(Minghui.org) L’anno scorso, un praticante ha detto: “Gli altri praticanti sono come specchi”. Allora non capivo cosa intendesse dire, ma quest’anno finalmente il significato mi è diventato chiaro.

Ho incontrato una mia parente, anche lei praticante e abbiamo condiviso le nostre esperienze e la nostra comprensione della Fa. Era molto eloquente, però mentre parlava, ho notato che deviava il discorso verso argomenti banali e quotidiani. Come poteva una praticante chiacchierare di argomenti mondani? Sapevo che non era giusto e ho cominciato a sentirmi a disagio. Le ho ricordato di concentrarsi sulla coltivazione e sui principi della Fa.

Ha iniziato a parlare di come potessimo migliorare il nostro carattere in accordo con la Fa. Tuttavia, è gradualmente tornata a parlare di questioni ordinarie, e io mi sono lasciata trascinare. In seguito, mi sono rammaricata e mi sono chiesta come mai i praticanti non riescano ancora a trascendere il pensiero umano e scivolino al livello delle persone comuni. La mia parente non si era accorta che qualcosa non andava e ha continuato a chiacchierare, mentre io trovavo la conversazione sempre più irritante. Ho smesso di parlare, ma lei ha continuato con entusiasmo; più parlava, più mi sentivo angosciata. Il fastidio e l’agitazione in me sono aumentati in modo tale che alla fine le ho detto di smetterla di parlare di questioni ordinarie. Lei è rimasta contrariata e si è arrabbiata, il che ha reso la situazione imbarazzante.

Quest’anno mi sono rincontrata con quella mia parente. Durante la nostra conversazione, ha parlato di episodi specifici e ha criticato altre persone. Quando le ho ricordato di non parlare in quel modo, si è arrabbiata di nuovo e mi ha accusata di criticare gli altri. In qualità di sua parente e amica praticante, pensavo che sarebbe stato fantastico se avessimo potuto condividere la nostra comprensione della Fa, imparare dai punti di forza l’una dell’altra e aiutarci a vicenda. Eppure, le cose sono andate diversamente. Ogni volta che ci separavamo, avevo una sensazione di tristezza profonda.

La coltivazione richiede di guardarsi dentro e coltivare sé stessi. Perché questa parente manifestava il comportamento da persona ordinaria quando eravamo insieme? Riflettendoci ho capito di avere ancora elementi da persona ordinaria. La criticavo perché parlava di argomenti mondani, ma non vedevo le mie mancanze. Non sono riuscita a eliminare i vecchi attaccamenti e invece ne ho aggiunti di nuovi.

I praticanti sono come specchi: il loro comportamento a volte riflette il nostro. Se tutto questo non fosse accaduto, forse non mi sarei resa conto di avere ancora molti attaccamenti da persona comune. Mi sentivo angosciata e agitata perché pensavo di coltivare bene e mi sentivo superiore; inoltre, mi concentravo più sui difetti degli altri che sui i miei. Il Maestro ha separato la nostra parte coltivata in un luogo sicuro e ha permesso alla parte non coltivata di manifestarsi, in modo che potessimo continuare a coltivare: si tratta di un processo di elevazione livello su livello. Non esiste il raggiungimento istantaneo al livello di un Budda.

La mia parente è stata davvero come uno specchio e mi ha fatto capire che nutro ancora il desiderio di mettermi in mostra, ho una mentalità competitiva e l’attaccamento agli affetti familiari.

Una volta identificata la radice dei miei problemi, quella sensazione di peso sul cuore è svanita e ha preso il suo posto una meravigliosa sensazione di apertura e chiarezza.

Gli articoli in cui i coltivatori condividono le loro comprensioni riflettono le loro percezioni in quel momento, in base al proprio stato di coltivazione, e vengono offerti con lo spirito di consentire l’elevazione reciproca.