(Minghui.org) Lo scorso 3 ottobre, presso la Biblioteca pubblica di Lewes, Delaware, è stato proiettato il documentario “State Organs”, che denuncia il prelievo forzato di organi da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).
La proiezione è stata ospitata dal Rotary Club Satellite Ending Forced Organ Harvesting del CAAHT (EFOH.org), ed è stata co-sponsorizzata da gruppi di difesa come Doctors Against Forced Organ Harvesting (DAFOH.org), Medical Freedom Alliance del Delaware (DelawareMFA.org) e da Greater Philadelphia Falun Dafa Association (GPFDA.org). Alla fine del documentario si è tenuta una tavola rotonda condotta da esperti.
La proiezione, della durata di 76 minuti, descriveva la ricerca da parte di due famiglie dei loro cari scomparsi, praticanti del Falun Gong in Cina, rivelando come il PCC prelevi gli organi dai prigionieri di coscienza, principalmente da praticanti del Falun Gong.
Molti partecipanti sono rimasti profondamente commossi, stupefatti e infastiditi dall'agghiacciante realtà rappresentata, e hanno dichiarato che si opporranno al prelievo forzato di organi da parte del PCC, che sosterranno l'approvazione della legge sulla protezione del Falun Gong al Senato degli Stati Uniti, e che garantiranno giustizia ai milioni di vittime che non possono parlare da sole.
Numerose persone hanno assistito alla proiezione di State Organs presso la Lewes Public Library il 3 ottobre
Le persone che hanno partecipato alla proiezione di State Organs hanno firmato la petizione che chiede al proprio membro del Senato di sostenere la legge sulla protezione del Falun Gong
Pubblico inorridito dalla testimonianza del primo sopravvissuto al prelievo forzato di organi
Cheng Peiming, un praticante del Falun Gong, e il primo sopravvissuto noto al prelievo forzato di organi, ha partecipato alla tavola rotonda. Ha raccontato di essere stato imprigionato per aver praticato il Falun Gong e che durante la sua detenzione in Cina, parti del suo fegato e del suo polmone sono state rimosse a sua insaputa. Attraverso un traduttore, Cheng ha raccontato nei dettagli l'estremo dolore e il trauma che ha vissuto, nonché la sua miracolosa fuga dalla Cina. “Quando ho capito che sarei stato oggetto del prelievo di organi, ho pensato alla fuga per non essere ucciso. Oggi sono qui non solo per me stesso, ma anche per le innumerevoli vittime del prelievo di organi mentre sono ancora in vita”.
Cheng Peiming, praticante del Falun Gong e primo sopravvissuto noto al prelievo forzato di organi, (secondo a sinistra) ha parlato della sua dolorosa esperienza dopo la proiezione di “State Organs”
La sua testimonianza ha esterefatto molte persone, Victor Carlstrom, un trapiantato di cuore di Lewes, ha definito la storia di Cheng un “miracolo di sopravvivenza”, e ha espresso la sua profonda e forte emozione per le rivelazioni del documentario.
“Quello che mi ha colpito davvero è che non si trattava solo di prigionieri condannati, ma di persone prese di mira a causa delle loro convinzioni, è un'atrocità”, ha affermato Carlstrom, che essendo un ricevente di organi, è rimasto stupito nell'apprendere che in Cina si può ottenere un trapianto in poche settimane.
Victor Carlstrom, un trapiantato di cuore di Lewes, ha assistito alla proiezione
“Molte persone qui sono morte in attesa di organi”, ha spiegato Carlstrom. “Certamente implica che (in Cina) la questione degli organi su richiesta, avviene non prelevandoli da persone che muoiono. La ragione è ovvia e non è difficile intendere cosa ci sia dietro la produzione di organi su richiesta”.
Gli organizzatori invitano alla coscienza e all'azione
Abraxas Hudson, presidente del DMFA, ha invitato il pubblico a opporsi al prelievo forzato di organi.
Abraxas Hudson, presidente del DMFA, ha tenuto un discorso prima della proiezione
“È una storia orribile e una realtà veramente triste, questo livello di abuso criminale dei diritti umani, in qualsiasi parte del mondo, non è accettabile”, ha dichiarato Hudson al Epoch Times. “Molte persone in America sono apatiche perché sta accadendo a migliaia di chilometri di distanza, e non sanno cosa possono fare a riguardo. Ma dobbiamo opporci al male, e dobbiamo proteggere il futuro assumendoci la responsabilità di ciò che vogliamo”.
Ha sottolineato che la sensibilizzazione è il primo passo per combattere questi crimini, e ha lodato il coraggio di Cheng nel condividere la sua esperienza. “Il fatto che sia in grado di alzarsi e parlare qui, è incredibile. Se tutti si oppongono al male, questo si dissolve e si dissipa, così come la tirannia o il totalitarismo”.
I sentimenti di Hudson hanno risuonato con il pubblico, molti dei quali hanno espresso un rinnovato senso di responsabilità.
“È disumano! Dobbiamo informare la gente, far capire cosa sta succedendo, e fare in modo che le persone che votiamo ci aiutino grazie al loro potere, a bloccare questo crimine”, ha ribadito Janine Fitzgerald, presidente eletto del Rotary Club Lewes-Rehoboth Beach.
Janine Fitzgerald, presidente eletto del Rotary Club Lewes-Rehoboth Beach, ha partecipato alla proiezione del documentario
Un'altra spettatrice, Linda Sidowski, segretaria del DMFA, ha aggiunto: “Ho fotografato molte scene, troverò molti modi per far sentire la mia voce, e aiutare coloro che sono perseguitati”.
Linda Sidowski, segretaria del DMFA, ha assistito alla proiezione del documentario
Invito i senatori a sostenere la legge sulla protezione del Falun Gong
L'impatto emotivo del documentario è stato percepibile, Deborah Bergman, insegnante in pensione, è rimasta profondamente colpita dal collegamento tra le atrocità in Cina e l'Olocausto.
Deborah Bergman, insegnante in pensione, è rimasta profondamente colpita dal documentario
Ha raccontato: “Tra il nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale, e quello che sta accadendo ora, direi che non ci sia differenza. Facciamo finta che non esista, ma esiste, e se può essere fatto a un gruppo religioso, dove andremo a finire?”.
Constance Higgins, un'altra partecipante, ha chiesto maggiore consapevolezza e azione, dicendo: “Ho firmato la petizione da inviare ai nostri senatori, e voglio scrivergli un biglietto personale per incoraggiarli a fare qualcosa”.
Constance Higgins ha firmato la petizione da inviare ai senatori per sostenere la legge sulla protezione del Falun Gong
Molti partecipanti hanno fatto eco a questo appello, esortando i loro senatori a sostenere la Legge sulla protezione del Falun Gong, approvata dalla Camera degli Stati Uniti a giugno, e attualmente all'esame del Senato degli Stati Uniti. Il disegno di legge mira a sanzionare gli individui e le entità coinvolte nel prelievo forzato di organi, un passo verso la fine di questa violazione dei diritti umani.
Carlstrom ha trovato inconcepibile che ci siano pochi resoconti sul prelievo forzato di organi da parte del PCC nei media tradizionali negli Stati Uniti: “Come mai i media negli Stati Uniti non danno importanza a questa grave situazione? Non è incredibile?”. A suo avviso, il disegno di legge rappresenta un'opportunità cruciale per chiamare i responsabili a rispondere delle loro azioni, e impedire che gli americani si rendano complici di queste atrocità.
Dobbiamo essere coraggiosi in presenza del male
Il documentario e la successiva discussione, hanno evidenziato le più ampie implicazioni globali del prelievo forzato di organi. La dottoressa Jessica Russo, rappresentante della DAFOH, ha spiegato come il controllo del regime cinese sull'industria dei trapianti, abbia portato a un fiorente mercato nero internazionale degli organi.
“Gli occidentali che si recano in Cina per i trapianti sono inconsapevolmente complici di questo sistema di omicidio di massa”, ha dichiarato. “Abbiamo bisogno di norme più severe, come la Legge sulla protezione del Falun Gong, per evitare che gli americani cerchino trapianti in Paesi in cui le violazioni dei diritti umani dilagano”.
Al termine dell'evento, i partecipanti hanno percepito un chiaro senso di urgenza. “Il prelievo forzato di organi va oltre ogni comprensione, non dormirò stanotte, e credo nemmeno la metà delle persone presenti”, ha sostenuto Fitzgerald. “Il mondo deve unirsi e sbarazzarsi di tutti gli individui assetati di potere che trattano le persone come semplici merci, e non come esseri umani”.
Alla fine dell'evento, Hudson ha affermato: “In presenza del male, dobbiamo essere coraggiosi. Solo così possiamo opporci e fermarlo”.
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