(Minghui.org) Un praticante veterano settantaquattrenne residente a Weifang, provincia dello Shandong, è morto il 5 maggio scorso dopo anni di persecuzione per la sua fede nel Falun Gong.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è un'antica disciplina spirituale e di meditazione che dal 1999 è perseguitata dal regime comunista cinese.

Nel 1995 Chen Encai ha iniziato a praticare il Falun Gong e, avendo fede nella pratica, ha ottenuto un miglioramento della sua salute.

È stato arrestato il 20 luglio del 1999, giorno in cui il regime comunista ha lanciato una campagna nazionale contro il Falun Gong. Il 7 agosto del 2000 è stato nuovamente arrestato e detenuto per quindici giorni. Il 25 agosto, due giorni dopo il suo rilascio, è stato riportato in custodia e detenuto per altri quindici giorni per aver chiarito i fatti sul Falun Gong agli agenti di polizia.

Il 26 settembre 2017, durante il controllo di sicurezza alla stazione ferroviaria di Weifang, Chen è stato arrestato per la quarta volta, in seguito la polizia ha saccheggiato la sua abitazione e gli ha confiscato il materiale del Falun Gong. Il giorno dopo è stato inviato al centro di detenzione di Weifang dove è stato trattenuto per un mese. È stato rilasciato su cauzione il 25 ottobre.

Tra il 20 ottobre 2018 ed il 21 marzo dello scorso anno la polizia ha messo Chen agli arresti domiciliari per due volte.

In seguito, il 18 giugno, il procuratore distrettuale di Kuiwen ha accusato Chen di “utilizzo di un culto per minare l'applicazione della legge”, un pretesto usato di solito per accusare il Falun Gong.

Il 30 agosto è stato processato e condannato a dieci mesi dal tribunale di Kuiwen ed il giorno seguente gli è arrivata una multa di 4.000 yuan (circa 504 euro). Ha scontato la sua pena fuori dal carcere.

Dal 2017 le molestie, gli arresti domiciliari e la condanna hanno avuto gravi ripercussioni sulla sua salute. Pochi giorni prima di morire è stato ancora molestato dal personale del tribunale.