(Minghui.org) Ho iniziato a praticare la Falun Dafa (detta anche Falun Gong) nel febbraio del 1998. La malattia cronica che mi affliggeva da oltre 30 anni è scomparsa. Dopo aver constatato i miei cambiamenti positivi, molte persone che mi conoscevano hanno iniziato a praticare.

Inizio la pratica

Mi sono sempre considerato una persona introversa e credevo di non avere alcuna capacità organizzativa. Quando la Falun Dafa è stata introdotta per la prima volta nella nostra zona, c’erano solo pochi praticanti e nessun coordinatore. Alcuni praticanti mi hanno chiesto di assumere il ruolo di coordinatore, ma ho rifiutato. Un praticante mi ha rassicurato: “Non è così complicato come pensi. Basta portare la radio al parco ogni mattina e fare gli esercizi. Chi è interessato si unirà a noi. Cerca di rispondere alle loro domande e se non conosci la risposta, presta loro una copia dello Zhuan Falun».

Ho deciso di provarci perché i praticanti devono aiutare gli altri. Forse era stato disposto dal Maestro. Eravamo meno di dieci. Man mano che sempre più persone iniziavano a fare gli esercizi cresceva la richiesta del libro Zhuan Falun. Siamo riusciti a procurarci un’intera scatola e le copie sono terminate nel giro di pochi giorni.

Nel luglio del 1999, il numero di praticanti nella nostra città era salito a oltre 200. Ciascuno dei nostri luoghi di pratica ospitava più di 80 praticanti che facevano gli esercizi al mattino. Discutevamo delle nostre esperienze di coltivazione e delle nostre storie. Dopo aver iniziato a praticare, molti sono guariti dal cancro o da malattie croniche. Eravamo felici e grati per la compassione del Maestro.

Da timido a schietto

Fin da bambino ero timido e insicuro. Quando il Partito Comunista Cinese (PCC) ha iniziato a perseguitare la Falun Dafa, ero spaventato e non sapevo come reagire. Anche gli altri praticanti erano confusi; quindi, prestavano attenzione a come reagivano i coordinatori.

Un funzionario della nostra stazione di polizia locale mi si è avvicinato: «Il governo ha vietato la Falun Dafa e noi non possiamo farci nulla. Puoi praticare a casa, ma non hai alcuna possibilità se fai gli esercizi in pubblico. Speriamo che tu collabori».

«Cosa intendi dire?», ho risposto.

«Tu sei il leader dei praticanti della Falun Dafa nella nostra città, quindi devi chiarire la tua posizione. Inoltre, dobbiamo avere un elenco dei nomi dei praticanti della nostra zona».

Ho pensato: «Sono una brava persona e seguo Verità-Compassione-Tolleranza, non ho fatto nulla di male! Perché dovrei collaborare a questa persecuzione? Non posso andare contro la mia coscienza e tradire il Maestro e la Dafa».

Ho risposto: “Non abbiamo un leader. Tutti i praticanti vengono di propria iniziativa. Non c’è alcun elenco di nomi e molti di noi sono estranei”.

Lui ha replicato: “Stai dicendo che non sei il responsabile, allora come mai sei l’unico ad accendere la radio al mattino e ad affiggere i manifesti?”

“È così che pratico, anche quando sono l’unico presente. Non organizzo nulla, le persone vengono e basta”.

Ha risposto: «Ora puoi andare, ne riparleremo più tardi”.

Qualche giorno dopo, il capo della polizia locale è venuto sul mio posto di lavoro. Senza perdere tempo in formalità, mi ha detto: «Pratichi ancora la Falun Dafa?».

Non so dove abbia trovato il coraggio, ma ho risposto con decisione: “Sì, la pratico! Tutti sanno che avevo molti problemi di salute e che sono guarito dopo aver iniziato a praticarla! Se la mia vita dipendesse dall’uso di una bombola di ossigeno e tu mi dicessi di avere l’ordine di non fornirmi ossigeno, ti permetterei forse di staccarmi il tubo dell’ossigeno?” E ho lasciato la stanza. Mentre scendevo le scale, mi sembrava di camminare sulle nuvole. Il mio corpo era leggero e la sensazione era incredibile. Sapevo che il Maestro mi stava aiutando.

In seguito, ho saputo che qualcuno dei vertici dell’amministrazione aveva detto al capo della polizia: “Quelle parole sono venute da una persona solitamente timida; non possiamo negare il potere del Falun Dafa”.

Nel 2000 ci è stato un cambio al vertice nella nostra stazione di polizia locale. Una sera, dopo cena, ho notato un paio di figure indistinte fuori dalla finestra. Sono uscito a controllare e ho visto due poliziotti che sbirciavano dentro. Ho detto: «Entrate se avete qualcosa da dirmi. Perché state lì fuori?». Con un’aria un po’ imbarazzata, mi hanno seguito dentro.

Ho detto loro: “Dite quello che volete dire”.

Uno dei poliziotti era un mio ex compagno di classe delle scuole medie. Indicando il suo collega ha detto: «Questo è il nostro nuovo capo, voleva incontrarti e capire la situazione». Mi ha chiesto: “Pratichi ancora la Falun Dafa?”.

“Certo che sì, come potrei non praticare qualcosa di così buono? Sei un mio vecchio compagno di scuola, quindi sai quanto fosse precaria la mia salute. Ora sto bene grazie alla Falun Dafa. Come potrei mai smettere? Voi due sapete bene che i praticanti sono brave persone e un beneficio per la società. Spero che leggiate lo Zhuan Falun e vi rendiate conto voi stessi di quanto sia una buona pratica”.

Il nuovo capo si alzò di scatto e disse al mio ex compagno di classe: “È inutile cercare di ragionare con un praticante”.

Ho detto: “Allora perché siete qui? Se mai avrete davvero bisogno di aiuto, farò del mio meglio. Se mi cercate perché pratico la Falun Dafa, per favore non venite. È già tardi, dovreste andarvene”.

Se ne sono andati in fretta.

Ero sbalordito da ciò che avevo detto loro: da dove venivano quelle parole? Di solito faccio molta fatica a formulare frasi complete, eppure avevo così tanto da dire a quei due poliziotti e non provavo alcuna paura. Mi è apparso chiaro che l’unico modo in cui noi praticanti possiamo proteggere la Dafa è studiare la Fa e prendere sul serio la coltivazione. Con pensieri retti, possiamo smascherare le calunnie e i complotti del PCC. Il Maestro ci protegge sempre.

Assumersi le responsabilità

I praticanti locali non avevano la possibilità di stampare i materiali della Falun Dafa, così mi sono assunto la responsabilità di contattare i praticanti di altre città per procurarmeli. Ho assunto il ruolo di coordinatore in altre due città, ruolo che ricopro ancora oggi.

Il mio pensiero era semplice: sono tornato in salute grazie alla pratica della Falun Dafa. Molte persone stanno soffrendo. Voglio fare del mio meglio per mettere a loro disposizione i materiali della Falun Dafa, affinché anche loro possano trarre beneficio dalla coltivazione.

Per quasi un anno ho percorso 80 chilometri andata e ritorno in moto una volta alla settimana per ritirare e consegnare i volantini della Falun Dafa.

Man mano che la richiesta di informazioni sulla Dafa aumentava, con l’aiuto di praticanti esperti, la nostra città ha creato un centro di stampa. Durante il giorno gestivo la mia bancarella mentre parlavo della Falun Dafa ai clienti. Di notte trovavo il tempo per distribuire informazioni sulla Falun Dafa. Prima di iniziare la coltivazione, ero così timido e pauroso che avevo timore di camminare per strada anche in pieno giorno. Dopo aver iniziato a praticare, non avevo più paura di recarmi da solo di notte in luoghi sconosciuti e lontani da casa. A volte, quando camminavo sulle strade di montagna a tarda notte, il fruscio delle foglie, il fischio del vento e il verso degli animali selvatici mi facevano rizzare i capelli. Recitavo allora la poesia del Maestro:

“La Dafa è ciò che porti ovunque con te,nel cuore alberga Zhen-Shan-Ren;un grande Arhat è nel mondo,Spiriti e fantasmi ne hanno gran timore”(“Possente Virtù”, Hong Yin)

Immaginavo anche me stesso come una potente divinità che risplendeva di luce radiosa e la mia paura svaniva.

Il Maestro mi protegge

Durante la pandemia del COVID, ho vissuto una grave tribolazione legata al karma di malattia, mentre io e mia moglie ci prendevamo cura di nostro nipote. Avevo la febbre, mal di testa e un dolore bruciante alla gamba destra. La mattina seguente, la mia gamba destra era gonfia e violacea. Quella notte ho pensato: “Un karma di malattia di questa intensità non è una coincidenza, ci deve essere qualcosa che devo migliorare nella mia coltivazione”. Tuttavia, non riuscivo a individuare il problema. Così ho detto: “Maestro, ho i biglietti del treno per tornare a casa; se ho la febbre, i miei familiari non praticanti temeranno di essere contagiati e non mi permetteranno di partire. Potrei essere messo in quarantena. Ti prego, aiutami”.

Mentre meditavo, ho visto un bambino di circa tre anni che meditava con me. Mi sono detto di non disturbarlo. Il bambino è apparso di nuovo, questa visione è durata circa un minuto. La mattina seguente, tutti i miei disturbi erano scomparsi. Siamo riusciti a tornare a casa pochi giorni dopo.

Poco dopo il mio ritorno a casa, le mie gambe si sono gonfiate di nuovo, in modo peggiore rispetto all’ultima volta. La mia gamba destra era grande il doppio del normale. La pelle intorno ai talloni si stava spellando e trasudava pus giallo. Le zone colpite mi davano un prurito fortissimo. Non avevo paura. Rivolto al ritratto del Maestro ho detto: “Sono lento a raggiungere l’illuminazione, questo karma di malattia sta influenzando direttamente la mia coltivazione: non riesco a sedermi a gambe incrociate per meditare. Non riesco a individuare il mio problema, imploro il Maestro di darmi un suggerimento, così da poter correggere me stesso. Grazie, Maestro”.

Quella notte ho fatto un sogno vivido. Una grande divinità mi indicava mentre parlava al Maestro (vedevo solo l’ombra del Maestro), diceva: “Lasciatelo andare”. All’improvviso ho sentito una voce gentile e risoluta dire: “No! Non possiamo lasciarlo andare, è qui con una missione”. Ho riconosciuto quella voce! Era il Maestro! Mi sono reso conto che il Maestro mi aveva salvato la vita ancora una volta.

Quando mi sono svegliato, avevo il viso bagnato di lacrime. Ho pensato: “Maestro, ora mi rendo conto di quali siano i miei errori”. In questi ultimi anni sono stato impegnato a prendermi cura di mio nipote. Non ho partecipato molto alle attività di rettifica della Fa. Non stavo adempiendo alla mia missione e ai miei voti e le vecchie forze ne hanno approfittato. Il Maestro mi ha sempre incoraggiato, anche quando ho fallito. Sorprendentemente, la mattina seguente, tutto il gonfiore alle gambe era scomparso. Sono profondamente grato al Maestro!

Ho ancora molti attaccamenti mondani; alcuni li riconosco, altri devo ancora individuarli. Forse il Maestro mi ha lasciato un po’ di difficoltà affinché io possa elevarmi sulla base della Fa. Indipendentemente dalle difficoltà che mi attendono sul percorso di coltivazione, voglio rassicurare il Maestro che mi impegnerò ancora di più nella coltivazione. La mia determinazione a fare le tre cose è incrollabile e sono deciso a tornare alla mia vera casa con il Maestro.

Sono passati 28 anni, caratterizzati sia da momenti sereni che da periodi difficili. Il Maestro ha vegliato su di me in ogni passo che ho compiuto e mi ha protetto per tutto il percorso. Non sarei mai arrivato dove sono ora senza la compassionevole salvezza del Maestro. Il mio unico desiderio è coltivare con diligenza, portare a termine la mia missione e adempiere al mio voto come praticante della Dafa.