(Minghui.org) Ho iniziato a praticare la Falun Dafa nel 1995 e ora ho 67 anni. Addirittura, dopo 30 anni di coltivazione, ricordo ancora quanto fossi emozionata quando ho iniziato a praticare! Mi sentivo la persona più felice del mondo. Poter coltivare nella Dafa è un’opportunità irripetibile nella vita e mi sentivo incredibilmente fortunata.

Poco dopo aver iniziato a praticare, è stata pubblicata la scrittura del Maestro “L’autentica coltivazione” (Zhuan Falun, Volume II), e dopo averla letta, non ho potuto fare a meno di piangere. Forse la mia parte consapevole ha percepito le difficoltà e l’enorme sacrificio che il Maestro ha sopportato per salvarci.

Guardarsi dentro

Una sera alle 18:00, sono andata allo studio di gruppo della Fa dei praticanti locali e sono tornata a casa alle 21:00 circa. Ho visto che mio marito non era in casa. So che gioca a mahjong tutto il giorno, e il pensiero che lo stesse ancora facendo, mi ha fatto arrabbiare tremendamente.

So dove si riuniscono e volevo andarci e rovesciare il tavolo da gioco. Poi mi è venuto in mente un altro pensiero: “Sono una praticante. Rappresento l’immagine della Dafa. Non posso disonorarla!”. Proprio mentre quel pensiero scorreva, una frase mi è balenata nella mente: “Questa reazione non è forse un attaccamento al sentimentalismo?”. All’istante, ho avvertito che qualcosa mi veniva spazzato via improvvisamente dal petto e mi sono subito sentita come se nulla fosse accaduto. Il mio cuore era calmo.

Ho iniziato a guardarmi dentro e capito che, quando ci troviamo ad affrontare una situazione conflittuale, se riusciamo a pensare alla Fa e ricordarci che le persone vedono la bellezza della Dafa attraverso le nostre azioni, e che dobbiamo assumerci la responsabilità di salvare gli esseri senzienti, gli elementi negativi verranno eliminati. Il Maestro è sempre al nostro fianco e veglia su di noi.

Non rinunciare mai alle persone

Solitamente esco nel pomeriggio insieme ad altre praticanti per chiarire la verità alle persone sulla persecuzione della Dafa, e offriamo loro amuleti della Dafa e altro materiale informativo.

Una volta, quando ho iniziato a parlare con un venditore di verdura, mi ha chiesto: “Sei una praticante della Falun Dafa?”. Come ho risposto di sì, mi ha detto che non voleva ascoltarmi, così gli ho chiesto: “Pensi che Verità, Compassione e Tolleranza siano cose buone?”. Ha risposto di sì.

Ho continuato: “Ebbene, quelli sono i principi della Falun Dafa. Hai visto come sono diventate le persone al giorno d’oggi. Pensano solo al denaro, e per ottenerlo osano fare ogni sorta di cose cattive. Se le persone si comportassero secondo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza, ci sarebbero ancora tutte queste merci contraffatte?”.

Ha annuito e iniziato a inveire contro l’attuale leader del Partito Comunista Cinese (PCC): “Non ha fatto nulla di buono da quando è salito al potere. Guarda cosa sta succedendo alla gente comune”. Era inoltre particolarmente insoddisfatto del sistema sanitario. Ha detto: “Un tempo chi soffriva di uremia riceveva la dialisi gratuitamente, ma ora deve pagare. Fanno pagare persino una quota minima per il ricovero in ospedale”. Ha anche menzionato i danni causati alle persone dai vaccini contraffatti. Era molto arrabbiato.

Ho parlato con lui più a lungo della corruzione nella società, poi gli ho spiegato cos’è la Falun Dafa e perché il PCC la perseguita. Ho smascherato le menzogne diffuse in televisione che diffamavano la disciplina spirituale e ho proseguito spiegando perché le persone dovrebbero ritirarsi dal PCC e dalle sue organizzazioni affiliate. Ho aggiunto che da quando il PCC è salito al potere, le sue campagne politiche hanno causato la morte di oltre 80 milioni di cinesi e che centinaia di migliaia di praticanti sono perseguitati.

“Perseguitare le persone buone è qualcosa che il Cielo non può tollerare, per tanto chi ha compiuto buone azioni sarà ricompensato e chi ne ha commesse di cattive sarà punito. Dopo 27 anni di persecuzione, si stanno verificando disastri di ogni genere e il PCC dovrà affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Coloro che hanno aderito alle organizzazioni del PCC soffriranno insieme ad esso. Perché si dice che il fatto di ritirarsi dal Partito Comunista, dalla Lega della Gioventù Comunista e dai Giovani Pionieri possa far sì che una persona sia protetta e al sicuro? Chi uccide gli altri dovrà pagare con la propria vita; questo è un principio celeste. Ritirandosi dalle organizzazioni del PCC, una persona si allineerà alla volontà del Cielo e sarà protetta”, ho detto.

Ha accettato di ritirarsi dalla Lega della Gioventù Comunista e dai Giovani Pionieri, e gli ho insegnato a recitare le frasi: “La Falun Dafa è buona” e “Verità, Compassione e Tolleranza sono buone”. Gli ho detto che recitare quelle frasi miracolose, non solo avrebbe giovato alla sua salute, ma anche permesso di evitare disgrazie. Gli ho dato quindi altro materiale informativo e l’ho esortato a chiedere alla sua famiglia, ai parenti e agli amici di ritirarsi dal PCC.

Quando stavamo andando via, ci ha salutate e ha detto: “Mi è piaciuto davvero molto chiacchierare con voi!”. Ero sinceramente felice che un’altra vita fosse stata salvata.

Creare un ambiente positivo

Una volta, sono stata sequestrata dal PCC e mandata in un centro di detenzione. Quando sono arrivata, nessuna nella cella conosceva la verità sulla Falun Dafa. Mi chiamavano tutte ‘vecchia signora’ e persino ‘vecchia signora magra’, perché ero relativamente esile. Ho pensato: “Devo parlare e agire bene per convalidare la bontà della Dafa e aiutare il Maestro a salvarle”.

Era durante la pandemia di Covid e molte detenute venivano mandate al centro di detenzione invece che in carcere. In una cella erano state stipate più di 50 persone. Poiché lo spazio per dormire era davvero angusto, le detenute spesso litigavano tra loro. La capo-cella mi ha detto di dormire all’estremità di un lungo letto vicino al bagno, limitato da due lunghe tavole. A volte ne venivo schiacciata contro, ma ho pensato: “Sono una praticante. Non posso litigare con le altre. Rappresento l’immagine della Dafa, quindi devo comportarmi bene”. Tutte hanno visto come ho reagito e la capo-cella mi ha fatto un gesto di approvazione col pollice insù.

Ho chiesto di poter fare gli esercizi della Dafa, ma mi è stato negato. Ho detto alle guardie: “Se non pratico gli esercizi, la mia salute ne risentirà”, ma hanno continuato a negarmi la possibilità di farli. Vedendo la mia fermezza, il Maestro ha trasformato le mie condizioni fisiche. All’improvviso mi è sembrato di avere un infarto: non riuscivo a respirare, le mie labbra sono diventate viola e non riuscivo a muovermi.

Tutte nella nostra cella stavano lavando i propri panni. Io ero in piedi sulla soglia e avevo ancora difficoltà a respirare, quando è passata un’agente e ha voluto sapere cosa avessi. Ho detto: “Non riesco a respirare”. Mi ha chiamata fuori e ha chiesto: “Hai praticato gli esercizi?”. Ho risposto: “Non me lo permettono”. Allora mi ha rassicurata e ha detto che potevo farli, aggiungendo che ne avrebbe parlato con l’amministrazione.

Da quel momento, ho fatto gli esercizi e inviato pensieri retti ogni giorno. Al mattino, quando tutte erano sedute in cerchio, meditavo. A mezzogiorno, mentre le altre riposavano, praticavo gli altri quattro esercizi.

Ho cercato di spiegare la verità a una detenuta, ma lei ha ribattuto: “Se dici ancora una parola, ti denuncio”. In seguito, le ho parlato di nuovo e raccontato alcune storie tradizionali, poi le ho spiegato il principio di causa/effetto, secondo cui il bene è ricompensato e il male punito, e lentamente ha iniziato a interessarsi. Infine le ho spiegato la verità sulla Dafa. Dopo aver capito, l’ho aiutata a ritirarsi dalla Lega della Gioventù Comunista e dai Giovani Pionieri del PCC. Sapevo che il Maestro mi stava incoraggiando.

In seguito, è stata trasferita nella cella accanto alla mia ed è diventata la capo-cella. Nella sua cella è stata portata un’altra praticante della Dafa, che era estremamente debole a causa delle torture subite. Ho chiamato la capo-cella e le ho chiesto di passare alcune cose a quella praticante per conto mio. Lei ha detto: “Con me qui, non devi preoccuparti di nulla”. Mi sono sentita sinceramente felice che un altro essere fosse stato salvato.

La detenuta a capo della mia cella di solito non mi permetteva di parlare, ma era spesso assente. Ogni volta che se ne andava, spiegavo alle altre la verità sulla Falun Dafa e sulla persecuzione. Parlavo ad alta voce in modo che tutte potessero sentirmi. La maggior parte di loro ha accettato che la Dafa fosse buona e si è anche ritirata dalle organizzazioni del PCC. Spesso dicevano: “La Falun Dafa è buona” e “Verità, Compassione e Tolleranza sono buone”. Due persone erano già in grado di recitare “Lunyu (Sulla Dafa)”, lo Zhuan Falun e più di dieci poesie tratte dalla raccolta Hong Yin. Alcune avevano anche memorizzato la scrittura “Ricchezza e Virtù” (Elementi essenziali per un ulteriore avanzamento).

Una volta un’agente del centro di detenzione è entrata nella cella e ha detto: “Guardate le praticanti della Falun Dafa. Non spettegolano né parlano male degli altri. Non causano mai problemi. E voi!”. Guardatevi... litigate e imprecate continuamente. Dovreste prendere esempio da loro! Io non mi oppongo alla fede religiosa!”. Un altro giorno, mentre si trovava nella cella accanto, ha gridato con rabbia: “Il PCC non fa altro che mentire. Mi hanno detto di trasformare una praticante promettendomi che l’avrebbero rilasciata. Ma dopo che è stata trasformata, non solo non l’hanno rilasciata, ma le hanno inflitto una pena severissima!”.

Non ho mai perso l’occasione di chiarire la verità alle detenute. Solo un numero molto esiguo di persone ha rifiutato di accettarla. Tutte hanno cominciato a chiamarmi ‘sorella’ o ‘zia’ ed erano molto cordiali; nessuna mi ha più chiamato ‘vecchia signora’. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza l'aiuto del Maestro.

Aiutare il Maestro a salvare le persone è la mia missione. In questo momento finale, il più critico, devo impegnarmi ancora di più per studiare bene la Fa, coltivare me stessa e adempiere alla mia missione.

Grazie, Maestro, per avermi protetta durante tutto il percorso! Grazie, amici praticanti, per il vostro aiuto disinteressato!

Gli articoli in cui i coltivatori condividono le loro comprensioni riflettono le loro percezioni in quel momento, in base al proprio stato di coltivazione, e vengono offerti con lo spirito di favorire l’elevazione reciproca.