(Minghui.org) Il 13 luglio scorso Riley Barnes, sottosegretario di Stato americano per la Democrazia, i Diritti umani e il Lavoro (DRL), ha incontrato i praticanti del Falun Gong, per discutere della persecuzione perpetrata dal Partito Comunista Cinese (PCC) nei confronti della pratica spirituale, che continua dal luglio 1999.
Durante il Forum internazionale per la libertà religiosa (IRF), del 16 luglio di quest’anno, Barnes, ambasciatore straordinario per l’IRF, ha condannato la persecuzione del Falun Gong da parte del PCC e ha ribadito il suo sostegno ai praticanti.
Riley Barnes, sottosegretario di Stato degli Stati Uniti, interviene al Forum “Peace Builders” (Costruttori di pace) di quest’anno sulla libertà religiosa internazionale (IRF), tenutosi il 16 luglio a Washington DC
Incontro al Dipartimento di Stato
Il 13 luglio scorso il sottosegretario Barnes ha incontrato cinque praticanti del Falun Gong, presso il Dipartimento di Stato. Durante l’incontro, durato un’ora, i praticanti hanno fornito, a Barnes e a diversi funzionari del Dipartimento di Stato, spiegazioni dettagliate sul Falun Gong. Hanno spiegato i motivi per cui è temuto dal PCC, gli ultimi sviluppi della persecuzione nella Cina continentale e la repressione transnazionale del Falun Gong e della compagnia Shen Yun Performing Arts, da parte del PCC al di fuori della Cina.
Un praticante ha illustrato come il Falun Gong abbia migliorato la vita di circa 100 milioni di persone, sia fisicamente che mentalmente, e come i suoi principi guida di Verità, Compassione e Tolleranza, abbiano avuto una profonda risonanza in così tante persone. Di fronte alla brutale persecuzione, i praticanti nella Cina continentale hanno creato migliaia di punti di produzione e diffusione di informazioni a livello locale. Hanno distribuito informazioni sulla persecuzione, sulla pratica e copie dei Nove Commentari sul Partito Comunista, per far conoscere alle persone (molte delle quali fuorviate dalle menzogne del PCC) la verità sul Falun Gong. Nonostante la minaccia di arresto e detenzione, i praticanti, spinti dalla compassione, continuano a perseverare.
I praticanti hanno spiegato che fuori dalla Cina hanno creato mezzi di comunicazione e sviluppato software, per aiutare le persone in Cina a superare il blocco di Internet imposto dal PCC, in modo che possano accedere a siti web esteri non disponibili all’interno del Paese.
Un praticante ha inoltre spiegato che 20 anni fa è stata fondata la Shen Yun Performing Arts, che da allora si è evoluta fino a comprendere otto compagnie teatrali che ogni anno presentano la “Cina prima del comunismo” a milioni di spettatori in tutto il mondo. Attraverso i loro spettacoli smontano le menzogne del PCC, secondo cui l’attuale regime rappresenterebbe la cultura e il popolo cinese. Attraverso gli sforzi pacifici dei praticanti, continui ed efficaci per rivelare la verità, il PCC teme profondamente il Falun Gong.
Denunciare la repressione transnazionale
In risposta alle preoccupazioni espresse dal sottosegretario Barnes riguardo alla repressione transnazionale del PCC, una praticante ha descritto in dettaglio le crescenti vessazioni, intimidazioni e attacchi, perpetrati da esso contro il Falun Gong all’estero e contro Shen Yun negli ultimi anni, in particolare negli Stati Uniti. La rappresentante ha inoltre menzionato l'uso della guerra dell'informazione da parte del Partito, per fuorviare l’opinione pubblica, e della guerra legale, per esaurire le energie e le risorse dei praticanti del Falun Gong. Queste nuove campagne sono guidate dalle recenti politiche del PCC.
Un’altra praticante ha raccontato la sua esperienza e quella di suo marito, in cui sono stati brutalmente perseguitati in Cina per la loro fede nel Falun Gong. Lei è stata incarcerata due volte e costretta ad abbandonare la propria casa, mentre suo marito è stato mandato due volte nei campi di lavoro e condannato a 10 anni di pena detentiva, trascorrendo in totale 11 anni in prigione. La loro giovane figlia è cresciuta nella paura e non le è stato permesso di vedere i genitori. Durante gli anni in cui suo padre era in prigione, alla bambina è stato concesso di fargli visita solo una volta.
Barnes ha chiesto informazioni dettagliate sui vari aspetti della persecuzione, concentrandosi in particolare sulla repressione transnazionale del PCC.
Condanna della persecuzione del PCC al Forum dell’IRF
Per celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti, dal 16 al 17 luglio si è svolto a Washington DC il Forum Internazionale dei Promotori della Libertà Religiosa (IRF). Il primo giorno il sottosegretario Barnes ha tenuto un discorso di apertura in qualità di ambasciatore straordinario dell’IRF.
“I nostri fondatori fuggirono dalle persecuzioni religiose, alla ricerca di una terra amante della libertà, e si assicurarono che i documenti fondanti di questo Paese tutelassero la libertà religiosa come diritto inalienabile”, ha osservato Barnes. “Essi riconobbero che quando un governo non riesce a proteggere la libertà religiosa come diritto naturale, vengono meno anche le libertà di parola, di espressione e di riunione pacifica”.
“Riconosciamo che l’America e il nostro popolo traggono benefici incommensurabili dalla tutela della libertà religiosa, e aspiriamo che tutti gli altri possano godere della stessa libertà, protezione e degli stessi vantaggi”.
Restrizioni sui visti e ampliamento dell’ambito di responsabilità
Il sottosegretario Barnes ha sottolineato l’importanza della responsabilità. “Nel dicembre dell’anno scorso il segretario Rubio ha annunciato la prima politica in assoluto di restrizione dei visti per le persone che hanno partecipato a violazioni della libertà religiosa”, ha affermato. Questa politica amplia l’attuale inammissibilità al visto, che si concentrava esclusivamente sui funzionari governativi responsabili di gravi violazioni. In base alla nuova politica, qualsiasi persona che abbia diretto, autorizzato, sostenuto in modo significativo, partecipato o perpetrato violazioni della libertà religiosa all’estero, così come i suoi familiari più stretti, potrebbero non essere idonei all’ingresso negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti ritengono importante contrastare la repressione transnazionale. “Siamo determinati a chiamare i responsabili a rispondere delle violazioni della nostra sovranità e degli attacchi contro cittadini americani sul suolo americano”, ha proseguito Barnes. “All’interno degli Stati Uniti, ci adoperiamo per sostenere i membri dei gruppi a rischio, informandoli su cosa sia effettivamente la TNR [repressione transnazionale]; forniamo formazione alle forze dell’ordine e rafforziamo il nostro coordinamento interagenzia, in risposta a specifici incidenti.
“In Cina si sta verificando una grave persecuzione religiosa. Dall’altra parte del Pacifico, Pechino calpesta la libertà religiosa e manifesta ostilità nei confronti dei membri della maggior parte dei gruppi religiosi e spirituali. Tra questi figurano soprattutto gli uiguri e gli hui di fede musulmana, i buddisti tibetani, i protestanti, i cattolici e i praticanti del Falun Gong.
“Il 20 luglio ricorre il 27° anniversario della crudele campagna del PCC, volta a sradicare il Falun Gong”, ha proseguito Barnes. “Il governo degli Stati Uniti prende molto sul serio gli attacchi contro i membri di gruppi religiosi come il Falun Gong ed è determinato a utilizzare tutti gli strumenti appropriati, per perseguire la responsabilità dei funzionari cinesi coinvolti in atti repressivi”.
Al termine del suo discorso, il sottosegretario Barnes ha incoraggiato i gruppi partecipanti a continuare a incontrare i colleghi dell’ufficio dell’IRF, a perseverare nel condividere informazioni che possano aiutare il governo degli Stati Uniti ad attuare nuove restrizioni sui visti e a garantire che coloro che sostengono in modo significativo o partecipano a violazioni della libertà religiosa, siano chiamati a rispondere delle proprie azioni. “Lavorando insieme, possiamo difendere meglio i prigionieri di coscienza in tutto il mondo e aiutare le persone a ricongiungersi con le loro famiglie”, ha affermato.
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