(Minghui.org) La signora Song Yaping era appena rientrata dal fare la spesa verso le 08:00 del 15 giugno, quando tre uomini e una donna l’hanno fermata all’ingresso del complesso residenziale.
I quattro agenti (solo la donna era in uniforme) hanno spinto la 63enne, residente nella città di Jinzhou, nella provincia del Liaoning, nell'auto di servizio e l’hanno condotta alla Stazione di polizia di Tianan.
Durante l’interrogatorio, la polizia ha chiesto alla signora Song, nata nell’agosto del 1962, se avesse affisso in luoghi pubblici adesivi con messaggi sul Falun Gong (Falun Dafa). Tuttavia, lei ha rifiutato di rispondere e continuato a ripetere: “La Falun Dafa è buona”.
Poco dopo, gli agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione e hanno saccheggiato i suoi effetti personali, tra cui: i libri sul Falun Gong, il computer portatile, il computer fisso, il telefono cellulare, alcune carte regalo e le chiavi di casa. Una parte degli oggetti le è stata successivamente restituita.
La polizia l'ha inoltre portata accanto a un palo della luce e le ha scattato una fotografia, presumibilmente per utilizzarla come ‘prova’ che vi avesse attaccato gli adesivi.
Durante l’esame medico richiesto per l’ammissione al Centro di detenzione della città di Jinzhou, la praticante ha manifestato un forte dolore al torace e difficoltà respiratorie. La polizia ha allora costretto la sua famiglia a versare una cauzione di 5.000 yuan (circa 640 euro) per rilasciarla. Gli agenti le hanno inoltre ordinato di scrivere una dichiarazione di garanzia in cui si impegnava a non praticare più il Falun Gong. Al suo rifiuto, l’hanno minacciata di coinvolgere i familiari e di ricorrere ad altri mezzi per perseguitarla.
Non è la prima volta che la signora Song viene presa di mira per la sua fede, alla quale attribuisce il merito di averla guarita da una grave patologia cardiaca e da altre malattie. In precedenza, aveva scontato un periodo non precisato di lavori forzati e una condanna a undici anni di reclusione.
Detenzione nel campo di lavoro
Dopo l’avvio della persecuzione del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese, nel luglio 1999, Yaping è andata a Pechino per appellarsi al diritto di praticare liberamente il proprio credo, ma è stata arrestata e sottoposta a un periodo non precisato di lavori forzati. Nel 2000, mentre era detenuta nel campo di lavoro di Masanjia, è stata costretta rimanere accovacciata ogni giorno, dalla mattina fino a mezzanotte per un mese intero, perché si rifiutava di rinunciare alla propria fede.
Nel 2000, la Prigione di Nanshan, istituto presso il quale Yaping lavorava, l’ha licenziata. Da allora, per il suo sostegno economico, ha dovuto fare affidamento su familiari e amici.
Condanna a 11 anni nel 2009
La signora Song è stata arrestata alle 06:40 del 17 aprile 2009, nei pressi del Parco dei Bambini locale. La polizia l’ha picchiata fino a provocarle vertigini, nausea e vomito continuo. Quando il Centro di detenzione della città di Jinzhou ha rifiutato di ammetterla e gli agenti l’hanno portata in ospedale, i medici le hanno riscontrato un tumore allo stomaco.
Il vicecapo Li Yazhou del Dipartimento di polizia della città di Jinzhou ha comunque ordinato al centro di detenzione di accoglierla nonostante le condizioni di salute, dicendo: “Se muore, verrà considerata una morte naturale!”.
Durante la detenzione, a Yanping è stato diagnosticato in seguito anche un cancro uterino.
Il Tribunale del distretto di Guta ha in breve tempo condannato a 11 anni di reclusione la donna, che verso la fine di agosto del 2009 è stata trasferita al Carcere femminile della provincia del Liaoning. Il capo della Nona sezione Wu Li e la responsabile della Squadra quattro Qian Lei hanno istruito le detenute a maltrattarla.
Qian ha detto alle detenute: “Picchiatela più forte che potete, purché non la uccidiate”.
Le torture inflitte comprendevano: sospensione, percosse, legature, chiusura della bocca col nastro adesivo, schiaffi, strattonate per i capelli, testate forzate contro il muro, punture con aghi, introduzione in bocca di biancheria intima o carta igienica sporca, isolamento e privazione del sonno.
Tra le detenute coinvolte figuravano: Li Ying, Shi Liping e Wei Xiaofeng.
Le guardie hanno inoltre ordinato a sei detenute di alimentare forzatamente Yanping con feci.
Nel gennaio 2011, i familiari le hanno fatto visita e hanno appreso che aveva avuto un ictus, in conseguenza del quale aveva un lato del corpo e del volto paralizzato, e che il cancro uterino era andato in metastasi ed era in fase avanzata. Nondimeno, il carcere ha continuato a rifiutare il rilascio perché non accettava di rinnegare la propria fede.
La signora Song è diventata progressivamente incontinente e amnesica. Ha inoltre manifestato un cedimento psichico. Quando il carcere, alla fine di ottobre 2012, l’ha infine rilasciata in libertà condizionale, era sottoposta a ossigenoterapia ed è stata trasportata fuori dall’ospedale penitenziario su una barella.
Alta circa un metro e sessanta, Yanping pesava solo circa 36 chili. Non riconosceva familiari e conoscenti, inoltre, non conservava alcun ricordo dei maltrattamenti subiti durante la detenzione. Secondo quanto riferito dalla sorella, l’ospedale penitenziario le aveva somministrato un farmaco non identificato e aveva ordinato alla famiglia di firmare un modulo di esonero di responsabilità.
Il marito della praticante ha dichiarato che, indipendentemente da chi andasse a trovarla, rimaneva immobile a letto, in silenzio. In seguito le sue condizioni sono leggermente migliorate, ma ha continuato ad avere pensieri confusi, rallentamento cognitivo e memoria gravemente compromessa. È riuscita a guadagnare un po’ di peso, ma ha continuato ad avere difficoltà nel controllo degli arti.
Detenzione di cinque giorni nel 2025
Lo scorso anno, il marito di Yanping è deceduto improvvisamente, lasciandola sola e in condizioni di particolare vulnerabilità. Da allora, ha manifestato una riduzione del senso del gusto e sofferto di nausea e vomito ricorrenti.
Nonostante lo stato di salute cagionevole, la polizia ha continuato a molestarla presso il domicilio, tentando ripetutamente di riportarla in carcere. Il 13 settembre dello scorso anno, dopo aver ricevuto una segnalazione secondo cui avrebbe parlato con alcune persone del Falun Gong, gli agenti l’hanno arrestata, hanno perquisito la sua abitazione e l’hanno trattenuta per cinque giorni.
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