(Minghui.org) Cong Peishan, di 87 anni di Tianjin, fatica a sbarcare il lunario, dopo che la sua pensione è stata sospesa nel mese di marzo 2024, per la sua fede nel Falun Gong.

La signora Cong ha iniziato a praticare il Falun Gong nel 1995, all’età di 56 anni, e la sua gastrite atrofica è presto scomparsa. Dopo che il regime comunista cinese ha ordinato la persecuzione del Falun Gong, nel luglio 1999, Peishan è rimasta salda nella sua fede, ed è stata ripetutamente presa di mira.

Il 24 dicembre 2000 la signora Cong è stata condannata a quattro anni dal Tribunale distrettuale di Nankai. In carcere è stata sottoposta a diversi metodi di tortura.

Nel mese di marzo 2021 la donna è stata nuovamente arrestata. Prima del suo arresto Ren Yu, vice capo della Stazione di polizia del Centro sportivo del distretto di Nankai, le aveva ordinato di rinunciare al Falun Gong. Al suo rifiuto, Yu ha minacciato di farla condannare dal tribunale locale e di farle revocare qualsiasi beneficio pensionistico dal suo datore di lavoro.

Il 30 settembre 2021, dopo sei mesi di detenzione, la signora Cong è stata condannata a tre anni, dal Tribunale distrettuale di Nankai, ed è stata trasferita alla quinta divisione del Carcere femminile della città di Tianjin.

Sun Wei, capo della quinta divisione, e Zheng Yijun, ufficiale supervisore della prima e della terza squadra, hanno negato alla signora Cong il diritto di usare il bagno e le hanno proibito di fare la doccia per due settimane, anche dopo essere stata costretta a urinare nei pantaloni. Le guardie hanno anche ordinato alle detenute Li Ming e Liu Lihong di torturarla.

La signora Cong aveva solo un paio di pantaloni invernali. Quando li lavava, di solito ci volevano giorni perché si asciugassero, e non poteva indossarli subito. A volte, le guardie aprivano la finestra per farla congelare, quando indossava pantaloni leggeri.

Le guardie l’hanno anche costretta a restare in piedi per quattro ore e mezza, durante il turno di sicurezza notturno, anche se le regole carcerarie non consentirebbero alle detenute con più di 60 anni di essere assegnate ai turni di notte. La donna è quasi caduta diverse volte, mentre lottava per rimanere in posizione eretta.

Inoltre, le guardie hanno costretto la signora Cong ad assumere farmaci tossici per il sistema nervoso centrale.

Quando Peishan è stata rilasciata nel mese di marzo 2024, le guardie l’hanno costretta a scrivere: “Durante la detenzione non ho subito percosse, insulti, né alcuna forma di punizione corporale”.

Una volta tornata a casa, la donna ha tristemente appreso che suo marito si era ammalato, a causa della preoccupazione perché lei era stata condannata, ed è venuto a mancare mentre lei era ancora in prigione.

Peishan ha subito un altro duro colpo quando l’ufficio locale di previdenza sociale ha ridotto la sua pensione mensile da 8.000 yuan (circa 1.010 euro) a 693 yuan (circa 90 euro), per la sua fede nel Falun Gong. La condizione per ottenere il pagamento mensile di 693 yuan sarebbe stata di scrivere una dichiarazione in cui avrebbe promesso di non praticare più il Falun Gong, ma Peishan si è rifiutata di obbedire e da allora non ha più ricevuto alcun beneficio pensionistico.