(Minghui.org) “Ho firmato una petizione 10 anni fa, proprio qui, nel centro di Berna. Vi sostengo!” Ha esclamato Neya, un’insegnante di danza in pensione, mentre prendeva una penna e firmava una petizione che chiedeva al Partito Comunista Cinese (PCC) di smettere di perseguitare il Falun Gong e di prelevare gli organi dei praticanti.


Il 18 luglio i praticanti hanno organizzato delle attività a Kornhaus Platz, a Berna, per informare la gente sulla persecuzione del Falun Gong (Minghui.org)
Berna: sostegno a chi fa la cosa giusta
Lo scorso 18 luglio, quando Neyia ha firmato la petizione a Kornhaus Platz, i praticanti in Svizzera stavano preparando le attività di protesta contro la persecuzione: alcuni sistemavano il materiale da distribuire, altri avevano appeso striscioni nella zona pedonale. Alcuni provavano l’impianto audio che sarebbe stato utilizzato per i discorsi, mentre altri iniziavano a fare gli esercizi. Volantini in varie lingue, il tabellone per la petizione e libri sul Falun Gong erano già disposti ordinatamente sul tavolo.
Dopo aver firmato la petizione, Neyia ha raccontato della prima volta in cui ha sentito parlare del Falun Gong: “Molte persone che indossavano magliette giallo brillante stavano meditando e mi sono chiesta di cosa si trattasse, ho letto i vostri materiali e i vostri resoconti online, vi ho anche visti fare gli esercizi al giardino delle rose [un’attrazione locale], era davvero bellissimo”.
Ha elogiato gli eventi organizzati per denunciare la persecuzione del Falun Gong, e ha affermato: “Ho pensato che fosse veramente importante, mostra un altro lato della Cina: la Cina è un Paese con credenze spirituali tradizionali, non solo comunismo. La Cina ha una profonda spiritualità”.
Ha indicato i praticanti affermando: “Guardate, tra loro ci sono giovani, ma anche donne anziane come me. Vedo svizzeri e asiatici, è fantastico”.
La scena ha anche ricordato ai praticanti che, prima che iniziasse la persecuzione, anziani e bambini, contadini e docenti universitari si riunivano al mattino per fare gli esercizi, e i media riportavano la crescente popolarità del Falun Gong. Il PCC ha iniziato a perseguitare i praticanti che si comportano secondo i principi di Verità-Compassione-Tolleranza nel luglio 1999.
Non solo il PCC tortura brutalmente i praticanti, ma il regime arriva persino a prelevare i loro organi per i trapianti, uccidendoli nel processo. Neyia ha dichiarato: “È orribile, è il male assoluto, prelevare gli organi delle persone senza il loro consenso”, spiegando perché ha firmato la petizione: “Spero di infondere coraggio ai praticanti detenuti. Questo può proteggere il popolo cinese”.
Riteneva che queste iniziative non solo aiutassero chi si impegna a ottenere sostegno, ma che “le persone abbiano anche bisogno di vedere queste iniziative per essere informate. Tutti danno il proprio contributo firmando la petizione”. Ha aggiunto: “La cosa più importante è sostenere chi fa la cosa giusta. La gentilezza è più potente e la giustizia ne uscirà rafforzata”.
I praticanti eseguono gli esercizi nel giardino delle rose di Berna ogni fine settimana (Minghui.org)
I passanti vengono informati sulla persecuzione (Minghui.org)
Zurigo: un ex funzionario eletto esprime rispetto per la convinzione dei praticanti del Falun Gong

I praticanti hanno dimostrato gli esercizi nell’ambito delle loro attività a Zurigo (Minghui.org)
Il 25 luglio, l’ex deputata del Cantone di San Gallo, la dott.ssa Eva Keller, ha partecipato alle attività dei praticanti a Zurigo, in precedenza, per anni aveva scritto lettere di sostegno per unirsi alle proteste dei praticanti contro la persecuzione, che si tengono ogni luglio.
Grazie alle conversazioni con i praticanti, ha acquisito una comprensione più profonda della pratica spirituale, ad esempio quando ha appreso che i praticanti hanno organizzato proteste davanti all’Ambasciata cinese a Londra 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, per oltre due decenni, per chiedere la fine della persecuzione, ha affermato: “Attività come questa sono straordinarie, notevoli, nutro il massimo rispetto”.
Nel suo discorso, l’ex rappresentante cantonale di San Gallo, la dott.ssa Eva Keller, ha espresso preoccupazione per la persecuzione subita dai praticanti del Falun Gong e li ha ringraziati per aver aiutato più persone a conoscere i fatti relativi alle violazioni dei diritti umani (Minghui.org)
Nel suo discorso ha spiegato: “Oggi ricordiamo i praticanti che sono perseguitati. Le persecuzioni che hanno subito per mano dello Stato [di chi detiene il potere] sono innumerevoli, e ciò che mi sconvolge ancora di più è che questa persecuzione abbia addirittura superato i confini nazionali. Allora, dove possono trovare rifugio i perseguitati?”
Ha ringraziato tutti i presenti: “Grazie per il vostro impegno a favore dei diritti umani e dello Stato di diritto, in particolare per il Falun Gong. Solo quando le violazioni dei diritti umani vengono denunciate può esserci qualche speranza di cambiamento. La cosa peggiore è dimenticare chi è perseguitato; grazie per aver impedito che ciò accada”.
In un’intervista, la dottoressa Keller ha riferito di attribuire grande importanza ai diritti umani ed è disposta a far sentire la propria voce a loro difesa, ritenendo inoltre che gli sforzi di tutti contro la persecuzione saranno efficaci, ma ciò richiede che “tutti lavorino insieme, in contrapposizione alle tattiche di lavaggio del cervello imposte dall’alto dai dittatori, e ciò richiede persone e idee diverse”.
Per lei, in un paese libero le persone possono esprimersi liberamente e ottenere informazioni: “Possiamo ascoltare opinioni diverse e poi formarci le nostre”. Pertanto ritiene che gli svizzeri dovrebbero: «...informarsi quando ne hanno l’opportunità, continuare a riflettere e prestare attenzione”. I politici dovrebbero: “...rendersi conto di ciò che sta accadendo in Cina. Forse dovrebbero esprimersi in modo più proattivo per salvaguardare i diritti umani sulle questioni che riguardano la Cina”.
Non possiamo ignorare le brutalità

A Zurigo, la gente ha firmato la petizione per fermare la persecuzione (Minghui.org)
I discorsi dei praticanti volti a presentare il Falun Gong e a denunciare le brutalità del PCC hanno attirato l’attenzione di Abdelkader Ignou, che gestisce un’agenzia di noleggio auto ed è presidente di un’organizzazione. “Ancora oggi si verificano casi di prelievo di organi da persone in vita, persone innocenti vengono uccise; queste cose mi rattristano molto”, ha affermato. “A volte le persone scelgono di chiudere gli occhi di fronte agli atti brutali che stanno accadendo nel mondo in questo momento, ma non possiamo ignorare queste cose. Questa [persecuzione] non dovrebbe avvenire”.
“La donna ha parlato molto bene”, ha affermato. “Penso che sia fantastico che voi vi esprimiate qui e che la gente presti attenzione”, e ha aggiunto: “Chiunque si fermi per far sentire la propria voce o firmi la petizione è straordinario. Solo così possiamo davvero portare un cambiamento; dobbiamo fermare questo massacro”.
Sebbene fosse la prima volta che sentiva parlare della Falun Dafa, ha affermato: “Tutti hanno diritto alla vita. Non dovremmo perseguitare le persone a causa del loro credo religioso né ucciderle per prelevarne gli organi”.
Ha aggiunto che, firmando la petizione, le persone possono “far sentire la propria voce e aiutare gli altri a ritrovare la dignità. Mi sento estremamente orgoglioso di poter esprimere chiaramente la mia posizione”.
Vesna Tavic, un’infermiera, ha condiviso gli stessi sentimenti, ha ritenuto che i praticanti del Falun Gong fossero fantastici per essere scesi in strada a difendere la giustizia, ha preso un volantino e ha riferito che avrebbe condiviso le informazioni con gli amici: “Spero di sostenerli [i praticanti del Falun Gong] e di far sapere alle persone qual è la verità, cosa è giusto”.
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