(Minghui.org) Nel luglio 2007 Sun Daoying, una donna di 46 anni della città di Beian, nella provincia dell'Heilongjiang, ha finito di scontare una pena detentiva di cinque anni per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina per il corpo e la mente perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio 1999.

Prima della sua incarcerazione, la signora Sun, sempre per aver praticato il Falun Gong, era stata arrestata altre due volte.

I primi due arresti

Nel novembre 1999 la signora Sun è stata reclusa per 15 giorni presso il Dipartimento di polizia della città di Beian, per essersi recata a Pechino a rivendicare il suo diritto di praticare il Falun Gong. Successivamente è stata trasferita in un centro per il lavaggio del cervello e le è stato ordinato di scrivere dichiarazioni in cui rinnegava la sua fede. Infine è stata rilasciata dopo circa un mese.

Nel gennaio 2002 Daoying è tornata a Pechino, dove ha srotolato uno striscione con messaggi del Falun Gong in Piazza Tienanmen. Un agente in borghese l’ha spinta a terra e l’ha portata alla Stazione di polizia di Tienanmen, dove lei si è rifiutata di rivelare la propria identità e di farsi fotografare. Gli agenti l’hanno rinchiusa in una cellain cui erano detenuti anche molti altri praticanti.

Poco dopo le ore 16:00 di quel giorno, la signora Sun, insieme ad altri 20 praticanti che non avevano rivelato i propri nomi, è stata trasferita al Centro di detenzione del distretto di Pinggu a Pechino, dove ha assistito alla brutale aggressione di un’altra praticante, i cui vestiti le erano stati strappati e che aveva il viso contuso.

Successivamente, Daoying è stata portata alla Stazione di polizia di Chengguan nel distretto di Pinggu. Lì un agente l’ha minacciata di metterla in una cella con detenuti maschi. In segno di protesta, ha iniziato uno sciopero della fame ed è stata alimentata forzatamente. Diversi detenuti l’hanno spinta a terra e le hanno inserito un tubo di gomma nella narice e costretta a camminare con il sondino ancora inserito. L'alimentazione forzata e le marce avvenivano una volta al giorno. Lei continuava a rifiutarsi di rivelare la propria identità, gli agenti di polizia le hanno ammanettato le mani a una porta di metallo, ma lei non si è lasciata intimidire e alla fine hanno rinunciato, portandola con un’auto alla stazione ferroviaria per lasciarla lì.

Condannata a cinque anni nel 2002 e maltrattata in prigione

La notte del 17 aprile 2002 il Dipartimento di polizia della città di Beian avviò un arresto di massa dei praticanti locali. La signora Sun riuscì a fuggire e fu inserita nella lista delle persone ricercate. I suoi familiari e parenti furono vittime di vessazioni e le loro linee telefoniche furono messe sotto controllo.

L'8 luglio 2002 Daoying è stata arrestata da agenti del Dipartimento di polizia della città di Acheng mentre camminava per strada nella città di Acheng, nella provincia dell'Heilongjiang. L'hanno picchiata e le hanno messo un sacchetto di plastica sulla testa, stretto anche intorno al collo. Lei faceva fatica a respirare e ha strappato il sacchetto con i denti.

Gli agenti hanno trascinato la signora Sun in un bagno e le hanno tenuto la testa ferma su un lavandino utilizzato per pulire gli stracci. Poi le hanno spruzzato acqua ghiacciata ad alta pressione sul viso e sul corpo e hanno acceso due ventilatori per soffiarle aria fredda addosso. Uno degli agenti l’ha colpita sulla schiena con un punteruolo. La polizia ha poi ripetuto la tortura del waterboarding e le ha tenuto la testa abbassata, fino a farle quasi toccare le dita dei piedi, infliggendole un dolore atroce.

Quella notte Daoying è stata mandata al Secondo Centro di detenzione della città d'Harbin (noto agli abitanti locali come Centro di detenzione di Yaziquan), dove ogni giorno veniva interrogata.

Durante una sessione di interrogatorio, la polizia l'ha immobilizzata su una sedia con le mani ammanettate allo schienale. Poi gli agenti le hanno legato alle dita il cavo di un generatore a manovella facendola girare per tre volte. Ad ogni giro, la corrente elettrica le attraversava il corpo e il dolore era insopportabile.

In un'altra occasione, una guardia le ha dato improvvisamente uno schiaffo in faccia senza motivo. Ad ogni rumore delle chiavi delle guardie che camminavano nel corridoio, il suo cuore si contraeva per la paura, e riusciva appena a respirare.

Nell'inverno del 2002 la signora Sun è stata trasferita al Centro di detenzione della città di Shuangcheng, dove il cibo era di pessima qualità. Spesso trovava sabbia nei pasti e il pane di mais non era mai ben cotto. Un mese dopo è stata condannata a cinque anni di reclusione e trasferita alla settima divisione del Carcere femminile della provincia dell'Heilongjiang.

Le guardie facevano dormire la signora Sun in mezzo a due grandi assi da letto e non c'era un posto designato per lei su nessuna delle due assi. Ogni mattina doveva portare le sue lenzuola in un magazzino e poi riprenderle la sera per riportarle in cella. Solo dopo oltre due mesi le è stato assegnato uno spazio largo 45 centimetri tra due detenute che, per impedire che entrasse nel loro spazio, hanno messo delle assi di legno che la stringevano. Non avendo spazio per muoversi, doveva dormire su un fianco e faceva fatica ad alzarsi dal letto.

Nell’aprile 2003 Daoying si è rifiutata di svolgere lavori forzati. Sotto le direttive dei capitani Kang Yaling e Cui Yan, le guardie e le detenute l’hanno costretta a stare seduta su un piccolo sgabello dalle ore 6:00 del mattino fino alle ore 20:00-21:00 di sera.

Il 14 aprile 2003 il segretario del Partito Comunista Cinese del carcere, Chu Shuhua, ha guidato più di 10 agenti armati per ordinare alla signora Sun e ad altre 40 praticanti incarcerate di svolgere lavori forzati. Le praticanti si sono rifiutate di obbedire e sono state costrette a stare sedute su piccoli sgabelli per lunghe ore.

La notte del 16 ottobre 2003 la signora Sun e più di 30 altre praticanti si sono rifiutate di rispondere all’appello, di accovacciarsi e di indossare i distintivi. Sono state costrette a stare in piedi fino a mezzanotte e alcuni giorni dopo costrette a stare in piedi fino alle ore 22:00.

Alla fine di novembre 2003 la prigione ha lanciato un’altra serie di persecuzioni contro le praticanti incarcerate. I capitani Kang e Cui, insieme alle guardie Wu Xuesong, Jiang Wei e Lin Jia, hanno ordinato alle detenute Cui Xue, Xiao Lin e Zhao Yueqin di trascinare fuori la signora Sun e le altre praticanti. La signora Tie Junying non ha corso come le era stato ordinato e la detenuta Xiao le ha dato uno schiaffo in faccia.

Le detenute hanno tolto con la forza alle praticanti i cappotti invernali, i cappelli e i guanti, poi le hanno costrette a stare in piedi al freddo gelido dalle ore 8:00 alle ore 16:30, senza dare loro nulla da mangiare.

La signora Zheng Jinbo e la signora Shen Jing’e sono state lasciate all’interno e prese a calci dagli agenti della polizia antisommossa con i loro stivali. Le due donne sono state poi ammanettate al telaio di una porta di metallo.

Al terzo giorno di tali maltrattamenti, la signora Zheng Hongli è crollata a terra per il freddo gelido. Il giorno successivo, le signore Sun, Chen Yunxia e Liao Xiaolu si sono rifiutate di stare in piedi. Sono state trascinate giù dalle scale dal quarto piano dalle detenute. La testa della signora Chen ha sbattuto contro la ringhiera e si è ricoperta di lividi. Alla signora Liao sono state strappate le maniche e in seguito è stata ammanettata con le mani dietro la schiena. Le due detenute che trascinavano la signora Sun in quel caos sono cadute e le guardie le hanno ordinato loro di coprire le spese mediche delle detenute. Lei ha protestato e il capitano Kang ha desistito.

La signora Sun è sopravvissuta a questi abusi senza fine, ed è stata rilasciata nel luglio 2007.

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