(Minghui.org) Sul tema dei praticanti della Falun Dafa che ripagano i debiti karmici, il Maestro ha detto:

“...quando incontrerete delle tribolazioni, ve ne resterà poco; ma questo poco sarà ancora così rilevante che non sareste in grado di superarlo. Che fare, allora? Lo suddivideremo in innumerevoli porzioni che saranno ripartite nei differenti livelli della vostra coltivazione e li utilizzeremo per elevare la vostra xinxing, trasformare il vostro karma e accrescere il vostro gong.” (Terza lezione, Zhuan Falun)

Il 22 aprile di quest’anno, ho avuto una giornata impegnativa. Nella mattina mi sono addentrato con alcune persone nella foresta pluviale delle vicine montagne per collaborare all’installazione di un sistema idrico per la nostra comunità, e al ritorno ho dovuto verificare la costruzione di un nuovo complesso di edifici annessi vicino a casa nostra.

Per avere una buona visuale sono salito sul tetto dell’edificio a due piani arrampicandomi su un albero. Dato che quel giorno gli operai stavano intonacando le pareti esterne ho dovuto sporgermi di circa trenta centimetri oltre il bordo del tetto piatto di cemento, e per sostenermi ho afferrato un ramo. L’avevo fatto molte volte quel giorno mentre camminavo sui ripidi pendii, ma a casa mi sentivo al sicuro e non ho fatto molta attenzione a ciò a cui mi stavo aggrappando.

Al minimo tocco il ramo si è spezzato come un fiammifero e sono caduto di testa a terra dall’altezza di otto metri. Il terreno era coperto di materiali da costruzione e tronchi e rami di alberi di tutte le dimensioni.

Negli ultimi dodici anni della mia coltivazione ho letto molte storie di altri praticanti e mi sono spesso chiesto cosa sarebbe successo se avessi avuto un grave incidente: “Riuscirei a pensare al Maestro Li Hongzhi, fondatore della Falun Dafa? Sarei in grado di dire in modo convincente: ‘Non è successo niente... sto bene’?”

Nel momento in cui il ramo si è spezzato e ho iniziato a cadere, ho capito subito che solo il Maestro poteva salvarmi. Durante quella caduta libera durata pochi secondi, ho gridato nella mia mente: “Maestro, aiuto! Maestro, aiuto! Maestro, aiuto!”

Mentre stavo cadendo ero totalmente consapevole di quello che stava accadendo. Ricordo di aver visto gli operai al lavoro mentre precipitavo, tuttavia è curioso il fatto che non riesco a ricordare il momento dell’impatto a terra; ricordo solo di essere rimasto impigliato nei materiali sparsi in giro e che ho avuto un po’ di difficoltà ad alzarmi.

Ho poi notato il caposquadra che si precipitava verso di me, chiedendomi disperatamente se stessi bene; ero caduto proprio davanti ai suoi occhi! Ho risposto: “Scusa per i problemi che ti causo per questo incidente, ma sto bene”. In realtà ero più scioccato per la sua preoccupazione nei miei confronti che per la caduta e le conseguenze per la mia salute.

Lui e un altro lavoratore mi hanno afferrato per le braccia per aiutarmi ad alzarmi; il sangue mi colava sul viso e sentivo le gambe come se fossero state colpite da un tubo. Nonostante che per un breve momento mi sia sentito svenire, ho assicurato loro che sarei stato bene. Ho chiesto al Maestro di rafforzarmi, poi ho detto agli operai che volevo solo fare una doccia e riposare e che non avevo bisogno di farmi vedere da un dottore. Quando la sera mi ha chiamato il caposquadra per chiedermi come stavo e se davvero non avessi nessuna frattura ossea o emorragia interna, l’ho di nuovo rassicurato che stavo bene.

La mattina dopo mia moglie, anche lei una praticante, aveva un appuntamento urgente con la banca, quindi l’ho accompagnata, come le avevo promesso il giorno prima, guidando per sessanta chilometri attraverso le montagne fino alla banca nella nostra capitale. Certo, ho sofferto molto (ripagando il mio karma) e ho camminato molto lentamente, ma non ho avuto bisogno di alcun sostegno o bastone.

Quando quel pomeriggio ho rivisto il caposquadra, mi ha detto: “Tu non sei una persona normale! Se mille persone avessero avuto lo stesso incidente, sarebbero morte o state ricoverate in ospedale con le ossa rotte o peggio ancora”. A quel punto gli ho detto che ero un praticante della Falun Dafa e che mentre stavo cadendo avevo chiesto aiuto per tre volte al mio Maestro. In seguito, mi ha detto: “Michael, ti ho visto cadere, ma non ricordo di averti visto impattare a terra”. Ho affermato che non mi ricordavo neanch’io il momento esatto dell’impatto!

Pratico la Falun Dafa da dodici anni, così mi sono chiesto perché mi era successa una cosa simile e perché proprio adesso, di punto in bianco, quando la rettifica della Fa sembra avvicinarsi alla conclusione. Nella mia coltivazione c’era forse una lacuna di cui non ero a conoscenza, così grande da fare accadere questo, o si trattava di retribuzione karmica?

Quella notte ho fatto un sogno che alludeva chiaramente a un grande debito karmico e ho provato un forte senso di colpa. Dopotutto penso che se mi fossi confrontato con questa enorme prova anni prima non avrei avuto né la lucidità di chiedere aiuto al Maestro, né dire che andava “tutto bene”.

Il Maestro ci ha detto che saremo stati messi alla prova ripetutamente fino al raggiungimento del Compimento, quindi non possiamo rallentare nella speranza di avercela già fatta.

Grazie Maestro, per avermi aiutato a risolvere i miei debiti karmici!

Tutti gli articoli, la grafica e i contenuti pubblicati su Minghui.org sono protetti da copyright. La riproduzione per scopi non commerciali è consentita a patto che venga citato il titolo dell’articolo e sia presente un collegamento all’articolo originale