(Minghui.org) In una sentenza emessa lo scorso 2 giugno, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha stabilito che il governo serbo ha violato i diritti dell'Associazione di amicizia serbo-cinese (FDH) (è l’Associazione locale della Falun Dafa) con sede a Belgrado. In precedenza, la polizia aveva vietato all’Associazione della Falun Dafa di organizzare proteste pacifiche volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione in corso contro la Falun Dafa (Falun Gong) in Cina.

Durante la visita di Stato del presidente cinese in Serbia, il 17 e 18 giugno 2016, le autorità hanno vietato ai praticanti del Falun Gong di organizzare proteste, adducendo potenziali rischi per l’ordine pubblico e possibili contro-manifestazioni.

Sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU)

La FDH è stata fondata dai praticanti del Falun Gong a Belgrado, con la missione principale di chiarire la verità sulla persecuzione in atto in Cina, e di promuovere la forma tradizionale di pratica spirituale che conta milioni di aderenti in tutto il mondo.

Inizialmente, la FDH aveva presentato un ricorso, denominato “FDH contro la Serbia”, dinanzi alla Corte costituzionale serba, ma l’appello era stato respinto. I praticanti locali del Falun Gong hanno quindi intentato una causa dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) a Strasburgo, e secondo le argomentazioni giuridiche presentate, le autorità serbe non disponevano di prove concrete che dimostrassero che le suddette proteste costituissero una minaccia reale. La semplice possibilità che i dissidenti si radunassero sul posto non era un motivo sufficiente per vietare un’assemblea pacifica.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto questa argomentazione, e ha stabilito che la Serbia ha violato l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutela la libertà di riunione pacifica.

La Corte europea dei diritti dell’uomo è un tribunale internazionale istituito ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, è l’organo giudiziario più autorevole in materia di diritti umani in Europa e le sue sentenze sono giuridicamente vincolanti per gli Stati firmatari.

Sintesi della sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo il 2 giugno 2026 sul caso “Serbian-Chinese Friendship Society FDH contro Serbia”. La Corte ha stabilito che la Serbia ha violato gli articoli 11 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo

Testo completo della sentenza della Corte:

https://hudoc.echr.coe.int/eng#{%22itemid%22:[%22001-250308%22]}Di seguito è riportato un estratto della sentenza della Corte:

Caso Società di Amicizia Serbo-Cinese FDH contro Serbia(Ricorso n. 54936/20)

Sentenza

Articolo 11 – Libertà di riunione pacifica

Divieto delle manifestazioni pubbliche organizzate dall’associazione ricorrente in merito alla presunta persecuzione del Falun Gong e dei suoi membri nella Repubblica Popolare Cinese in occasione della visita ufficiale del Presidente cinese nella Repubblica di Serbia

Mancanza di prove che dimostrino che le autorità nazionali abbiano effettuato specifiche valutazioni di sicurezza prima di vietare gli assembramenti pubblici per motivi di sicurezza pubblica

Il presunto rischio di scontri tra manifestanti di fazione opposta è di natura speculativa

La formulazione dei provvedimenti di divieto ha dimostrato che il processo decisionale si è basato su mere congetture

L'ingerenza contestata non è “necessaria in una società democratica”

Art. 13 (+ Art. 11) Mancanza di un rimedio interno efficace. Le controversie amministrative e i procedimenti di ricorso costituzionale hanno carattere post hoc

Portavoce dell'Associazione Falun Dafa: Ogni cittadino dell'UE dovrebbe godere dei diritti fondamentali

Dejan Markovic, presidente dell’Associazione della Falun Dafa della Serbia, ha dichiarato: “Si tratta di una decisione molto importante, sebbene arrivi dopo 10 anni. Le autorità serbe hanno ripetuto questa violazione più di 20 volte, in molte città in tutto il Paese, in momenti diversi, non consentendo ai praticanti del Falun Gong di esercitare il loro diritto costituzionale, ovvero il diritto di riunione e il diritto a un rimedio giuridico efficace.

“Speriamo di non subire interferenze nelle future attività organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione del Falun Gong in Cina. Questi sono diritti fondamentali che ogni cittadino europeo dovrebbe avere”.

Ad oggi sono stati vietati più di 20 raduni pubblici annunciati dai praticanti della Falun Dafa nel rispetto della legge. Dal 2014, quando l’allora premier cinese Li Keqiang ha visitato la Serbia, tutte le proteste sono state vietate, otto praticanti del Falun Gong provenienti da diversi paesi dell’UE sono stati arrestati illegalmente, e sono stati rilasciati in seguito all’intervento urgente delle organizzazioni dell’UE. Nel 2024, quando il presidente cinese Xi ha visitato la Serbia, 7 praticanti locali e i loro sostenitori sono stati nuovamente arrestati – con la scusa che costituivano “una minaccia per la società”, ma ancora una volta le autorità non hanno fornito alcuna prova a sostegno di tali affermazioni.