(Minghui.org) Circa 200 studenti e docenti della Christ University di Bengaluru hanno partecipato, il 17 agosto scorso, a tre proiezioni di documentari presso la Facoltà di giurisprudenza, il Dipartimento del Master in servizi sociali e il Dipartimento di sociologia, incentrati sul prelievo illegale di organi dai prigionieri di coscienza da parte del regime cinese. I praticanti della Falun Dafa di Bengaluru e i volontari dell’organizzazione “Doctors Against Forced Organ Harvesting” (DAFOH) hanno organizzato gli eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul prelievo forzato di organi, autorizzato dallo Stato e perpetrato dal Partito Comunista Cinese ai danni dei praticanti della Falun Dafa e degli altri dissidenti cinesi.
Dopo le proiezioni c’è stata una sessione di domande e risposte con un gruppo di relatori composto dal dott. Vipin P. Mudegowder, fondatore e membro del Consiglio di amministrazione della filiale indiana di DAFOH e dai volontari Sanjeev e Deepak.
Gli studenti di giurisprudenza assistono alla proiezione di un documentario
Presso la Facoltà di giurisprudenza, gli studenti hanno assistito alla proiezione del documentario “Hard to Believe”, che documenta le prove relative alle operazioni di prelievo forzato di organi da parte del Partito Comunista Cinese. Durante la sessione di domande e risposte, gli studenti hanno sollevato interrogativi su come il sistema giuridico possa impedire al regime comunista cinese di estendere il prelievo forzato di organi ai Paesi stranieri, sia sotto forma di turismo dei trapianti che di contrabbando.
Nirmal, uno studente, ha chiesto quali fossero le popolazioni maggiormente prese di mira dalle operazioni di prelievo forzato di organi. I relatori hanno spiegato che i praticanti del Falun Gong, i musulmani uiguri, i tibetani e alcuni cristiani clandestini sono le principali popolazioni prese di mira.
Dipartimento del Master in servizi sociali
Il Dipartimento del Master in servizi sociali ha proiettato “Human Harvest”, un film che racconta come David Matas e David Kilgour, due avvocati canadesi specializzati in diritti umani, abbiano indagato sulle accuse di prelievo forzato di organi da parte del Partito Comunista Cinese. Gli studenti hanno posto domande sull'intervento della comunità internazionale in materia di diritti umani e sulla natura sistematica di questi crimini.

Il 17 agosto i praticanti del Falun Dafa e i volontari di Doctors Against Forced Organ Harvesting (DAFOH) hanno proiettato il documentario “Human Harvest” presso il Dipartimento di Master in servizi sociali della Christ University (Minghui)
La studentessa Aleena ha chiesto se lo scopo principale del Partito Comunista Cinese sia quello di eliminare i dissidenti ideologici o se sia principalmente finalizzato al guadagno economico. I relatori hanno spiegato che, sebbene il prelievo illegale di organi esistesse da anni in Cina su piccola scala, il regime lo ha trasformato in un’arma contro i praticanti del Falun Gong e altri prigionieri di coscienza, eliminando al contempo quella che percepiva come una minaccia ideologica e generando miliardi di entrate.
Christo, avvocato e attivista, ha chiesto in che modo la petizione lanciata a livello globale dal “DAFOH” per condannare il prelievo forzato di organi possa aiutare la popolazione cinese. I relatori hanno risposto che le firme possono essere riconosciute dai rispettivi organi governativi nazionali e utilizzate per promuovere leggi che scoraggino il sostegno dall’estero al prelievo forzato di organi, e puniscano coloro che sono coinvolti in questa pratica barbara.
Dipartimento di sociologia
Il dipartimento di sociologia ha ospitato la proiezione di “Lettere da Masanjia”, un film incentrato in particolare sulla storia di un uomo, un praticante del Falun Gong, e sulle sue esperienze di detenzione a causa della sua fede. Parte del film è stata girata utilizzando una telecamera che i praticanti hanno introdotto di nascosto in varie strutture in Cina, tra cui le stazioni di polizia. Attraverso interviste, racconti e disegni a penna e inchiostro realizzati dallo stesso operatore, il film mostra le condizioni brutali a cui sono sottoposti i prigionieri di coscienza. Al termine della proiezione, i partecipanti hanno assistito inoltre alla visione di un breve documentario sul prelievo forzato di organi.
Gli studenti hanno posto diverse domande, tra cui quando potrebbero essere chiusi i campi di lavoro cinesi e in quali condizioni vivono i detenuti. Molti volevano sapere anche che cos’è la Falun Dafa e perché sia oggetto di una persecuzione così severa.
I relatori hanno spiegato che la Falun Dafa è una pratica spirituale basata sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza, e che il Partito Comunista Cinese considera la sua popolarità e i suoi valori morali una minaccia al proprio controllo totalitario.
Uno studente ha chiesto se il Falun Gong potesse essere considerato un “movimento sociale di successo”, dato che la repressione del Partito Comunista Cinese non è riuscita a eliminare il gruppo.
I relatori hanno spiegato che la Falun Dafa non ha un’organizzazione formale, ma che i praticanti si riuniscono volontariamente per condividere informazioni e sensibilizzare l’opinione pubblica, senza che vi sia alcuna leadership centrale. Pertanto, il successo non può essere misurato con i criteri convenzionali usati per un movimento contrapposto a uno Stato. Si tratta piuttosto della libertà di credo e dei diritti umani fondamentali.
Benjamin, uno studente del primo anno di sociologia, ha chiesto perché il Falun Gong fosse considerato una minaccia così grave per il Partito Comunista Cinese ed era interessato a sapere cosa rendesse così difficile per il governo cinese accettare il Falun Gong.
I relatori hanno spiegato che il Falun Gong è una pratica spirituale basata su Verità, Compassione e Tolleranza e i praticanti cercano di vivere seguendo quegli stessi principi, sperimentando spesso una profonda trasformazione personale. Il Falun Gong è stato introdotto in Cina nel 1992 e si è diffuso così rapidamente che nel giro di sette anni, secondo le stime del governo, circa 100 milioni di persone lo praticavano, a fronte dei 60 milioni di membri del Partito Comunista Cinese. L’enorme numero di praticanti era visto dal Partito come una minaccia al proprio controllo sulla popolazione.
I partecipanti posano per una foto di gruppo dopo la proiezione del documentario presso il Dipartimento di sociologia della Christ University di Bengaluru, in India, il 17 agosto 2026 (Minghui)
Molti dei partecipanti alla proiezione del film hanno firmato la petizione che chiede la fine del prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong e da altri prigionieri di coscienza.
Gli studenti esprimono gratitudine dopo essersi confrontati con una questione globale
Nirmal Ananad, studente di sociologia, ha ringraziato i praticanti della Falun Dafa al termine della sessione di domande e risposte: “È stato un piacere ospitare questa proiezione e la tavola rotonda con DAFOH. Abbiamo imparato molto e acquisito molte intuizioni preziose ascoltando i relatori”.
La studentessa Gauri Priya Nair ha aggiunto: “Siamo davvero grati che ci abbiate contattati e ci abbiate dato l’opportunità di entrare in contatto con queste importanti tematiche”. Si è detta inoltre interessata ad approfondire la questione del prelievo forzato di organi e della persecuzione della Falun Dafa, ed ha espresso la speranza di continuare a collaborare con DAFOH e i praticanti della Falun Dafa in occasione di eventi futuri.
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