(Minghui.org) Lo scorso 22 settembre si è verificata una violenta aggressione contro alcuni praticanti del Falun Gong fuori dal Consolato cinese a Toronto, in Canada. Un uomo non solo ha distrutto i cartelloni espositivi dei praticanti, ma ha anche spintonato e insultato verbalmente una praticante anziana, rivolgendole minacce di morte.

L’incidente ha attirato l’attenzione e suscitato la condanna dei membri del Parlamento appartenenti a vari partiti politici canadesi, alcuni hanno scritto al Ministro degli Affari Esteri, esortando il governo a indagare sull’identità dell’individuo e ad adottare le misure appropriate.

I video girati sul posto mostrano un uomo che indossa una giacca con la bandiera cinese stampata sopra che si precipita improvvisamente verso i cartelloni allestiti dai praticanti, li distrugge, insulta e minaccia una praticante anziana. Un deputato canadese ha dichiarato che, se dalle indagini dovesse emergere che l’individuo coinvolto è un funzionario diplomatico cinese o un agente di un governo straniero, dovrebbe essere espulso dal Canada.

Il deputato conservatore Jacob Mantle ha scritto al Ministro degli Affari esteri, la signora Anita Anand, chiedendo un’indagine sull’atto violento commesso dall’uomo cinese a Toronto (Minghui.org)

Lo scorso 13 ottobre, Jacob Mantle, deputato conservatore e ministro ombra degli Affari esteri, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook: “Ho scritto al Ministro degli Affari esteri liberale, la signora Anita Anand, in merito al preoccupante incidente segnalato di recente fuori dal Consolato cinese a Toronto, dove una manifestante pacifica è stata molestata, minacciata e intimidita da una persona che sembra agire per conto della Cina comunista.

“Ho chiesto al ministro di indagare tempestivamente sull’incidente e, qualora si confermasse che l’individuo coinvolto sia un diplomatico cinese o un altro agente di uno Stato straniero, di espellerlo dal Canada.

“Attendo con interesse la risposta del ministro”.

Nella sua lettera ha scritto: “Gli agenti stranieri non hanno alcun diritto né immunità di minacciare o intimidire alcuna persona in Canada. Come si può facilmente constatare nei video dell’incidente disponibili al pubblico, l’uomo avvicina la manifestante, distrugge il suo cartello e la minaccia con la violenza imprecando leggi cinesi.

“Le azioni violente contro manifestanti pacifici non sono accettabili in Canada”, scrivendo che è inaccettabile che agenti statali stranieri adottino comportamenti che violano tutte le norme accettate di condotta diplomatica, e ha sottolineato che “spetta a lei, in qualità di ministro degli Affari Esteri, agire quando la Cina cerca di minare la democrazia e la libertà in Canada”.

Michael Cooper, deputato conservatore e ministro ombra per la Riforma Democratica, ha dichiarato in un'intervista: “Abbiamo a che fare con un regime che ricorre alla violenza, e per quanto riguarda quanto abbiamo visto a Toronto, si è registrato un aumento degli incidenti”.

Deputato: È importante affrontare queste questioni

Michael Cooper, deputato conservatore e ministro ombra per la Riforma Democratica (Minghui.org)

Secondo i risultati emersi dal Servizio canadese di intelligence e sicurezza (CSIS), dal Ministero della Pubblica Sicurezza del Canada e da varie inchieste parlamentari pubbliche, il PCC rappresenta la più grande e attiva forma di interferenza straniera in Canada. I suoi obiettivi includono le elezioni, le comunità, il mondo accademico, il processo decisionale politico, i media e i dissidenti.

Cooper ha affermato: “Costituiscono una minaccia alla sicurezza nazionale, sono coinvolti in attività di repressione transnazionale, prendendo di mira i canadesi, in particolare quelli di origine cinese. Si tratta di un regime che gestisce stazioni di polizia illegali sul suolo canadese per portare avanti il proprio programma di repressione transnazionale, e di fronte a tutto ciò, è importante che affrontiamo queste questioni”.

Deputata: esortiamo il governo ad agire

Judy Sgro, copresidente dell’associazione Gruppo parlamentare di sostegno al Falun Gong e deputata liberale di lunga data, ha dichiarato: “Ritengo che le questioni relative all’ingerenza straniera siano molto rilevanti per tutti i nostri paesi. Ci sono persone che tentano di manipolare le discussioni e altre cose che sono inaccettabili”. A suo avviso, il Canada si trova attualmente ad affrontare sfide molto significative nel gestire la repressione transnazionale: “Dobbiamo essere consapevoli che sta accadendo”.

Judy Sgro, copresidente dell’Associazione parlamentare degli amici del Falun Gong, ha dichiarato che la repressione transnazionale è inaccettabile (Minghui.org)

Alexis Brunelle-Duceppe, vicepresidente della Commissione per gli Affari Esteri e lo Sviluppo Internazionale e deputato di spicco in rappresentanza del Bloc Québécois, ha dichiarato in un’intervista: “Nessun atto di violenza dovrebbe essere tollerato su questo territorio, e il governo canadese dovrebbe comprendere cosa sta accadendo. Abbiamo avuto l’ufficio di polizia di Pechino sul nostro stesso territorio, è un fatto reale, ma il governo non lo capisce”.

Alexis Brunelle-Duceppe, vicepresidente della Commissione per gli Affari Esteri e lo Sviluppo Internazionale e deputato di spicco del Bloc Québécois (Minghui.org)

Ritiene che gli sforzi del governo canadese per contrastare le interferenze straniere e la repressione transnazionale siano “lungi dall’essere sufficienti, ecco perché ci sono i partiti di opposizione: per dirgli che non è abbastanza e per avvalersi dei media affinché il governo vada avanti su quel punto specifico”.

Deputata del New Democratic Party: il Canada deve migliorare la legislazione per contrastare la repressione transnazionale

Jenny Kwan, deputata del Nuovo Partito Democratico, ha affermato: “L’ingerenza straniera in Canada è reale. Una delle questioni individuate, ovviamente, è la repressione transnazionale”. Tuttavia, teme che, nonostante le indagini, “non stiamo prendendo la questione abbastanza sul serio”, e ha criticato il governo per aver “chiuso un occhio” e ritiene che il Canada debba adottare misure più proattive per “garantire che i canadesi e che coloro che sono presi di mira si sentano al sicuro”.

Jenny Kwan, deputata del New Democratic Party, in un’intervista (Minghui.org)

Ha portato come esempio il fatto che il governo abbia impiegato quasi due anni per istituire finalmente la figura del commissario per il registro, ma anche in quel caso, ha affermato, non è ancora pienamente operativo, ma questa è solo una piccolissima parte di ciò che occorre per cercare di affrontare l’ingerenza straniera.

A livello legislativo, ha affermato, “in realtà non disponiamo di alcuna normativa per contrastare la repressione transnazionale. Si trattava di un aspetto che il commissario nell’ambito dell’inchiesta aveva individuato, ma che non è stato nemmeno approfondito, è quindi necessario compiere uno sforzo particolare per affrontare la repressione transnazionale e mettere in atto misure adeguate per contrastarla”.

A suo avviso, l’attuazione da parte del Canada della legge sulla trasparenza e la responsabilità in materia di influenza straniera rimane inadeguata; la legislazione è il primo passo, ma non dovrebbe essere l’ultimo. “Abbiamo accelerato il processo per far approvare il disegno di legge nella speranza che il governo affrettasse l’istituzione del registro, ma ci è voluto così tanto tempo per metterlo in atto, ed ora che è ancora agli albori, c’è ancora molto lavoro da fare”.

Ha sottolineato che questa non può essere l’unica soluzione per contrastare le interferenze straniere. Il governo deve adottare misure per perfezionare ulteriormente le leggi e le disposizioni pertinenti, al fine di proteggere efficacemente la sicurezza dei cittadini canadesi e delle istituzioni democratiche della nazione.