(Minghui.org) Il 17 luglio scorso, i praticanti del Falun Gong hanno organizzato un raduno davanti all'Ambasciata cinese all'Aia. Hanno esposto striscioni in Willem Lodewijklaan Street e Adriaan Goekooplaan Street per protestare contro i 27 anni di persecuzioni da parte del Partito Comunista Cinese (PCC) e chiesto la fine delle violazioni dei diritti umani.

Hanno anche mostrato i ritratti dei praticanti deceduti a causa della persecuzione, e alcuni hanno parlato con i passanti dello stesso tema. Molte persone si sono fermate per leggere le informazioni, scattare foto e leggere i volantini distribuiti dai praticanti.

Raduno del 17 luglio davanti all'Ambasciata cinese all'Aia (Minghui.org)

KaYan Wong, portavoce dell'Associazione Falun Dafa nei Paesi Bassi, ha dichiarato durante il raduno: “Ventisette anni fa, Jiang Zemin, ex capo del PCC, diede inizio alla persecuzione del Falun Gong nel luglio 1999. Milioni di praticanti sono stati arrestati, imprigionati, inviati in campi di lavoro forzato o centri di lavaggio del cervello, torturati o perfino uccisi. È accertato che almeno 5.359 praticanti siano morti a causa delle persecuzioni. Ancora più sconvolgente è il fatto che il PCC pratichi il prelievo forzato di organi da persone ancora in vita, autorizzato dallo Stato.

Due praticanti provenienti dalla Cina hanno preso la parola durante il raduno per descrivere come la loro salute e il loro carattere siano migliorati dopo che hanno iniziato a praticare il Falun Gong e altresì spiegare il modo con cui loro stessi e i familiari siano stati perseguitati dal PCC. Hanno esortato il personale dell'ambasciata a essere consapevole della situazione attuale e a non assecondare il PCC nel commettere crimini.

Un praticante ha affermato: “Siamo qui per chiedere al personale dell'ambasciata di riconoscere la natura malvagia del PCC e di recidere ogni legame con esso. Il PCC non è la Cina! Vi preghiamo di sostenere la gentilezza e di difendere la giustizia”.

Diversi cittadini cinesi che si trovavano all'ambasciata per motivi di lavoro hanno cambiato atteggiamento, passando dalla resistenza alla comprensione e all'apprezzamento, dopo aver parlato con i praticanti.

Un praticante ha raccontato a un uomo cinese di circa trent'anni di essere stato perseguitato per la sua pratica del Falun Gong, di essere stato licenziato dal suo incarico di professore e di aver subito la chiusura della sua attività per ben due volte. La polizia l’ha persino perseguitato dopo il suo trasferimento in altre province.

L'uomo, commosso, ha detto: “Siamo così presi dai nostri problemi che non pensiamo a quelli degli altri. Grazie per avermi raccontato così tanto sul PCC”.

Sensibilizzare le persone in una meta turistica popolare

I praticanti eseguono gli esercizi e parlano con i passanti della persecuzione al Palazzo della Pace dell'Aia (Minghui.org)

I praticanti si sono recati al Palazzo della Pace dell'Aia per sensibilizzare l'opinione pubblica, tra questi molti turisti provenienti da tutto il mondo.

Shiva Amiri, avvocato per i diritti umani, ha dichiarato dopo aver assistito alla pacifica protesta: “Questa persecuzione non dovrebbe esistere. Dovremmo avere libertà di credo e di espressione. Nessuno dovrebbe essere perseguitato per le proprie convinzioni religiose. Finché una persona non arreca danno, dovrebbe essere libera di scegliere il proprio credo”.

Sam ha firmato la petizione che chiede la fine della persecuzione (Minghui.org)

Sam, una guida turistica siriana, aveva accompagnato il suo gruppo di viaggiatori a visitare il Palazzo della Pace. Commosso dall'evento, ha commentato: “Siete civili, educati e vestiti in modo appropriato mentre parlate alla gente della persecuzione e al contempo difendete il vostro credo”.

Parlando del comunismo, ha aggiunto: “Vivevo in un paese comunista, e so benissimo quanto l’ideologia marxista è pessima, in assoluto la peggiore nel mondo. È terribile! Dovrebbe scomparire”.

“Avete subito persecuzioni terribili, ma siete rimasti fedeli alle vostre convinzioni. Forse la situazione non sembra cambiare molto, ma finché non vi arrendete, le generazioni future sapranno cosa è successo”, ha detto Sam.

Tibatso, artista sudafricano (Minghui.org)

Tibatso, originario del Sudafrica, ha raccontato di aver letto di un medico che prelevava organi per un trapianto da un prigioniero giustiziato da un plotone d'esecuzione. Quando il medico aprì il corpo dell'uomo usci subito del sangue fluido, segno che era ancora vivo. Tibatso ha affermato che la notizia lo ha profondamente turbato.

Quando ha visto alcuni praticanti sensibilizzare l'opinione pubblica sul prelievo forzato di organi da parte del PCC, ha immediatamente firmato la petizione e ha detto: “Se non sappiamo cosa significa, non meritiamo di essere umani. È riprovevole che cose del genere accadano ancora nel 2026. Tutto ciò non dovrebbe succedere!”.