(Minghui.org)

Nome cinese: 袁玉珍

Genere: Femmina

Età: 81

Città: Nanjing

Provincia: Jiangsu

Occupazione: Insegnante

Data della morte: 19 novembre 2021

Data dell'arresto più recente: 16 Marzo 2011

Luogo di detenzione più recente: Centro per il lavaggio del cervello del distretto di Gulou

Il 19 novembre dello scorso anno un'ex insegnante stimata di Nanjing è morta, dopo aver sopportato due decenni di persecuzione per la sua fede nel Falun Gong. La signora Yuan Yuzhen aveva ottantuno anni.

Nel 1995 Yuan ha iniziato a praticare il Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione, ed ha attribuito alla pratica la guarigione dai suoi numerosi disturbi, tra cui problemi cardiaci, artrite reumatoide ed ernia del disco lombare.

Dopo che il regime comunista ha ordinato la persecuzione nel 1999, a causa dell'enorme popolarità del Falun Gong e della rinascita dei valori tradizionali che il regime cercava di eliminare, Yuan è andata a Pechino tre volte per appellarsi al diritto di praticare. Ogni volta è stata arrestata e la sua casa è stata saccheggiata; è stata anche condannata ad un anno di lavori forzati dopo essere stata riportata a Nanchino. Gli arresti, la detenzione e le successive molestie hanno avuto ripercussioni sulla sua salute e alla fine le hanno tolto la vita.

Nell'aprile 2000 Yuan è stata arrestata per la prima volta quando si è recata a Pechino per fare appello; è stata rinchiusa in una gabbia di metallo ed incatenata ad una sedia di ferro. I chiodi della catena le hanno tagliato la carne in profondità. Dopo essere stata ritrasferita a Nanchino, è stata condannata ad un mese nel centro di detenzione della città, e la sua casa è stata saccheggiata.

Illustrazione della tortura: legata alla sedia

Nell'ottobre 2000 Yuan è andata a Pechino per fare appello per la seconda volta; la polizia l'ha colpita alla testa, che si è gonfiata. Il suo viso era pieno di lividi ed i suoi denti sanguinavano, inoltre la polizia le ha pestato le dita, l’ha appesa ad una corda per i polsi con le braccia dietro la schiena e percossa con dei manganelli elettrici, finché non è svenuta. In seguito è stata riportata a Nanchino, e la sua casa è stata nuovamente saccheggiata.

Rievocazione della tortura: appesa e percossa con un manganello elettrico

Nel dicembre 2000 Yuan è tornata a Pechino per fare appello per la terza volta ed è stata arrestata mentre reggeva uno striscione in piazza Tiananmen. É stata dapprima trattenuta alla stazione di polizia di Tiananmen, e poi trasferita in quella del distretto di Haidian. Le guardie l'hanno picchiata e torturata perché si è rifiutata di rivelare il suo nome e indirizzo. (Nota: a causa della politica di implicazione del regime cinese, i praticanti della Falun Dafa spesso si rifiutano di rivelare i loro nomi per proteggere i membri della loro famiglia, i colleghi di lavoro ed altri collaboratori).

Una settimana dopo, la polizia di Pechino ha trasferito Yuan in un centro di detenzione nella vicina provincia del Liaoning; ha anche tentato di portarla in un ospedale psichiatrico, ma il medico ha rifiutato di ricoverarla. Prima di essere riportata al centro di detenzione, è stata condotta in una prigione e tenuta nel braccio della morte, dove è stata costretta a rivelare il suo nome.

Dopo essere stata riportata a Nanjing, è stata rinchiusa per un anno nel campo di lavoro forzato femminile di Judong, dove le guardie l’hanno picchiata, le hanno tirato i capelli, le hanno sbattuto la testa contro il muro e l’hanno presa a schiaffi. É stata anche portata in un centro per il lavaggio del cervello, e ha quasi perso tutti i denti a causa delle percosse subite.

Nel mese di aprile del 2007 un gruppo di agenti ha fatto irruzione in casa sua e l’ha inviata nel centro per il lavaggio del cervello del distretto di Gulou, dov’è stata trattenuta per dodici giorni.

Il 16 marzo 2011 Yuan è stata nuovamente arrestata, per aver parlato con delle persone fuori da un supermercato. due agenti in borghese, Ding Yang e Liu Jiangtao, l'hanno spinta in un’auto e le hanno spruzzato in faccia un composto nocivo, dopodiché è stata di nuovo detenuta nel centro di lavaggio del cervello del distretto di Gulou.

Durante la sua detenzione la polizia ha chiamato suo marito, Li Wankun, insistendo nell’aver bisogno di parlare con lui. Li ha detto che quel giorno non era disponibile e che avrebbe parlato con la polizia il giorno dopo ma, quando più tardi è tornato a casa, è rimasto sconvolto nello scoprire che la polizia aveva fatto irruzione in casa sua e l’aveva messa a soqquadro. Ha domandato agli agenti perché avessero fatto irruzione in casa sua senza che ci fosse nessuno e la polizia ha risposto: “Non possiamo smettere di lavorare solo perché lei non era in casa”. Li era così infuriato che è quasi svenuto, da allora la polizia ha continuato a molestarlo lasciando l'anziano uomo traumatizzato ed impaurito.

Nel giugno 2015, dopo che la polizia ha saputo che aveva presentato una denuncia penale contro Jiang Zemin, ex capo del regime comunista che ha ordinato la persecuzione del Falun Gong, è stata nuovamente molestata. Da allora ha cominciato a soffrire di ipertensione e, a volte, aveva difficoltà a respirare e tremava in modo incontrollabile, viveva nella paura e la sua salute è declinata rapidamente ed è deceduta il 19 novembre 2021.

Elenco dei perpetratori:

Xu Jinhui (徐锦辉): segretario del Comitato Affari Politici e Legali di Nanchino

Wang Xiaoming (王晓明): capo dell'Ufficio 610 di Nanchino

Gao Honghua (高洪华): capo dell'Ufficio per la sicurezza interna di Nanchino: +86-25-86015780, +86-25-84420854

(Altri nomi di colpevoli sono disponibili nell'articolo originale cinese).

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