(Minghui.org) La mattina presto del 20 luglio 1999, il giorno in cui la persecuzione della Falun Dafa è stata lanciata dal Partito Comunista Cinese (PCC), tutti i coordinatori volontari e i praticanti locali sono stati arrestati, compresa quella che sapeva come accedere a Minghui.

La situazione era urgente e complicata. Ogni giorno molti praticanti si recavano all’Ufficio nazionale degli appelli e in Piazza Tienanmen ad appellarsi per il diritto di praticare la Falun Dafa, e ogni giorno sentivamo notizie di praticanti arrestati e torturati. Nel frattempo, gli agenti del PCC hanno fatto circolare tra i praticanti articoli falsi, affermando che erano stati scritti del Maestro Li (fondatore della Falun Dafa). Di fronte a tribolazioni così travolgenti come onde che si infrangono, il nostro più forte desiderio era quello di poter accedere al sito web Minghui nella speranza di ottenere una guida su cosa fare.

Tutti stavano pensando e valutando la situazione. Sapevamo che Minghui, che collega tutti i praticanti in Cina e nel mondo durante il rapido procedere della rettifica della Fa, era sotto stretta supervisione del Maestro e desideravamo ardentemente ricevere un messaggio. Nel frattempo, era anche importante per noi accedere, attraverso il sito, agli articoli scritti veramente dal Maestro, così come inviare alla piattaforma informazioni sulla persecuzione. Poiché Minghui ci dava il massimo senso di sicurezza, ci chiedevamo cosa avremmo dovuto fare senza potervi accedere!

Due amiche praticanti, Lei e Jing, mi hanno trovato e portato in un piccolo appartamento che avevano preso in affitto vicino alla periferia. L’unica ragione per cui l’avevano affittato era di trovare dei modi per accedere a Minghui!

L’appartamento era completamente vuoto, fatta eccezione per alcuni pezzi di cartone che erano sul pavimento e un vecchio computer che avevano portato le due praticanti, rischiando la vita. Per alcuni giorni siamo rimaste lì a lavorare al computer, cercando di riuscire a connettersi a Minghui. Bevevamo solo acqua e non mangiavamo nulla, e quando ci stancavamo, facevamo un sonnellino sui cartoni. Nondimeno, stranamente non ci sentivamo né affamate né amareggiate per la situazione.

Solo la praticante Peng, che è stata arrestata, sapeva come connettersi a Minghui e nessuna di noi aveva lo strumento per sfondare il firewall di Internet. Abbiamo provato tutto ciò che potevamo pensare ma senza successo. Alla fine abbiamo trovato Hao, che conosceva bene Peng, e le abbiamo chiesto se Peng le avesse detto qualcosa riguardo al metodo per connettersi a Minghui. Dopo aver pensato intensamente, si è ricordata che le aveva detto una serie di lettere, senza però spiegarle a cosa servissero.

Jing ha allora provato a usare le lettere come password per aprire un account di posta elettronica probabilmente utilizzato per accedere a Minghui, ma non ha funzionato. Proprio mentre ci sentivamo disperate per la situazione, Jing ha avuto l’idea di scrivere in maiuscolo tutte le lettere e finalmente l’accesso ha avuto successo! Eravamo molto eccitate! A voce bassa, abbiamo esclamato: “È fantastico! Ce l’abbiamo fatta!”. Abbiamo anche apprezzato la saggezza di Peng nell’accennare ad Hao la password.

Nei giorni successivi abbiamo acceduto frequentemente a Minghu e scaricato le notizie più recenti sulla persecuzione, gli aggiornamenti e gli articoli di condivisione delle esperienze di coltivazione dei praticanti. Abbiamo dunque preparato il materiale per la stampa e, dopo averlo stampato, abbiamo avvolto le copie in carta di giornale e le abbiamo distribuite ai praticanti coordinatori in diverse aree, che le hanno poi distribuite a coloro che ancora persistevano nella coltivazione. Attraverso questa rete di distribuzione di informazioni provenienti da Minghui, abbiamo iniziato a formare un corpo unico.

Tuttavia, nel giro di una sola settimana l’appartamento è stato scoperto dalla polizia, ma fortunatamente poco prima che arrivasse siamo riuscite ad andarcene in tempo e a trasferire il computer altrove.

In seguito, abbiamo cambiato spesso il posto in cui tenevamo il computer che usavamo per accedere Minghui. Abbiamo alloggiato nelle case dei praticanti in campagna e in città, così come nelle case dei nostri parenti. Spesso dormivamo sul pavimento e sopportavamo altri tipi di difficoltà, ma da allora non abbiamo mai smesso di visitare il sito.

Ricordo che una notte, dopo aver finito il lavoro, sotto la brillante luce della luna, ci siamo chieste quali vestiti avremmo dovuto indossare quando il Maestro sarebbe tornato in Cina, ma allora non ci saremmo mai aspettate che la separazione sarebbe durata più di due decenni!

Negli anni successivi, siamo state testimoni di come gli articoli di Minghui hanno aiutato l’intero gruppo di praticanti della Dafa a maturare e li hanno motivati a farsi avanti. Grazie agli sforzi persistenti dei praticanti nello stampare e distribuire i materiali, sempre più persone ora conoscono i fatti della Falun Dafa e si sono risvegliate.