(Minghui.org) Zhan Yongying, una donna di 86 anni di Dalian, nella provincia del Liaoning, è stata condannata il 15 luglio di quest’anno a otto mesi di reclusione e a una multa di 6.000 yuan (circa 770 euro) per la sua fede nel Falun Gong. La sua pensione è stata inoltre sospesa per otto mesi a partire da agosto.

La signora Zhan ha iniziato a praticare il Falun Gong il 27 ottobre 1995 e si è presto ripresa dall’ipertiroidismo, dalla gastrite atrofica e dalla colite, disturbi di cui soffriva da decenni. Dopo che il Partito Comunista Cinese ha avviato la persecuzione del Falun Gong nel luglio 1999, è rimasta fedele alla sua fede ed è diventata un bersaglio della persecuzione.

La condanna al carcere è scaturita dal suo arresto, avvenuto il 6 aprile 2023. Quella mattina si trovava in casa quando, alle 6:30, sette agenti della Stazione di polizia di Zhanqian fecero irruzione nella sua abitazione. Due agenti la immobilizzarono, mentre gli altri perquisirono le stanze. Confiscarono tre libri e diverse copie di materiale informativo sul Falun Gong.

Yongying si rifiutò di seguire la polizia al commissariato e gli agenti la minacciarono di sequestrare il ritratto del fondatore del Falun Gong che si trovava nella sua abitazione. Per proteggere il ritratto, alla fine obbedì all’ordine della polizia.

Alla famiglia della signora Zhan non fu permesso di farle visita in commissariato. Era talmente terrorizzata dall’arresto che la sua pressione sanguigna aumentò bruscamente. La polizia la portò comunque al Centro di detenzione di Dalian, che però si rifiutò di incarcerarla dopo che una visita medica obbligatoria aveva stabilito che non era idonea alla detenzione.

La polizia rilasciò la signora Zhan su cauzione, salvo poi ingannarla e convincerla ad aprire la porta di casa il 20 gennaio 2024, per poi riprenderla in custodia. Dopo aver trascorso alcune ore presso la Stazione di polizia di Zhanqian, fu portata al Centro di detenzione di Dalian, che si rifiutò nuovamente di ammetterla a causa della sua età avanzata. La polizia la rimandò a casa dopo le 22:00.

L’11 marzo dello scorso anno, il Tribunale distrettuale di Pulandian ha convocato il figlio della signora Zhan per comunicargli che il processo si sarebbe tenuto presso l’abitazione della madre. Solo allora la famiglia ha appreso dell’incriminazione.

Non si conoscono i dettagli del processo, che si sarebbe dovuto tenere presso l’abitazione della signora Zhan. Il 15 luglio di quest’anno, Yongying è stata condannata a otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 6.000 yuan. Non è chiaro se sia stata nuovamente arrestata per scontare la pena.

Il tribunale ha inoltre ordinato alla banca presso la quale la signora Zhan riceveva direttamente la pensione di notificarle la sospensione dell’erogazione per otto mesi, a partire da agosto di quest’anno. Non le è stata notificata alcuna comunicazione ufficiale del tribunale in merito alla sospensione della pensione.

Yongying ha lavorato per 34 anni. Secondo la famiglia, per legge ha diritto alla pensione che si è guadagnata con il suo lavoro. Il tribunale, tuttavia, le ha imposto una sospensione della pensione di otto mesi, senza citare alcun fondamento giuridico.