(Minghui.org) Il 6 settembre di quest’anno la signora Meng Xianfang, della città di Dalian nella provincia del Liaoning, dovrebbe aver finito una pena detentiva di un anno e mezzo per la sua fede nel Falun Gong. Tuttavia, alcuni giorni prima i suoi familiari sono stati informati che sarebbe stata consegnata agli agenti dell’ufficio giudiziario locale, invece di poter tornare a casa.
La signora Meng Xianfang non è la prima praticante del Falun Gong a subire ulteriori persecuzioni dopo aver scontato condanne ingiuste per aver difeso la propria fede. La famiglia della signora Zhang Chuanwen, un’altra praticante del Liaoning, ha ricevuto una notifica simile prima del suo rilascio, previsto per il 5 giugno scorso dallo stesso carcere femminile della provincia del Liaoning.
Molti dei praticanti che sono stati consegnati agli agenti dell’ufficio di giustizia o ai funzionari del governo locale, sono stati costretti a scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong, e dopo che è stato loro finalmente permesso di tornare a casa, le autorità hanno continuato a monitorare la loro vita quotidiana e, in alcuni casi, li hanno molestati di persona o tramite telefonate.
Il 2 marzo dell’anno scorso la signora Meng è stata arrestata e, il 2 settembre è stata condannata a un anno e mezzo di pena detentiva. Il 25 dicembre è stato respinto il suo ricorso in appello dal Tribunale intermedio della città di Dalian e, il 20 aprile scorso è stata trasferita nel carcere femminile della provincia del Liaoning.
Il 31 agosto il fratello della donna, il signor Meng Xianqi, ha ricevuto una telefonata da una guardia carceraria che gli ordinava di inviarle indumenti più pesanti, avvertendolo inoltre, di non andare a prenderla alla data prevista per il suo rilascio, il 6 settembre, poiché sarebbe stata consegnata agli agenti dell’Ufficio di Giustizia di Xinghaiwan. La guardia gli ha ordinato di contattare l’ufficio per quanto riguarda le future disposizioni relative alla signora Meng.
Quando il signor Meng ha chiesto chiarimenti in merito a tale richiesta, la guardia ha risposto che si trattava di una nuova politica entrata in vigore all’inizio di quest’anno, aggiungendo che, anche se si fosse recato al carcere, non sarebbe stato permesso alla signora Meng di andarsene con lui, ma solo con gli agenti dell’Ufficio di Giustizia.
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