(Minghui.org) Da quando all'inizio del 2020 il Partito Comunista Cinese ha avviato la campagna "Nessuno escluso" per costringere ciascun praticante del Falun Gong presente sulla lista del governo a rinunciare alla propria fede, le autorità della prigione di Jinzhong, nella provincia dello Shanxi, hanno condotto tale politica sui praticanti in modo aggressivo.

Su ordine del direttore Zhang Wenping e del vicedirettore Li Liangjun, e sotto la supervisione del vicedirettore del dipartimento dell'istruzione Zhang Guodong, il 16 settembre 2020 è stato attuato un nuovo ciclo di torture contro i praticanti del Falun Gong.

Ai praticanti è stato concesso un solo panino al vapore per pasto e tutto il cibo che avevano comprato in precedenza è stato loro confiscato. Coloro che si sono rifiutati di rinunciare al Falun Gong sono stati tenuti in cella d’isolamento, costretti a rimanere in piedi di fronte al muro per lunghe ore, o appesi per i polsi e picchiati. Anche quando alcuni praticanti hanno ceduto alla tortura e sono stati costretti a firmare dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong, le guardie hanno ordinato loro di calunniare la pratica prima che la tortura fosse interrotta.

Il signor Guo Guangzhong, che si trova nel 10° braccio, è stato spogliato del suo cappotto invernale e lasciato in maglietta e mutande. Oltre alle suddette torture, le guardie gli hanno anche praticato l’alimentazione forzata con urina e l'hanno percosso con bastoni elettrici.

Ricostruzione della tortura: scossa elettrica

Nel 14° braccio, il signor Li Yong è costretto a stare in piedi ogni giorno dal novembre dello scorso anno e non gli è stato permesso di chiamare la sua famiglia.

Un altro praticante nel 7° braccio ha riferito che il 15 gennaio di quest’anno la guardia Yan Yugang ha confiscato i suoi libri del Falun Gong.