(Minghui.org) Fin da piccolo ho sempre lottato contro la rabbia. Avevo un “brutto carattere”, come si suol dire.
Sono per metà portoricano, il che significa che per definizione, sono anche latinoamericano o ispanico, che si distinguono per la loro impulsività e il temperamento passionale. Questo tratto caratteriale implica vantaggi e svantaggi, ma soprattutto porta a conseguenze negative.
Da piccolo provocavo mio fratello maggiore perché era un po’ sovrappeso e goffo e a volte mi dava fastidio con i suoi insulti. Quando sono cresciuto, da adolescente, sono andato a vivere con mio padre e mia matrigna, lontano da mia madre e da mio fratello. Mi sono reso conto che arrabbiarsi non era accettabile, così sono diventato bravo a nasconderlo.
Ho ottenuto la Fa all’età di 17 anni e la mia rabbia si è in parte placata. Sentivo di avere più controllo delle mie emozioni e, in generale, di essere più in pace col mondo; graziando ilMaestro per la Fa che ci ha insegnato, che ha cambiato in meglio la mia vita e che mi ha aiutato a diventare più tollerante. Come ha detto il Maestro:
“Se avete un brutto carattere, allora dovete modificarlo. Un praticante deve saper sopportare.” (Nona Lezione, Zhuan Falun)
Ciononostante, dentro di me c’era ancora un attaccamento nascosto e profondamente radicato, nonché una sostanza, che alla fine avrebbe dovuto essere eliminata durante il mio percorso di coltivazione. Pertanto, il Maestro ha iniziato a spingerlo fuori quando ho formato una famiglia.
Il Maestro ha detto:
“… i nostri giovani dovranno ancora sposarsi.” (Sesta Lezione, Zhuan Falun)
Dopo essermi sposato e aver messo su famiglia, mi sembrava di avere sempre qualche motivo per irritarmi con mia moglie o con miei figli, e ormai c’era un gruppo di persone che occupava continuamente il mio spazio fisico e mentale e non potevo sottrarmi alla loro presenza.
Di solito a casa avevo un buon comportamento: ero collaborativo e responsabile. La mia famiglia mi considerava calmo e accomodante, ma periodicamente esplodevo, perdevo le staffe e mi infuriavo in modo irrazionale. Dopo essermi calmato, quell’esperienza mi faceva sentire più umile e mi costringeva a guardarmi dentro e a prendere più seriamente la coltivazione.
Questa alternanza ha continuato ad accadere, anche se di rado. Mi guardavo dentro e mi sforzavo di cambiare il mio comportamento, ma ogni volta che succedeva, intimamente lo razionalizzavo e ancora lo giustificavo. Le ragioni a cui pensavo erano infatti tutte cose che la mia famiglia aveva fatto male o che avrebbe potuto fare meglio. Ma in qualche modo mi sentivo in dover di correggere il loro comportamento perdendo le staffe, e pensavo che non ci fosse altro modo. In altre parole, sembra ci fossero buoni motivi per arrabbiarmi, anche se lo sfogo stesso era ovviamente sbagliato. Così il mio attaccamento continuava a esistere sullo sfondo, affiorando un paio di volte all’anno, e mostrandosi agli occhi della mia famiglia come un mostro minaccioso.
Ho continuato in questo modo per molti anni fino al Natale del 2021, durante il periodo di isolamento dovuto al COVID. La gente discuteva animatamente sull’uso dei vaccini, delle mascherine e delle misure di quarantena. Una parte della società sembrava imporre agli altri l’obbligo dei vaccini e delle mascherine, e questo creava tensioni. Per Natale, come al solito, avevamo programmato di andare a trovare la mia famiglia nel Michigan. Mia madre e mio fratello erano già ostili nei nostri confronti a causa della nostra relativa indifferenza riguardo ai vaccini; infatti per via del nostro lavoro, sia io che mia moglie ci eravamo vaccinati poco prima di Natale, ma i nostri figli no.
Quando siamo arrivati a casa di mia madre, siamo entrati e ho detto: “Buon Natale!”, al che mio fratello maggiore ha replicato bruscamente: “Mettetevi subito le mascherine!”. Lui, mia madre e gli altri della mia famiglia allargata non indossavano mascherine, immagino perché fossero vaccinati e avessero frequentato solo persone vaccinate: non saprei dirlo. Ad ogni modo il suo comportamento mi è parso ingiusto e ho risposto con un “No!” molto aggressivo. A quel punto mi ha dato un pugno in faccia che mi ha fatto sanguinare il naso. Non so se avrei reagito, ma alcuni parenti si sono messi in mezzo e l’intero viaggio si è rivelato un vero e proprio disastro.
Eppure, dal punto di vista di un coltivatore, è stata un’opportunità incredibile e sacra. Ora riesco a capirlo, anche se all’epoca non mi era così chiaro. Gli eventi erano stati organizzati in modo molto meticoloso, così da permettermi di ripagare ciò che dovevo a mio fratello per tutti quegli anni in cui l’avevo terrorizzato, e il mio attaccamento all’ira è stato messo in bella mostra affinché tutti potessero vederlo. È stato umiliante e terribile, ma anche un’eccellente opportunità di coltivazione.
In quel periodo tuttavia, è stato estremamente doloroso dal punto di vista emotivo. Nelle settimane successive, mi svegliavo nel cuore della notte con le palpitazioni. Nei sogni litigavo con lui, vincevo e poi mi sentivo in colpa per averlo picchiato così duramente da mandarlo in ospedale. Temevo persino di poter essere arrestato. Chiaramente, questo non era il comportamento di un praticante.
Il Maestro ha detto:
“Alcuni s’arrabbiano perfino quando educano i loro figli, urlano e fanno scenate; quando educate i vostri figli, non dovete comportarvi così. Non dovreste arrabbiarvi veramente; l’unico modo per poter insegnare bene ai vostri figli è con la ragione e il buon senso. Se non riuscite nemmeno a superare simili inezie, se andate in collera, potete dimenticarvi il gong.” (Nona Lezione, Zhuan Falun)
Mio fratello maggiore, che ha la reputazione di essere eccessivamente emotivo e la cui mente è compromessa dal fumo di cannabis, era in un certo senso come un bambino. Fin da quando eravamo piccoli, avevo sempre ritenuto giusto punirlo per le sue cattive azioni. Continuare a studiare la Fa ha reso questa questione molto più chiara, eppure era ancora difficile superare questo ostacolo.
Da questa esperienza, ho compreso che la parte peggiore del mio attaccamento si era manifestata, e mostrandosi in quella circostanza, mi sono reso conto di quanto, sotto quell’aspetto, fossi assolutamente umano e completamente ordinario. Forse il Maestro aveva isolato le parti positive e stava scendendo negli strati più profondi, così da esporre questa parte, e finalmente espellerla e trasformarla. Ma non è stato facile.
In quel periodo ho trovato grande conforto nel leggere gli articoli di condivisione dei praticanti, sul sito web Minghui; anche se sapevo che leggere le condivisioni su Minghui era una cosa positiva, non ero mai riuscito a dedicarmici davvero e a farla diventare una consuetudine. Dopo quel mio episodio, quando leggevo gli articoli, potevo percepire davvero la preziosità di ogni parola, che per me era come acqua piovana che lavava via tutto il fango del mondo umano. Anche se la condivisione rifletteva solamente la comprensione dell’autore, che poteva anche essere diversa dalla mia, lo spunto e l’intenzione erano davvero preziosi e potenti. Ora ho la percezione che, una volta compreso veramente il principio, non si è più persone comuni, si è raggiunta un’illuminazione che va oltre l’essere umani. Al contrario, gli esseri umani non possono sfuggire alla sofferenza e vivono vite piuttosto infelici, intrappolati dai propri attaccamenti e impegnati a ripagare il karma.
Mi è anche capitato di fare esperienze sorprendenti, dove un articolo di Minghui affrontava esattamente qualcosa che stavo vivendo, o qualcosa che vedevo vivere alla mia famiglia. Potevo poi condividere quegli articoli con loro, dato anche loro erano praticanti. Mi ricorda di quando il Maestro insegnava spesso la Fa; ciò che diceva sembrava si riferisse in modo molto specifico a qualcosa, o a una certa situazione, anche se non specificava di cosa si trattasse, eppure si applicava chiaramente alla mia vita e alla mia coltivazione.
Mi sono scusato con mio fratello e negli anni successivi abbiamo trascorso il Natale insieme un paio di volte. Mi sono reso conto che, se non fosse stato per la Dafa, mi sarei allontanato da mio fratello e da mia madre, ma la grande compassione del Maestro nell’insegnare la Fa e nel guidare la mia coltivazione ha mantenuto la nostra famiglia in armonia contro ogni previsione.
Quanto sopra rappresenta la mia comprensione limitata. Vi prego di segnalarmi eventuali errori.
Grazie, Maestro! Grazie, Minghui! Grazie a tutti!
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