(Minghui.org) Da quando sono stati arrestati il 18 dicembre dell’anno scorso, il signor Chen Yanguo e sua moglie, della città di Jining nella provincia dello Shandong, sono detenuti in cella d’isolamento per la loro fede condivisa nel Falun Gong. Le autorità hanno impedito ai familiari di far loro visita e si sono inoltre rifiutate di fornire qualsiasi aggiornamento.

I coniugi sono stati arrestati, dopo essere stati ripresi da una telecamera di sorveglianza mentre affiggevano adesivi con la scritta “La Falun Dafa è buona”. La polizia li ha seguiti fino a casa e ha fatto irruzione nell’abitazione. Da allora sono rinchiusi nel Centro di detenzione di Chengbei.

Poiché il figlio e la nuora del signor Chen vivono in un’altra città, il giorno dopo l’arresto hanno chiesto a un cugino di andare a trovarli. Le guardie del centro di detenzione non hanno permesso al cugino di far loro visita e si sono rifiutate di fornire qualsiasi informazione, ma hanno accettato i vestiti per il signor Chen Yanguo e sua moglie.

Alcune settimane dopo, il figlio e la nuora del signor Chen si sono recati al centro di detenzione, ma anche a loro è stato negato il permesso di visita.

Sono ormai trascorsi sei mesi e i coniugi sono tuttora detenuti. I loro familiari non sono ancora stati informati della loro attuale situazione.

Due precedenti periodi di detenzione in un campo di lavoro

Il signor Chen ha iniziato a praticare il Falun Gong prima che il Partito Comunista Cinese ordinasse la persecuzione nel 1999. È stato arrestato nel 2002, dopo essere stato denunciato per aver parlato con altre persone del Falun Gong. Successivamente gli sono stati inflitti due periodi di detenzione in un campo di lavoro, per un totale di cinque anni. Durante la detenzione, l’uomo è stato sottoposto a brutali torture ed è sopravvissuto a stento.

Mentre Yanguo era detenuto, sua moglie ha cresciuto i loro due figli da sola e si è presa cura della madre del signor Chen, che si era ammalata a causa del trauma provocato dalla sua persecuzione. La madre è venuta a mancare poco dopo il rilascio del figlio.