(Minghui.org) Durante l’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 22 settembre scorso i praticanti del Falun Gong si sono riuniti in Piazza Dag Hammarskjöld, a New York City, per protestare pacificamente contro la brutale persecuzione della loro fede, perpetrata dal Partito Comunista Cinese (PCC). Il 23 settembre Organiser, uno dei più antichi settimanali di Nuova Delhi, in India, ha riportato la notizia della protesta e ha intervistato alcuni praticanti, che hanno subito la persecuzione in Cina.
Resoconto di “Organiser” sulla pacifica protesta dei praticanti del Falun Gong a New York City (Screenshot di Minghui)
Intitolato “I praticanti cinesi del Falun Gong protestano a New York contro la persecuzione del PCC, mentre i leader mondiali si riuniscono per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, il resoconto riferisce che la manifestazione si è tenuta in occasione dell’apertura del dibattito di alto livello delle Nazioni Unite del 22 settembre. I praticanti “hanno esposto striscioni per chiedere la fine della persecuzione del Falun Gong da parte del PCC, con messaggi quali “Fermate la persecuzione del Falun Gong” e “Verità, Compassione, Tolleranza”. Altri hanno eseguito gli esercizi lenti e meditativi della pratica spirituale”, si legge nel resoconto.
In prigione per otto anni
La signora Liu, una praticante presente all’evento, ha raccontato la sua esperienza dei maltrattamenti subiti, perpetrati dal PCC per la sua fede. “Liu viveva a Pechino, quando la campagna è iniziata nel 1999. Il 1° dicembre di quell’anno si è recata a Pechino per presentare un appello alle autorità cinesi, ma è stata arrestata”, si legge nel rapporto.
“Nel 2001, lei e altri 10 praticanti del Falun Gong sono stati arrestati in un’abitazione privata. Successivamente, è stata condannata a otto anni di prigione e rilasciata nel 2009, secondo quanto da lei riferito ai media, durante la manifestazione di New York”, prosegue il rapporto.
La persecuzione non ha colpito solo la signora Liu, ma anche la sua famiglia. “Nel 2016 è stata nuovamente arrestata. Secondo quanto riferito da Liu, sua madre, profondamente preoccupata per la sua situazione , ha smesso di prendersi cura di sé. Due mesi dopo l’arresto della figlia è deceduta”, spiega il rapporto.
Repressione transnazionale
L’articolo di Organiser ha trattato anche la persecuzione del Falun Gong, perpetrata dal PCC al di fuori dei confini cinesi. “Secondo un recente sondaggio condotto dal Centro Informazioni Falun Dafa, in un periodo di cinque anni a partire dal 2020, sono stati documentati più di 600 episodi negli Stati Uniti, che hanno coinvolto praticanti del Falun Gong”, si legge nel rapporto.
“Il Centro ha inoltre segnalato procedimenti penali federali statunitensi, che coinvolgono agenti del governo cinese. Ha affermato che almeno sei agenti del governo cinese sono stati condannati dai tribunali federali statunitensi, per attività rivolte contro i praticanti del Falun Gong, compresi episodi avvenuti a New York”, ha aggiunto l’articolo.
Sensibilizzazione
I praticanti del Falun Gong avevano intenzione di restare in Piazza Dag Hammarskjöld fino al venerdì successivo. “Hanno inoltre organizzato una parata di veicoli attraverso Manhattan, con auto recanti messaggi per chiedere la fine della persecuzione del Falun Gong da parte del PCC”, si legge nell’articolo.
“Mentre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite prosegue le sue riunioni ad alto livello a New York, i praticanti hanno affermato di voler sfruttare questo evento per mantenere viva l’attenzione sulla continua persecuzione in Cina che, secondo loro, ha segnato le loro vite per oltre due decenni”, ha concluso l’articolo.
A differenza del quotidiano indiano Organiser, numerosi media mainstream e agenzie di stampa con sede a New York hanno mantenuto un silenzio assordante, riguardo alla persecuzione del Falun Gong, la più grave violazione dei diritti umani nella Cina moderna. Non hanno né ripetuto le menzogne e le campagne diffamatorie fornite loro dal PCC, né hanno riportato le attività organizzate dai praticanti del Falun Gong, per chiedere la fine della persecuzione da parte del PCC, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Copyright © 2024 Minghui.org. Tutti i diritti riservati.