(Minghui.org) In occasione della Giornata dei diritti Umani, il 10 dicembre 2025, i praticanti del Falun Gong di 48 Paesi hanno presentato ai rispettivi governi un altro elenco di autori di reati legati alla persecuzione del Falun Gong in Cina. Hanno inoltre richiesto che a questi perpetratori e ai loro familiari venga impedito l'ingresso nel Paese e che i loro beni vengano congelati.
Di seguito sono riportati i dettagli della persecuzione attuata da Jiang Aidong, ex direttore dell'Amministrazione della Correzione comunitaria del Ministero della giustizia, e Guo Wenfang, attuale direttrice dell'Amministrazione della correzione comunitaria del Ministero della giustizia.
Nome completo: Jiang (cognome) Aidong (nome) (姜爱东)Genere: MaschioPaese: CinaData/anno di nascita: Aprile 1962Luogo di nascita: Laixi, Qingdao, provincia dello Shandong
Gennaio 2012 – 2023: direttore e segretario dell'Amministrazione della correzione comunitaria del Ministero della giustizia
Nome completo: Guo (cognome) Wenfang (nome) (郭文芳)Genere: FemminaPaese: CinaData/anno di nascita: SconosciutiLuogo di nascita: Sconosciuto
In precedenza: Capo del quarto Ufficio legislativo del Ministero della giustizia2024 – Presente: direttore dell'Amministrazione della correzione comunitaria del Ministero della Giustizia
Nei Paesi occidentali, la correzione comunitaria è una forma di punizione più lieve rispetto alle pene detentive per i reati, ma in Cina il Partito Comunista Cinese (PCC) utilizza tale forma per giustificare le frequenti molestie e intimidazioni nei confronti dei praticanti del Falun Gong, nel tentativo di costringerli a rinunciare alla loro fede. Coloro che rifiutano di essere trasformati rischiano comunque pene detentive.
Caso 1. La pena sospesa di una donna dell'Heilongjiang è stata revocata perché si è rifiutata di essere "trasformata" attraverso la correzione nella comunità
La 60enne Sun Yanhuan, residente a Jiamusi, nella provincia dell'Heilongjiang, è stata condannata a tre anni dal Tribunale distrettuale di Dongfeng il 19 ottobre 2017. Ha presentato ricorso al Tribunale intermedio della città di Jiamusi, che il 27 novembre 2017 ha modificato il suo verdetto in cinque anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. Poco dopo il suo ritorno a casa, le è stato diagnosticato un cancro ai polmoni in fase avanzata ed è stata operata.
Quando, due mesi dopo, fu dimessa dall'ospedale, l'ufficio di giustizia locale la contattò e le ordinò di frequentare un programma di correzione comunitario e di scrivere regolarmente rapporti di pensiero. La signora Sun sostenne di non aver violato alcuna legge e, inoltre, poiché soffriva ancora di dolori lancinanti, non era in grado di soddisfare i requisiti per la sospensione condizionale della pena. I funzionari dell'ufficio di giustizia la minacciarono e la molestarono più volte.
L'11 ottobre 2019 la corte d'appello revocò la pena sospesa della signora Sun e ripristinò la sua condanna originale a tre anni. È stata infine ripresa in custodia il 2 marzo 2023, dopo che le autorità hanno alterato il suo referto medico. Nel giro di pochi mesi ha sviluppato coaguli di sangue nel cervello e sintomi di ictus.
Caso 2. Uomo dell'Hubei condannato al carcere per non aver partecipato ai programmi di correzione della comunità
Il signor Feng Jiwu, un settantenne residente a Wuhan, nella provincia dell'Hubei, nel dicembre 2014 è stato condannato a due anni di carcere con tre anni di libertà vigilata dal Tribunale distrettuale di Hanyang. L'Ufficio giudiziario di Qinduankou gli ha imposto di frequentare i programmi di correzione comunitari, ma lui si è rifiutato di obbedire e ha cercato di chiarire i fatti sul Falun Gong. In relazione a ciò, le autorità lo hanno arrestato nuovamente il 27 settembre 2016. Quando è comparso davanti al Tribunale distrettuale di Hanyang il 17 aprile 2017, l'ufficiale giudiziario lo ha legato, con la scusa del suo cattivo atteggiamento. Il giudice lo ha condannato a quattro anni e mezzo con una multa di 3.000 yuan (circa 370 euro), con la scusa del suo rifiuto di partecipare ai programmi di correzione comunitari. È stato rinchiuso nella Prigione di Fanjiatai ed è stato brutalmente torturato per non aver rinunciato al Falun Gong.
Caso 3. Gli agenti penitenziari della comunità fratturano la colonna vertebrale di una donna di Tianjin per costringerla a rinunciare alla sua fede
A partire dall'8 settembre 2020, il personale dell'Ufficio giudiziario della Nuova area di Binhai a Tianjin ha continuato a molestare la signora Sun Cun. Il 3 dicembre 2020, il vicedirettore dell'ufficio giudiziario, il capo del dipartimento legale, il vicedirettore dell'ufficio di correzione comunitaria e alcuni altri agenti di polizia hanno fermato la signora Sun sul posto di lavoro, ordinandole di firmare dichiarazioni di rinuncia e denuncia al Falun Gong e l'hanno rilasciata solo a mezzanotte.
Il 9 dicembre 2020 il personale dell'Ufficio giudiziario e il direttore dell'Ufficio 610, Sun Lihui, hanno portato la signora Sun al Centro di correzione comunitaria della Nuova area di Binhai, ordinandole comunque di firmare le dichiarazioni. L'hanno minacciata: "Firma, o te ne pentirai! Se non firmi, ti metteremo in prigione".
Tre agenti hanno poi afferrato con la forza le mani della signora Sun e le hanno stretto il gomito. Un uomo non identificato con gli occhiali da sole ha urlato: "Stringete più forte! Non mi interessa se le rompete le ossa. Abbiamo un sacco di gente: se vi stancate, manderemo un altro gruppo".
La signora Sun soffriva di dolori lancinanti alla parte bassa della schiena e nausea. Successivamente è stata ricoverata all'Ospedale di Dagang, dove le sono state riscontrate fratture da compressione della prima e della seconda vertebra lombari.
Caso 4. Donna di 75 anni strettamente monitorata dalla Task Force della correzione comunitaria
La signora Liu Yumin, una donna di 75 anni residente nella contea di Laishui, nella provincia dell'Hebei, il 9 maggio 2023 è stata condannata a tre anni di carcere con quattro anni di libertà vigilata. Dopo il suo rilascio, il 30 maggio 2023 l'Ufficio giudiziario della contea di Laishui ha istituito una task force per la correzione comunitaria, con l'obiettivo specifico di "lavorare su" di lei. L'obiettivo era costringerla a rinunciare al Falun Gong.
La task force ha ordinato alla signora Liu di presentarsi regolarmente e di partecipare alle "sessioni di studio" programmate. Se non fosse stata in grado di presentarsi di persona, avrebbe dovuto inviare foto di sé stessa a casa. Poiché la signora Liu si stava ancora riprendendo dagli abusi subiti durante la detenzione, si è rifiutata di ottemperare alla richiesta e la task force ha minacciato quindi di riportarla in custodia.
Alla signora Liu e ai suoi cari è stato ordinato di tenere i telefoni accesi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in modo da essere sempre pronti a rispondere alle chiamate della task force. È stato anche ordinato loro di scaricare un'app specifica, che ha la funzione di tracciare la sua posizione e monitorare le sue attività. Alla signora Liu è stato anche proibito di lasciare la città.
Sebbene inizialmente sollevata per il suo rilascio, la famiglia della signora Liu ora si sente sotto una pressione enorme a causa delle continue molestie.
Caso 5. Il tribunale annulla la decisione di consentire a una donna malata di 84 anni di scontare la pena a casa; ora è incarcerata e le è stata negata la libertà vigilata per motivi medici
Liu Faqun, una praticante di 84 anni della contea di Gulin nella provincia del Sichuan, è stata arrestata il 24 novembre 2022 per aver diffuso informazioni sul Falun Gong. Il 25 dicembre 2024 il Tribunale della contea di Gulin l'ha condannata a quattro anni e le ha inflitto una multa di 30.000 yuan (circa 3.690 euro). Sebbene inizialmente le fosse stato concesso di scontare la pena fuori dal carcere a causa della sua pressione alta e di altre gravi patologie, l'ufficio giudiziario ha successivamente emesso una lettera in cui affermava che "rappresenta un danno per la società e la comunità, la correzione comunitaria non è raccomandata". Sulla base della lettera, il Tribunale della contea di Gulin ha revocato la decisione di consentirle di scontare la pena a domicilio il 14 aprile dello scorso anno. Il 13 maggio è stata portata in carcere e le è stata negata anche la libertà vigilata per motivi di salute.
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