(Minghui.org) Una donna di Dalian, nella provincia del Liaoning, è stata ingiustamente condannata a quattro anni e mezzo di carcere per aver parlato a favore del Falun Gong, ed ha presentato appello.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

La signora Song Xiaomei, cinquantuno anni, è stata arrestata a casa il 1° giugno dello scorso anno. Gli agenti si sono rifiutati di mostrare i propri documenti, anche dopo che i suoi familiari l’hanno chiesto ripetutamente. Più di settanta libri del Falun Gong di Song, diversi cellulari ed un computer sono stati confiscati.

Alla stazione di polizia di Fude, l'agente Meng Fanyu ha colpito Song in testa ed ha abusato verbalmente di lei, le ha ordinato di sbloccare il cellulare e lei si è rifiutata di obbedire.. La polizia ha inoltre cercato di indurre i suoi familiari a testimoniare contro di lei, promettendo loro di infliggerle una condanna più lieve, se avessero collaborato.

La polizia ha rivelato che la donna avrebbe twittato informazioni riguardo alla persecuzione del Falun Gong e "calunniato" i leader del Partito Comunista Cinese durante un viaggio in Giappone, e che i suoi post sarebbero stati ri-twittati da diverse persone. Per questo motivo è stata accusata di "aver minato l’applicazione della legge", ed il suo arresto è stato approvato il 17 giugno.

I familiari della praticante hanno poi appreso dal suo avvocato, che l'agente Meng, dopo l’arresto, l'aveva picchiata. Hanno cercato di parlare con Liu Xiaoyi, capo della stazione di polizia di Fude, per presentare una denuncia contro Meng, ma questi si è rifiutato di incontrarli. Un altro ufficiale, Lin Dekun, ha detto loro: “Non affronteremo alcuna lamentela sulla persecuzione del Falun Gong. Potete sporgere denuncia a chi volete”.

I familiari della donna hanno quindi chiamato la Procuradistrettuale di Wafangdian per protestare contro il comportamento illegale di Meng. L'ufficiale che ha risposto al telefono continuava a chiedere loro se avessero finito di parlare, ha detto che il suo supervisore avrebbe deciso cosa fare e ha riattaccato. Quando i parenti di Song l’hanno richiamato, lo stesso ufficiale ha detto: "Come potrei sapere cosa faranno i miei supervisori". Ha riattaccato e successivamente si è rifiutato di rispondere al telefono.

Song è comparsa innanzi al tribunale distrettuale pulandiano il 29 novembre dello scorso anno e in quell’occasione il suo avvocato ha presentato una dichiarazione di non colpevolezza per lei. La famiglia non è stata informata dell'udienza, ma ha recentemente appreso che è stata condannata a quattro anni e mezzo ed ha impugnato il verdetto.

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