante. Ci sono andato. La cartomante mi ha chiesto la data e l'ora della mia nascita, poi abbiamo chiacchierato di varie cose, finché all'improvviso ha iniziato a mormorare qualcosa in modo confuso e incoerente. Poi mi ha detto che, per risolvere i miei problemi, avrei dovuto spendere dei soldi. Ho speso volentieri e con gratitudine un sacco di soldi per cercare il suo aiuto, arrivando persino a spendere per allontanare la sfortuna dalla mia famiglia. In quel momento, avevo un solo pensiero: pur di salvarmi la vita, ero disposto a finire in bancarotta.
La cartomante mi ha anche preparato dei talismani da appendere alla porta, da mettere sotto il cuscino e da portare con me, e mi ha raccomandato di non uscire per diversi giorni durante il Capodanno cinese e, se proprio avessi dovuto farlo, di andare in una determinata direzione. Credevo sinceramente di aver incontrato una potente divinità in grado di salvarmi dal pericolo e di guidarmi nel mio cammino. La mia famiglia diceva che ero diventato un po' eccentrico. Alla fine, però, non ha funzionato e la malattia ha continuato a ripresentarsi.
Il mio bisnonno, mia nonna materna e mia madre erano tutti devoti del buddismo della Terra Pura. Ho seguito la fede di mia madre per molti anni, ho visitato ogni tempio che incontravo, ho bruciato incenso, mi sono prostrato innumerevoli volte e ho donato ingenti somme di denaro ai templi convinto di fare del bene e di ricevere protezione divina. Tuttavia, la mia vita era ancora piena di alti e bassi e sentivo che era vicino alla fine.
Il trattamento benevolo riservato ai praticanti della Dafa ha gettato i semi
Quando la mia azienda era ancora agli inizi e i lavori di ristrutturazione degli uffici non erano ancora terminati, un giovane di nome Chen, laureato presso un'università di prim'ordine, si presentò per chiedere lavoro. Lo trovai molto capace e onesto, qualità rare e preziose, e fui felice di assumerlo. In seguito, venni a sapere che Chen era un praticante della Falun Dafa. Non ci vedevo nulla di male e non permettevo a nessuno di spettegolare su di lui, perché rispettavo le persone che avevano una fede. Inoltre, attraverso il suo lavoro, dimostrava che i praticanti della Falun Dafa hanno un carattere integro e ottengono risultati notevoli. Era sempre gentile e generoso con tutti.
Man mano che l’azienda cresceva, sentivo il bisogno di assumere nuovi dipendenti. Un giovane di nome Hang, anch’egli laureato presso un'università di prim'ordine, si era candidato per un posto di lavoro. Durante il colloquio, Hang mi aveva detto con franchezza che in passato aveva un ottimo lavoro, ma era stato licenziato perché praticava la Falun Dafa. Per guadagnarsi da vivere, era stato costretto a trasferirsi in questa città alla ricerca di nuove opportunità. Gli ho detto che capivo la sua situazione e che rispettavo le persone che avevano una fede. In realtà, per l'azienda ciò che contava erano le competenze tecniche e le prestazioni lavorative e quando ho scoperto che non aveva ancora un posto dove vivere e stava cercando un alloggio, ho chiesto subito a qualcuno di aiutarlo a trovare un appartamento in affitto e ho fatto in modo che potesse iniziare a lavorare prima possibile.
Hang era incredibilmente intelligente, molto capace e di ottimo carattere. Tuttavia, una volta mi ha causato un grave problema. Hang approfittava spesso dei minuti trascorsi in ascensore nelle ore di punta per parlare della Falun Dafa agli altri passeggeri e una volta ne aveva parlato persino con un alto funzionario del governo che si era infuriato. Quella mattina, il funzionario si era presentato lì con diversi agenti, gridando: “Qualcuno nella vostra azienda pratica la Falun Dafa e osa persuadermi a rinunciare al Partito Comunista Cinese (PCC). È pazzesco!”. Dopo aver cercato un po' in giro, aveva finalmente trovato Hang e aveva esclamato: “È lui!”. La situazione era così improvvisa che per un attimo mi si è svuotata la mente, ma, vedendo che Hang era in pericolo, mi sono subito calmato e ho detto al funzionario: “È un nostro dipendente ed è molto capace. Mi occuperò della questione e non le causerà più alcun problema”.
Dopo aver convinto quelle persone ad andarsene, ho parlato con Hang e gli ho spiegato i rischi che stava correndo. Gli ho detto di capire la sua fede nella Falun Dafa, ma che non volevo che fosse nuovamente perseguitato. Ho chiesto anche a Chen di ricordarglielo.
Alcune persone che condividevano con noi lo stesso edificio mi avevano consigliato di non assumere praticanti della Falun Dafa, sostenendo che mi avrebbero creato dei problemi. Io mi limitavo sempre a sorridere. Per me, dopotutto, si trattava solo di una fede. Sono tutti molto competenti nel loro lavoro e finché svolgono bene il loro lavoro, che importanza ha in cosa credono? Inoltre, le loro prestazioni lavorative superavano di gran lunga quelle della maggior parte dei loro colleghi.
In seguito, altri praticanti della Falun Dafa entrarono a far parte dell'azienda. Erano tutti esponenti dell’élite sociale, altamente qualificati, diligenti, integri, altruisti e onesti nel comportamento e nel lavoro. Sia nel reparto vendite che in quello amministrativo, erano rispettati dai colleghi. In azienda nessuno parlava più male della Falun Dafa alle loro spalle ed erano considerati da tutti dei modelli di riferimento. Anche i clienti riponevano piena fiducia nelle loro competenze tecniche, nel loro atteggiamento professionale e nella qualità dei prodotti. Il feedback era sempre molto positivo. In questa società materialista, i praticanti della Falun Dafa sono come una limpida sorgente di montagna: puri e incontaminati, sbocciano silenziosamente nei campi, aggiungendo un tocco di vita vibrante al mondo.
Comincio a fare gli esercizi
Sentivo di avere una grande affinità con i praticanti della Falun Dafa, così dopo il secondo intervento, sono tornato al lavoro. In quel periodo ero in pessime condizioni e avevo un aspetto terribile. Come diceva Chen, ero “svogliato e pallido come un cencio”.
Proprio mentre mi trovavo in uno stato di estrema disperazione, Chen entrando nel mio ufficio mi disse qualcosa che ricordo ancora vividamente: “Sono qui per aiutarti a ottenere ciò di cui hai bisogno. Praticare la Falun Dafa cambierà sicuramente il tuo destino”.
Poi aggiunse: “Ti prego di credere nella Falun Dafa e di praticarla con sincerità. Il Maestro Li (il fondatore della Falun Dafa) ti salverà sicuramente”.
Le sue parole mi riscaldarono il cuore, ma nutrivo ancora molti dubbi. La mia famiglia aveva sempre praticato il buddismo della Terra Pura, mi ero affidato ai migliori medici di vari ospedali e avevo persino consultato dei chiromanti, ma non riuscivo ancora a fermare l'inesorabile avanzamento della malattia. Non credevo che ci fosse qualcosa in grado di risolvere davvero questo attacco mortale. Anche quando mi ha dato il libro del Maestro Li, lo Zhuan Falun, ho risposto con indifferenza: “Ho già una fede, ed è il buddismo della Terra Pura, che è stato tramandato nel corso della storia”.
In quel periodo è venuto da me anche un altro praticante della Falun Dafa, Wei, che lavorava anch'egli nell'azienda ed era molto competente. Mi ha detto: “Studiare e praticare sinceramente la Falun Dafa cambierà il tuo destino”.
Mi aveva detto che tutte le domande che mi ponevo nella vita avrebbero trovato risposta nei libri della Dafa del Maestro Li. Poiché me lo avevano consigliato Chen e Wei, ho iniziato a leggere lo Zhuan Falun, pur partendo con un certo scetticismo. Ma quando ho iniziato a leggerlo prendendolo sul serio, ne sono rimasto profondamente colpito e immediatamente attratto. In realtà, mi sono reso conto che non riuscivo a smettere di leggerlo.
Quando l'ho letto per la prima volta, mi è sembrato molto familiare, perché avevo sperimentato molti dei fenomeni descritti al suo interno. Un esempio, la possessione spirituale e il linguaggio cosmico, mi è venuta in mente la cosiddetta indovina che avevo incontrato quando ero malato. In realtà era posseduta e le sue parole apparentemente miracolose erano un linguaggio cosmico. La prima cosa che ho fatto dopo aver studiato la Dafa è stata gettare via tutti gli amuleti scritti dall'indovina e dopo averli gettati via, mi sono sentito in pace.
Un altro esempio era quello delle arti marziali e del qigong. Durante il periodo di massimo splendore del qigong, negli anni '80 e '90, c'era un grande parco non lontano da casa mia. Ogni mattina, gruppi di persone si disponevano in diverse formazioni per eseguire vari esercizi di qigong. Durante il giorno, c'erano anche persone che praticavano varie arti marziali ed esercizi di qigong e vendevano i loro prodotti. Tra queste, c'erano persone che rompevano mattoni a mani nude, si trafiggevano la gola con lance, ingoiavano sfere d'acciaio e spade di ferro, usavano tecniche di artiglio d'aquila per piegare chiodi con le dita e avvolgevano barre d'acciaio intorno al collo. Ho anche assistito personalmente alla storia della vendita di medicine per l'estrazione dei denti menzionata nello Zhuan Falun. L'uomo del sud che vidi vendere medicine nel parco all'epoca fece esattamente come descritto nel libro. Acquistai persino la sua medicina. Ancora oggi ho la sensazione che l'uomo del sud che vendeva medicine nella piazza potesse essere la stessa persona menzionata dal Maestro nel libro.
Nello Zhuan Falun, il Maestro ha scritto:
"In una città ho visto un monaco che aveva delle mani completamente scure. Ha cacciato una copia di certe scritture dentro la statua di un Budda e l’ha sigillata rozzamente. Poi ha borbottato qualche parola ed ecco che la consacrazione è terminata. Quindi ha preso un'altra statua e ha borbottato di nuovo qualche parola. Chiedeva 40 yuan per ogni consacrazione. Ai giorni nostri i monaci pensano che la consacrazione delle statue dei Budda sia un qualcosa di commerciabile e ne ricavano soldi" (Quinta Lezione, Zhuan Falun)
Ricordo una scena a cui ho assistito durante il mio viaggio al Tempio Shaolin nel 1997. Molte persone stavano pregando il Budda e gettando monete nella cassetta delle offerte. Al calar del sole, ha iniziato a cadere una leggera pioggia e la folla si è dispersa, anche io mi sono riparato dalla pioggia nella sala principale. Proprio in quel momento, si è avvicinato un monaco, che guardandosi furtivamente intorno per assicurarsi che nessuno lo stesse osservando, si è avvicinato alla cassetta delle offerte, vi ha infilato avidamente la mano e si è riempito le tasche di soldi. Questa scena ha distrutto completamente gli anni di venerazione che nutrivo per il Tempio Shaolin, la mia fede nella culla del buddismo Zen e la mia stessa fede. Non ho mai più visitato il Tempio Shaolin.
Leggendo lo Zhuan Falun, ho capito che non si trattava di principi che la gente comune può esprimere a parole, ma di libri divini scritti per salvare le persone. Molti dei miei dubbi e delle mie domande si sono improvvisamente chiariti dopo aver letto il libro. Finalmente ho capito perché, nonostante la mia devozione al buddismo della Terra Pura, mi ero ammalato di una malattia terminale. Ogni volta che adoravo il Budda o facevo delle donazioni, avevo in mente qualcosa: la salute, la pace, la ricchezza, il successo scolastico dei miei figli e così via. Davo per scontati questi desideri, fraintendendo completamente il fatto che il Budda va venerato, non supplicato. Un cuore guidato dal desiderio non può ottenere ciò che desidera.
Ho così compreso il vero significato della vita: ritornare al proprio sé originario e ho anche compreso che il principio supremo dell'intero universo è Verità, Compassione e Tolleranza. Oltre allo Zhuan Falun, Chen e Wei mi hanno fornito anche varie testimonianze di praticanti relative alla guarigione e al benessere fisico, sotto forma di materiale stampato, audio e video. Tutto ciò ha ampliato i miei orizzonti, ho scoperto che molti malati terminali erano stati salvati grazie alla pratica del Falun Dafa. I principi profondi della Dafa e gli esempi reali e vividi di guarigione e benessere fisico mi hanno dato un enorme incoraggiamento.
Diventare una persona migliore
Pratico la Falun Dafa da oltre dieci anni e ho tratto grandi benefici sia dal punto di vista fisico che mentale. Quando ho iniziato, a causa della mia scarsa comprensione, continuavo a prendere farmaci, alcuni dei quali altamente tossici, mentre studiavo la Fa, pensando che fosse una situazione vantaggiosa per tutti, una sorta di doppia assicurazione. Col passare del tempo, la mia comprensione della Dafa si è approfondita e la mia fede è diventata sempre più incrollabile. Ben presto ho smesso di prendere tutte le medicine e, fino a oggi, non ho preso una sola pillola né sono mai entrato in ospedale per un controllo, per vedere un medico o per ricevere cure.
Incoraggiato dai miei compagni praticanti, mi sono unito anch'io a un gruppo di studio della Fa. I praticanti che ne facevano parte studiavano gli insegnamenti della Dafa, condividevano le proprie comprensioni e discutevano come se fossero una vera famiglia. Un amico praticante ha portato con gioia un lettore per riprodurre il video con le istruzioni degli esercizi del Maestro e tutti mi hanno insegnato i punti chiave dei movimenti.
Mi sentivo sempre meglio. La stanchezza di un tempo era svanita, così come la malinconia e la paura. Il pallore che avevo dopo l'intervento si è trasformato in un sano colorito roseo, ero raggiante, pieno di energia, in salute e pieno di vitalità. Tutti i miei parenti e amici, vedendomi, dicevano che sembravo una persona completamente diversa. Più tardi, ho incontrato il primario che mi aveva diagnosticato la malattia e mi ha chiesto con aria perplessa: “Perché non sei venuto a fare i controlli ogni due mesi come da programma?”. Gli ho risposto: “Mi guardi adesso, pensa che io sia una persona malata?”. Ha sorriso e, con aria perplessa, mi ha detto che era sinceramente felice per me.
Pratico la Falun Dafa ormai da più di dieci anni, questa pratica non solo mi ha regalato un corpo sano, ma ha anche migliorato la mia moralità.
Andare avanti nei momenti di crisi
In una gelida giornata invernale, mentre camminavo per strada, ho visto un anziano di quasi ottant'anni disteso in mezzo alla carreggiata. Sembrava che fosse lì da un po', le auto passavano una dopo l'altra senza fermarsi. Molte persone guardavano dal marciapiede, ma nessuno si offriva di aiutarlo, la situazione era estremamente pericolosa. Senza esitare, mi sono precipitato da lui, ho fatto cenno alle auto in arrivo di aggirarlo e ho aiutato l'anziano a sedersi lentamente. I suoi occhi erano sfocati e vacui, le mani gelate e il suo viso era bagnato di lacrime e moccio a causa del freddo. Con voce debole e tremante, mi ha ringraziato ripetutamente e mi ha chiesto di aiutarlo ad alzarsi. L'ho aiutato con cautela ad alzarsi. Aveva visivamente le gambe ferite e non riusciva a reggersi in piedi, si appoggiava pesantemente a me. Poi è arrivata un'altra persona che mi ha aiutato a spostarlo in un punto sicuro sul ciglio della strada.
Ho trovato un cartone e un tappetino su cui farlo sedere per proteggerlo dal freddo del terreno e l'ho aiutato ad appoggiarsi a un albero. Dopo averlo sistemato, ho preso il suo telefono e ho chiamato sua moglie per spiegarle la situazione e chiederle l'indirizzo. Appena ho finito la telefonata, il telefono si è scaricato. Intorno a noi si è radunata una folla che diceva: “Sei davvero coraggioso ad aiutare così! E se fosse stato un trucco per truffarti?”
Sì, in Cina tutti sono sul chi va là e quasi nessuno vuole immischiarsi negli affari altrui per paura di essere truffato. Anche la persona che ha aiutato l'anziano insieme a me ha detto: “Mi sono avvicinato solo dopo aver visto che lo stavi aiutando ad alzarsi. Se nessun altro lo avesse aiutato, non avrei osato farlo”. Quando ho aiutato l'anziano, non ho davvero pensato ad altro, ho solo sentito che, in quanto praticante, dovevo essere una brava persona e fare del bene in ogni modo. Prima di praticare la Falun Dafa, anch'io avevo paura di essere truffato e non avrei mai osato farlo.
Scegliere la gentilezza
Un giorno, una ex dipendente che aveva lasciato l’azienda anni prima, si è presentata da me ed è scoppiata improvvisamente in lacrime, Ha cercato di inginocchiarsi per supplicarmi di prestarle dei soldi, l'ho subito fermata e le ho chiesto il motivo. Mi ha detto che solo io potevo salvare lei e suo figlio, mi ha raccontato che suo marito era stato vittima di una truffa in un investimento e che avevano perso tutto, la loro casa era stata ipotecata, lasciandoli senza un tetto. Suo marito era braccato dagli esattori, si nascondeva da loro e aveva paura di tornare a casa. A volte, era spinta alla disperazione e costretta dagli esattori a usare più carte di credito per ripagare i debiti. Questa volta aveva debiti scaduti con la carta di credito per 60.000 yuan (circa 7.650 euro) e non aveva la possibilità di restituire la somma. La banca aveva iniziato a esigere il pagamento e le aveva detto che, se non avesse saldato il debito entro oggi, sarebbe stata arrestata e suo figlio sarebbe rimasto solo. Le ho chiesto di fornirmi una garanzia, ma non aveva nulla da offrire. Mi ha detto che mi avrebbe rimborsato 1.000 yuan (circa 127 euro) al mese per cinque anni.
I miei collaboratori mi avevano tutti sconsigliato di prestarle i soldi, dicendomi che la sua famiglia aveva debiti enormi e che sicuramente non mi avrebbe restituito il denaro, ma vedendola in quello stato pietoso e miserabile, non ho avuto il coraggio di rifiutare e mi preoccupava ancora di più la situazione in cui si sarebbe trovato suo figlio se lei fosse stata arrestata. Senza alcuna garanzia, ho preso in prestito dei soldi per aiutarla a saldare il debito con la banca e alleviare così la sua emergenza immediata. In seguito, come previsto dai miei collaboratori, nei primi mesi ha restituito solo poche migliaia di yuan, per poi ignorare le telefonate e i messaggi. Alla fine è scomparsa del tutto, dopo aver detto che non avrebbe potuto restituire il prestito.
Sono passati otto anni e non ho ancora avuto sue notizie. Se non praticassi la Falun Dafa, avrei sicuramente cercato in tutti i modi di recuperare il denaro, senza permettere che la mia generosa donazione andasse sprecata. Ora, però, sono più propenso al perdono: almeno l'ho aiutata a evitare il carcere e ho impedito che suo figlio finisse per strada, e questo ne è valsa la pena. Forse lei e suo marito stanno ancora lottando per ripagare il debito contratto allora. Se avrò la possibilità di rivederla, le racconterò la mia storia e di come la Falun Dafa ha cambiato il mio destino, nella speranza che anche lei possa avvicinarsi a questa pratica e cambiare il proprio destino.
Multa per un tassista
Un giorno, mentre prendevo un taxi, l'autista non si è accorto del cartello di svolta a tempo limitato vicino alla mia destinazione. In effetti, i caratteri del cartello erano troppo piccoli per vederli da lontano e chi non conosceva bene la zona non avrebbe potuto vedere chiaramente l’orario consentito. Proprio mentre svoltavamo, un agente di polizia è sceso da una volante parcheggiata sul ciglio della strada e ha fatto cenno all'autista di fermarsi per multarlo. L'autista sembrava angosciato e mi ha detto: “Che sfortuna. È quasi la fine dell'anno e stanno cercando di fare cassa”. Dopo aver pagato ed essere sceso, ho visto l'autista correre verso il poliziotto, inchinarsi e supplicare, ma è stato inutile. L'agente gli ha detto di andare a ritirare la multa presso la volante di pattuglia.
Mentre mi allontanavo, mi sentivo sempre più a disagio, non aveva notato il cartello perché voleva portarmi più vicino alla mia destinazione. Il settore dei taxi è già in difficoltà a causa della concorrenza delle auto private nel mercato dei servizi di trasporto a chiamata, i tassisti lavorano per molte ore, spesso sacrificando la propria salute per una paga misera. Una multa potrebbe significare una giornata di lavoro persa, lasciandoli depressi per giorni e probabilmente turbando anche le loro famiglie. Ho tirato fuori gli unici 100 yuan (circa 12,70 euro) che avevo in tasca, mi sono voltato e glieli ho dati dicendo: “Ti hanno multato per avermi portato qui, quindi prendi questi 100 yuan, per favore”.
Era così sorpreso che non ha nemmeno avuto il tempo di ringraziarmi. Se non avessi praticato la Falun Dafa, probabilmente non sarei stato così compassionevole, avrei pensato che la multa era stata causata dalla sua infrazione e non era affar mio. Ma dopo aver iniziato a praticare il Falun Dafa, la gentilezza e l'altruismo nel pensare agli altri sono diventati naturali per me e non mi sembra di aver perso nulla.
Lasciar andare il risentimento
L'odio che provavo in gioventù a causa del dolore fisico è svanito completamente man mano che approfondivo la mia comprensione della Dafa. Da allora, non ho più provato alcun risentimento nei confronti dell'autista che aveva causato l'incidente, del giovane medico con scarse competenze o del compagno di classe che mi aveva fatto fratturare il braccio cadendo. Non ho provato più risentimento nemmeno nei confronti della ex-dipendente che non ha restituito il prestito che le avevo fatto.
Ho capito che ciò che sembrava un infortunio casuale o un tradimento era in realtà il risultato del karma che avevo accumulato nel corso di innumerevoli vite. Forse nelle vite passate avevo ferito qualcuno o non avevo mantenuto le promesse fatte agli altri. Dopo aver lasciato andare il risentimento, ho provato un’immensa pace e tranquillità dentro di me, e sono stato profondamente grato al Maestro per avermi indicato la strada in questa vita.
Più grandi sono il dolore e le difficoltà che devo affrontare in questa vita, più il Maestro, nella sua infinita compassione, mi offre l'opportunità di ripagare i debiti karmici che ho accumulato nel corso di innumerevoli vite. Dopo aver superato queste prove, è impossibile ripagare il Maestro per l'immensa sofferenza che ha sopportato in silenzio per me. La grazia del Maestro nei nostri confronti è grande come una montagna.
Parlare agli altri della Dafa
Da quando ho iniziato a praticare la Falun Dafa, ho continuato a eseguire ogni giorno le cinque serie di esercizi e a studiare una lezione dello Zhuan Falun. Allo stesso tempo, ho approfondito la mia comprensione della verità della Dafa. In quanto beneficiario della Dafa, ho la responsabilità di raccontare alla gente la verità sulla Falun Dafa e di aiutare a salvare il prezioso popolo cinese che è stato avvelenato dal malvagio PCC.
Ho iniziato a raccontare ai miei parenti della Dafa. Ogni Capodanno ci riuniamo per un banchetto e ognuno deve alzarsi in piedi e dire qualche parola, di solito ricordando il passato o scambiandosi gli auguri per il nuovo anno. Quando è stato il mio turno, mi sono alzato e ho detto: “Innanzitutto, auguro a tutti buona salute e ogni bene per il nuovo anno. Qual è la cosa più importante al mondo? Naturalmente, la salute. Come tutti sapete, avevo una malattia terminale. Perché oggi sono ancora qui a cenare con voi? Perché pratico la Falun Dafa. Altrimenti non sarei qui a chiacchierare con la mia famiglia”.
Ho raccontato loro nel dettaglio le mie esperienze e i benefici che ho tratto dalla pratica della Dafa. Infine, ho concluso: “Ricordate che la Falun Dafa è buona. Questa è la cosa più importante della vostra vita. Il PCC è ateo, non solo è nemico di Dio, ma persegue anche crudelmente i praticanti che credono in questa fede. Questo è intollerabile per il divino. Tutti noi abbiamo aderito al PCC, alla Lega della Gioventù o ai Giovani Pionieri, giurando di lottare per il comunismo e di sacrificare la nostra vita. Questo è un giuramento velenoso. Quando il divino eliminerà il PCC, ne soffriremo insieme a lui. Solo ritirandoci da tutte le sue organizzazioni potremo avere un futuro luminoso. Dovremmo tutti ritirarci dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate per la nostra sicurezza”.
In quel momento, tutti hanno cominciato a parlare. Uno di loro ha detto: “Non sei stato automaticamente escluso dai Giovani Pionieri a 12 anni? E non sei stato automaticamente escluso dalla Lega della Gioventù a 28 anni?”
Un altro invece: “Non paghi la quota del partito da molti anni. Questo non equivale forse a un'uscita automatica dal partito?”.
Ho risposto: “Niente di tutto ciò conta. Quando hai prestato quel solenne giuramento, il male ti ha marchiato. Solo dichiarando pubblicamente il tuo ritiro dal Partito, dalla Lega della Gioventù e dai Giovani Pionieri potrai cancellare completamente quel marchio e ricevere la protezione degli dei. Puoi usare un soprannome. L'importante è che tu voglia sinceramente ritirarti dal Partito, dalla Lega della Gioventù e dai Giovani Pionieri”.
Tutti i presenti al tavolo hanno usato i propri soprannomi per dichiarare il proprio ritiro dal Partito e dalle organizzazioni a esso affiliate. Un cugino ha dichiarato: “Sebbene non abbia mai fatto parte di nessuna organizzazione del Partito, della Lega della Gioventù o dei Giovani Pionieri, ho partecipato a molte delle loro attività, con la presente, dichiaro il mio ritiro da tutte queste organizzazioni”.
Ho distribuito a tutti degli amuleti con la scritta “La Falun Dafa è buona. Verità-Compassione-Tolleranza sono buone”, e tutti li hanno accettati con gioia.
Ho una parente che lavora nella pubblica amministrazione. Lei è d'accordo con quanto le racconto e afferma che il PCC vende apertamente cariche pubbliche a prezzi fissi e che alcune donne si offrono in cambio di promozioni, rendendo l'ambiente estremamente caotico e corrotto. Non solo l'ho aiutata a dimettersi dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate, ma le ho anche procurato dei libri sulla Falun Dafa da leggere.
Ho un parente che ricopre un ruolo dirigenziale in un'azienda statale. Detesta profondamente la corruzione nella pubblica amministrazione e ha affermato con indignazione: “L'attuale campagna anticorruzione è solo una facciata, una messinscena per il popolo. È come schiacciare mosche intorno a una fogna: più ne schiacci, più ne spuntano”.
“Perché? Perché l'intero apparato governativo e statale è una fogna che genera continuamente mosche. Come si possono eliminare le mosche schiacciandole con le proprie mani? Solo interrando questa fogna e cambiando completamente l'ambiente, potremo risolvere il problema della corruzione alla radice ed eliminare le mosche”.
Questo mio parente ha assistito a tutto il mio percorso alla ricerca di cure mediche e ai cambiamenti incredibili che ho vissuto dopo essermi avvicinato al Falun Dafa. Dopo avergli spiegato la verità sul Falun Dafa, si è dimostrato molto comprensivo e solidale. Questo membro di lunga data del Partito ha accettato senza esitazione di ritirarsi dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate.
Ogni volta che ho l'opportunità, condivido attivamente la mia esperienza di pratica del Falun Dafa con le persone che incontro. Spiego loro che una pratica così meravigliosa è incredibilmente rara, ma che la sua diffusione è ostacolata e repressa dal PCC e che i praticanti della Falun Dafa subiscono torture e persecuzioni disumane. Spiego che per vedere la verità del mondo bisogna comprendere che Verità, Compassione e Tolleranza sono i valori universali.
Raccontando la mia guarigione miracolosa, ho convinto molte persone a ritirarsi dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate. Tra loro c'erano funzionari governativi, intellettuali di alto livello di imprese del settore militare-industriale, ingegneri di imprese statali, operai, contadini, commessi, insegnanti, imprenditori e persone di ogni estrazione sociale. Disposte a ripetere spesso: “La Falun Dafa è buona. Verità, Compassione e Tolleranza sono buone” per stare al sicuro. Spesso la gente mi diceva: “Credo assolutamente a ciò che dici; il tuo miracolo non è forse la prova migliore?”
La persona più felice del mondo
Il 18 ottobre 2020 è un giorno che non dimenticherò mai. Quella mattina presto ho sognato che il Maestro, con il suo volto gentile e la sua imponente figura, vestito con una tuta da ginnastica bianco latte, veniva a casa mia insieme a una moltitudine di praticanti della Dafa. La casa era piena di praticanti, eccitato come un bambino, ho alzato lo sguardo verso il Maestro, gli ho preso il braccio e l'ho invitato a entrare. Il mio cuore traboccava di felicità e calore infiniti. Poi sono corso dai praticanti della Dafa e, sorridendo, ho detto: “Lo sapete? Sono la persona più felice del mondo”. Mi hanno sorriso.
Più tardi, ho invitato il Maestro a sedersi su una sedia e gli ho offerto una bottiglietta d'acqua. Dopo un po', però, il Maestro ha aggrottato leggermente le sopracciglia, rivelando un lieve disagio. Questo mi ha fatto sentire in colpa. Forse l'acqua che gli avevo offerto non era pura? All'improvviso, nel sogno, ho capito che il Maestro stava aiutando noi praticanti a liberarci dal karma. Il mio cuore si è riempito di un immenso senso di colpa e gratitudine.
Dopo un po' di tempo, i praticanti hanno accompagnato il Maestro in barca verso un'isola molto grande per diffondere la Dafa. Durante il viaggio, sono rimasto vicino al lato sinistro del Maestro, vigile per difenderlo da eventuali pericoli provenienti dal mare. Una volta sbarcati, sono rimasto ancora vicino al Maestro, attento a ciò che ci circondava e pensando costantemente a proteggerlo e a sostenere la Dafa.
Una volta che il folto gruppo di praticanti della Dafa, insieme al Maestro, ha raggiunto il centro dell'isola, ci siamo sentiti al sicuro. Siamo andati in un grande ristorante per mangiare, mi sono seduto a un tavolo di fronte al Maestro, che sorrideva gentilmente ai praticanti che ridevano e chiacchieravano mentre mangiavamo insieme. Verso la fine del pasto, mi sono reso conto di essere talmente emozionato da aver dimenticato di pranzare. Ho mangiato velocemente una frittella e poi, insieme agli altri praticanti, ho accompagnato il Maestro con gioia e in una grande processione nelle profondità dell'isola per diffondere la Fa a tutti gli esseri senzienti.
Mi sono svegliato da quel sogno con il sorriso ancora sulle labbra e, in men che non si dica, era già ora di fare gli esercizi mattutini. Il sogno era stato così vivido che ricordavo chiaramente ogni dettaglio, in particolare le parole che avevo detto con gioia agli altri praticanti: “Sono la persona più felice del mondo”.
Conclusioni
Sì, sono davvero la persona più felice del mondo. È così nei miei sogni, e lo è ancora di più nella realtà. Dopo aver iniziato a praticare la Dafa, ho capito che questa vita era destinata alla ricerca della Falun Dafa, non ci sono parole per descrivere questa opportunità incredibilmente fortunata. Tutte le sofferenze e le difficoltà che ho sopportato in precedenza erano debiti karmici che dovevo sopportare e ripagare. La quantità di karma che il Maestro mi ha aiutato a sopportare è inimmaginabile, per cui gli sono immensamente grato, e la mia fede nel Maestro e nella Fa è diventata ancora più forte.
Nei prossimi anni mi impegnerò a mettere in pratica con diligenza e dedizione le tre cose che il Maestro ha chiesto ai praticanti di fare. Mentre studio gli insegnamenti della Dafa e pratico gli esercizi, mi impegnerò anche a diffondere la Dafa su larga scala e a salvare quante più persone possibile, per poter tornare a casa con il Maestro.
(Articolo selezionato in occasione della Giornata mondiale della Falun Dafa 2026 su Minghui.org)
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