(Minghui.org) La signora Liu Xiaoya, di 62 anni della città di Shenyang nella provincia del Liaoning, rischia un procedimento penale per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.
Lo scorso 4 giugno la signora Liu è stata avvicinata da una donna anziana mentre passava davanti a un centro per anziani. Pochi istanti dopo, si è fermata un’auto della polizia, da cui sono scesi gli agenti in borghese Li Junfeng e Luo Hao, del Dipartimento di polizia della zona di sviluppo economico e tecnologico, oltre ai due agenti Wang Cheng e Xu Bo, della Stazione di polizia di Zhongchao, anch’essi in borghese.
La polizia ha condotto la signora Liu in diversi luoghi nelle vicinanze, tra cui una stazione degli autobus e un edificio residenziale. La donna è stata costretta a stare in piedi accanto ai manifesti del Falun Gong affissi in quei luoghi. Non è chiaro chi sia stato ad affiggerli, ma la donna è stata ripresa con una videocamera e fotografata. Inoltre, è stata perquisita e le sono stati confiscati alcuni oggetti personali. Nessuno degli agenti ha esibito un documento di identità, né un mandato di arresto o di perquisizione.
Le foto e i video sono stati utilizzati per accusare la signora Liu di aver affisso i manifesti del Falun Gong. Quel pomeriggio gli agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione vuota e l’hanno perquisita. Alla donna sono stati confiscati i libri e il ritratto del fondatore del Falun Gong, oltre ad altri effetti personali.
Quella sera la signora Liu è stata condotta al Centro di elaborazione dei casi del Dipartimento di polizia di Tiexi, dove è stata interrogata e costretta a sottoporsi a una visita medica. Intorno alle 4:00 del 5 giugno, la donna è stata presa in custodia dal Primo Centro di detenzione della città di Shenyang.
Qualche giorno dopo la polizia ha presentato il caso della signora Liu alla Procura del distretto di Dadong, richiedendo l’emissione di un mandato di arresto formale nei suoi confronti.
Il 12 giugno i procuratori Ge Mingyi e Wang Tingting hanno interrogato la signora Liu. Lei si è rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda e ha chiesto che le foto e i video, che la polizia le aveva scattato e girato contro la sua volontà, fossero rimossi dalle prove dell’accusa. Non è chiaro se i procuratori abbiano già preso una decisione.
Prima di questa sua ultima persecuzione, il 17 luglio 2014 la signora Liu era stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia di Xita e, nel mese di ottobre 2015, era stata condannata a tre anni dal Tribunale distrettuale di Heping. Il 5 gennaio 2016 la donna è stata rinchiusa nel Carcere femminile della provincia del Liaoning. La signora Liu ha subito varie forme di tortura, prima di essere rilasciata nel mese di luglio 2017.
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