(Minghui.org) Diversi importanti organi di informazione del Regno Unito, tra cui BBC, The Guardian, Sunday Express e Scotsman, hanno recentemente pubblicato degli articoli o prodotto dei programmi per chiedere alla Cina la fine dell'uccisione di prigionieri di coscienza per i loro organi.

Il 26 marzo ha avuto luogo un dibattito intitolato "Estrazione forzata di organi da praticanti vivi in Cina" presso il British House of Parlament, offrendo ai media un tempestivo notiziario per approfondire la questione. Ospitati dal deputato Jim Shannon, presidente del Gruppo parlamentare di tutti i partiti sulla libertà di religione e credo, dodici membri del parlamento di diversi partiti politici hanno aderito alla riunione, esprimendo il loro sdegno e la loro preoccupazione per i crimini sanciti dallo Stato cinese sui prelievi forzati di organi. La BBC Radio 4 ha contribuito a diffondere la notizia con una parte nel programma “Ieri in Parlamento”, che è stato trasmesso il giorno seguente.

Sunday Express: No al macello dei prigionieri politici

Un articolo sul Sunday Express del 31 marzo di quest’anno, che espone il prelievo forzato di organi in Cina.

Il 31 marzo è stato pubblicato un articolo di David Williamson, vice redattore politico del Sunday Express, intitolato "Gli attivisti avvertono che la Cina macella i prigionieri politici per i loro organi". Williamson ha scritto che la gente in Gran Bretagna è stata avvertita di non partecipare involontariamente agli omicidi di prigionieri politici e religiosi per i loro organi, approvati dallo stato cinese.

"Amnesty International ha già aperto un'indagine indipendente sulle accuse di "prelievo di organi in Cina", ha scritto Williamson, aggiungendo che "... i politici hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle dichiarazioni di prelievi forzati di organi su scala industriale".

L'articolo di Williamson cita la deputata Fiona Bruce, che ha definito le uccisioni dalle istituzioni statali cinesi come un potenziale "genocidio del 21° secolo". Inoltre ha detto agli altri parlamentari: "Stiamo discutendo della rimozione forzata di organi da prigionieri di coscienza in Cina, che alla fine risulta nella morte degli individui soggetti a questa pratica, una prassi che equivale ad un omicidio colposo o, più probabilmente, nella maggior parte dei casi, ad omicidio."

Williamson ha anche citato il deputato Jim Shannon, che durante il recente dibattito parlamentare ha detto: "Stiamo parlando di un regime che è responsabile della più grande incarcerazione di massa di un gruppo religioso dai tempi dei nazisti".

L'autore ha anche richiamato l'attenzione su un rapporto di 678 pagine, pubblicato nel 2016 dall'ex segretario di stato canadese David Kilgour, dal giornalista investigativo Ethan Gutmann e dall'avvocato David Matas, che dichiara: "Il prelievo di organi in Cina è un crimine in cui il partito comunista, le istituzioni statali, il sistema sanitario, gli ospedali e i professionisti di trapianti sono tutti complici”.

"Nessuna nazione dovrebbe permettere ai propri cittadini di andare in Cina per ricevere degli organi, finché non avranno permesso di fare un'indagine completa sul prelievo di organi da prigionieri di coscienza, sia passati che presenti".

Williamson ha anche citato il China Tribunal, che è stato creato per indagare sulle dichiarazioni di prelievi di organi e per interrogare i testimoni che sono stati detenuti in Cina. Williamson ha citato il presidente del tribunale Geoffrey Nice, Avvocato della corona, che ha affermato: "I membri del tribunale sono tutti certi, unanimemente e sicuri al di là di ogni ragionevole dubbio, che in Cina è stato praticato il prelievo forzato di organi ai danni dei prigionieri di coscienza, per un considerevole periodo di tempo, con un numero molto alto di vittime".

"Dalle prove attualmente ricevute, non c'è ombra di dubbio che questa “raccolta” forzata di organi è avvenuta su vasta scala da organizzazioni e individui supportati e approvati dallo Stato", ha continuato il giudizio interinale del tribunale.

L'articolo di Williamson includeva testimonianze dei praticanti del Falun Gong, Yu Xinhui e Dai Ying, i quali hanno raccontato al China Tribunal i maltrattamenti che hanno subito in Cina per la loro fede. Le loro esperienze traumatiche parlano di detenzione illegale, pestaggi, torture, alimentazione forzata, privazione del sonno e scosse elettriche.

"Dai Ying aveva una malattia cardiaca, per questo hanno interrotto i suoi esami medici, ma ha ricordato che alcuni praticanti del Falun Gong sono scomparsi dopo il completamento dei test", ha scritto Williamson citando un rapporto dell’associazione Doctors Against Forced Organ Harvesting (Medici contro il prelievo forzato di organi).

The Guardian: Proibizione del turismo di organi

Un articolo pubblicato il 31 marzo "Invita il Regno Unito a vietare alle persone di viaggiare in Cina per il "turismo di organi"" scritto da Owen Bowcott, corrispondente per gli affari legali di The Guardian.

L'articolo afferma che quaranta deputati stavano sostenendo una possibile decisione di vietare ai pazienti del Regno Unito di recarsi in Cina per il turismo del trapianto di organi, in vista della prossima sessione di audizioni del “The China Tribunal”, all'inizio di aprile. La scorsa settimana, in un dibattito parlamentare, Bowcott ha citato il deputato Jim Shannon, che ha detto ai parlamentari che il governo britannico dovrebbe prendere in considerazione di imporre il divieto sul turismo di organi come quelli già promulgati da Italia, Spagna, Israele e Taiwan.

Bowcott ha scritto che il China Tribunal "ha raccolto prove su presunte scorrettezze da parte di esperti medici, investigatori dei diritti umani e altri". Ha scritto che la Cina ha rifiutato di partecipare alle udienze ed ha aggiunto che i praticanti del Falun Gong sono tra le vittime del prelievo forzato di organi.

The Scotsman: Impossibile ignorare il prelievo forzato di organi

Un articolo del deputato Alistair Carmichael è stato pubblicato su The Scotsman il 19 marzo, sottolineando il prelievo forzato di organi e le violazioni dei diritti umani in Cina.

"Neanche lo stretto monitoraggio dell'osservanza religiosa non è una novità. Gli strumenti per il monitoraggio e l'oppressione potrebbero essere cambiati: dalla polizia segreta e informatori si è passati alle telecamere di sorveglianza e al monitoraggio di Internet, ma l'oppressione rimane forte e diffusa, come sempre", ha scritto.

In particolare, ha sottolineato di quanto fosse grave il problema del prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong, uiguri, cristiani, buddisti tibetani. "L'idea del prelievo forzato sembra semplicemente incredibile. Quale umano potrebbe uccidere un altro essere umano per i suoi organi? È facile pensare che si tratti di un'iperbole ridicola, ma non lo è", ha scritto Carmichael.

"Non esiste un caso più chiaro in cui dovremmo cercare di esercitare tale influenza e condurre la condanna internazionale di questa pulizia etnica", ha scritto in una sintesi alla fine dell'articolo, "Non siamo disposti a sederci ed essere spettatori".