(Minghui.org) Il 10 e il 19 settembre scorsi i praticanti hanno svolto attività nei quartieri di Belleville e Châtelet a Parigi, per far conoscere alla gente il Falun Gong, conosciuto anche come Falun Dafa, e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione perpetrata dal Partito Comunista Cinese (PCC).



Il 19 settembre scorso le persone hanno avuto modo di conoscere il Falun Gong, durante l'evento che si è tenuto nel quartiere di Châtelet a Parigi (Minghui.org)
I passanti firmano la petizione per chiedere la fine della persecuzione
Le persone si sono fermate a osservare i praticanti, mentre mostravano gli esercizi, e alcune hanno voluto imparare i movimenti. Molti hanno firmato la petizione per chiedere la fine della persecuzione da parte del PCC, dopo aver appreso delle violazioni dei diritti umani.
Valentin Leclair, un boscaiolo della Charente-Maritime, si è soffermato presso lo stand informativo a Châtelet e ha osservato i praticanti mentre mostravano gli esercizi, scoprendo cos’è il Falun Gong. Ha affermato: “È una pratica meravigliosa, con una storia millenaria. Non dobbiamo permettere che vada perduta: abbiamo la responsabilità di proteggerla e garantire che venga tramandata”.
Riguardo alla persecuzione del PCC, ha detto: “La situazione attuale è disastrosa. Spero che l’intera questione possa essere risolta in modo appropriato e che tutti possano ritrovare la felicità. Mi rendo conto che le cose potrebbero peggiorare, ma in definitiva credo che la cosa più importante sia che le persone vivano in armonia, sia in famiglia che con gli altri”.
Olivier è un giornalista e conosce la storia del PCC. È rimasto sconvolto, quando ha saputo della persecuzione del PCC e del prelievo forzato di organi, sancito dallo Stato: “È semplicemente inimmaginabile! Non dobbiamo dimenticare ciò che le minoranze etniche, perseguitate in Cina, hanno dovuto sopportare”.
Zoé, che studia per diventare infermiera, ha sottolineato l’importanza di far conoscere a più persone la persecuzione perpetrata dal PCC. Ha aggiunto: “Si tratta di una situazione di cui ogni Paese dovrebbe essere a conoscenza, in modo da poter adottare misure preventive, vietare tali attività e porvi fine”.


Il 10 settembre scorso i praticanti hanno svolto attività a Belleville (Minghui.org)


Le persone firmano la petizione per chiedere la fine della persecuzione (Minghui.org)
Nadège Royer, un’infermiera, ha dichiarato: “Ci opponiamo a qualsiasi forma di persecuzione. Questo vale per me personalmente, e immagino anche per tutti gli altri, o almeno, lo spero!” Ha aggiunto che non sapeva della persecuzione, ma aveva sentito parlare del prelievo di organi. Ha detto che si informerà meglio e presterà attenzione alla questione.
Nora Bouza si è detta indignata per la brutale persecuzione del PCC e ha affermato: “È disumana. Non può continuare così. Dobbiamo unirci e opporci a tutte queste atrocità”. Ha spiegato di lavorare nel settore medico e sanitario: “Viviamo in un mondo folle. Il prelievo forzato di organi deve finire!”.
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