(Minghui.org) Il 6 settembre dell’anno scorso un abitante di Jiamusi, nella provincia dell’Heilongjiang, è deceduto in seguito al peggioramento del suo stato di salute dovuto ai ripetuti arresti e molestie per via della sua fede nel Falun Gong, una pratica di corpo e mente perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999. Aveva 75 anni.

Un anno prima di morire ha scritto il seguente resoconto:

Mi chiamo Shi Zhenhua e lavoravo in un centro commerciale a Jiamusi. A causa di anni di duro lavoro, ho sofferto di diversi disturbi, tra cui problemi cardiaci, ulcera gastrica, ispessimento delle arterie cerebrali ed ernia del disco lombare. Ho iniziato a praticare il Falun Gong nel 1996 dopo che un amico me l’ha fatto conoscere e la mia salute è subito migliorata.

Costretto a firmare la dichiarazione di rinuncia

Dopo che il regime comunista ha ordinato la persecuzione del Falun Gong nel 1999, abbiamo perso l'ambiente in cui potevamo studiare gli insegnamenti del Falun Gong e fare gli esercizi tra praticanti.

Al lavoro il mio responsabile ha richiesto che tutti i dipendenti che praticavano il Falun Gong firmassero una dichiarazione di rinuncia alla loro fede. Sono stato costretto a firmare contro la mia volontà.

Primo arresto

Il 27 novembre 2000 mi sono recato a Pechino per appellarmi al diritto di praticare il Falun Gong e sono stato arrestato in Piazza Tiananmen e rinchiuso in una gabbia di metallo presso la stazione di polizia di Qianmen. Più di quaranta praticanti sono stati portati lì la mattina stessa. La polizia ha perquisito i nostri bagagli, ci ha fotografato ed ha raccolto i nostri nomi ed indirizzi.

Inizialmente mi sono rifiutato di comunicare il mio nome, ma in seguito sono stato costretto a farlo, dopo che un agente mi ha strappato tutti i bottoni dalla maglia e dei pantaloni.

Il 5 dicembre 2000, dopo essere stato riportato a Jiamusi, le autorità mi hanno costretto a firmare una dichiarazione promettendo che non sarei più andato a Pechino. Sono stato incarcerato nel centro di detenzione della città di Jiamusi per sedici giorni e la mia famiglia è stata costretta dalla polizia a firmare una dichiarazione di rinuncia al Falun Gong per conto mio. Sono stati anche costretti a pagare una cauzione di 2.000 yuan.

Secondo arresto

Il 22 novembre 2001 sono stato arrestato per la seconda volta mentre distribuivo materiale informativo sul Falun Gong. La polizia ha perquisito la mia borsa e ha requisito il materiale.

Alla stazione di polizia mi hanno rinchiuso in una gabbia di metallo , poi mi hanno interrogato e mi hanno insultato verbalmente.

Sono stato condotto al centro di detenzione della città di Jiamusi. Dopo l’arresto ero così terrorizzato che il mio corpo ha iniziato a contrarsi e le mani e i piedi erano freddi; avevo difficoltà a respirare e continuavo a sudare. Temendo che morissi nel centro di detenzione, la polizia mi ha mandato in ospedale ed il medico ha scoperto che avevo una malattia coronarica. La polizia ha deciso di rilasciarmi la sera stessa.

Terzo arresto

Il 12 maggio 2006 sono stato arrestato per la terza volta dopo essere stato segnalato per aver appeso uno striscione sul Falun Gong. Gli agenti di polizia mi hanno costretto a condurli nella mia residenza temporanea. Li ho avvertiti che vivevo con un parente di 80 anni che soffriva di problemi cardiaci ed ipertensione e che non avrebbero dovuto parlare troppo forte, ma non mi hanno ascoltato: sono entrati, hanno cercato ovunque materiali relativi al Falun Gong ed hanno requisito alcuni dei miei souvenir del Falun Gong ed alcuni opuscoli.

Gli agenti mi hanno riportato alla stazione di polizia ed hanno continuato l'interrogatorio. Poi mi hanno costretto a salire su un'auto della polizia, hanno guidato verso un posto a caso, poi si sono fermati e mi hanno lasciato in strada. Ho dovuto trovare un taxi per tornare a casa da solo. Quando sono arrivato a casa erano le due del mattino: il mio familiare era così traumatizzatodall'incursione della polizia che iniziava a tremare ogni volta che sentiva bussare alla porta.

Quarto arresto

Il 4 novembre 2010 ha subito l’ultimo arrestoper aver chiesto giustizia per un'altra praticante, Sun Libin, che nel marzo 2019 è deceduta a seguito della persecuzione.

Sono stato condotto al centro di detenzione della città di Jiamusi la sera. Il quarto giorno ho iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la persecuzione. Il quinto giorno mi sono anche rifiutatodi farmi prelevare un campione di sangue da un'infermiera.

L'ottavo giorno ho iniziato a soffrire di una grave patologia e le autorità mi hanno rilasciato. Il centro di detenzione e la polizia hanno estorto 1.000 yuan a ciascun membro della mia famiglia.

Pensione sospesa e continue molestie

Dal 2009 ho tentato di rinnovare il mio documento d'identità, ma la polizia ha usato ogni tipo di scusa per impedirmelo. Successivamente, l'ufficio di previdenza sociale ha iniziato a controllare i documenti di identità al momento dell'emissione dei pagamenti di pensione e, siccome ho avuto difficoltà a rinnovare il mio documento d'identità, hanno interrotto l’erogazione della mia pensione. Non avevo altri redditi e la sospensione della pensione mi ha ridotto in una situazione di povertà.

Nel 2015, dopo aver presentato una denuncia penale contro Jiang Zemin, ex capo del Partito Comunista Cinese, per aver ordinato la persecuzione del Falun Gong, la polizia mi ha molestato, costringendomi a vivere lontano da casa per evitare ulteriori persecuzioni.

Dopo essere tornato a casa ho continuato a richiedere un documento d'identità.Nel 2016, dopo molti tentativi e con l’aiuto di mia cognata la polizia mi ha finalmente rilasciato un documento di identità di ultima generazione.

A maggio 2017, quando stavo per acquistare un biglietto del treno per partecipare al funerale di un parente in un'altra città, il venditore di biglietti mi ha detto che il mio documento d'identità era contrassegnato e che pertanto non mi era permesso lasciare la città. Solo allora mi sono reso conto di essere stato inserito nella lista nera della polizia.

Dopo anni di persecuzioni e molestie, vivevo ogni giorno nella paura. La pressione mentale ha messo a dura prova la mia salute:le mie condizioni stavano peggiorando.

All’inizio del 2018 mi sono trasferito a casa di mia sorella che si offriva di prendersi cura di me. La polizia mi ha cercato ovunque e ha molestato diversi membri della mia famiglia. Alla fine mi hanno trovato.

Il 12 giugno 2018 Shao Kunhai, capo della stazione di polizia di Xilin, mi ha molestato e ha tentato di fotografarmi. In quel momento ero disabile e costretto a letto e mi sono rifiutato, così ha chiesto il numero telefonico di mia sorella e l’ha chiamata diverse volte per molestarla.

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