(Minghui.org) Lo scorso 10 ottobre, durante un evento tenutosi nel quartiere degli affari di Bruxelles, i praticanti hanno mostrato gli esercizi della Falun Dafa e sensibilizzato l'opinione pubblica sulla persecuzione in corso da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).




Durante le attività organizzate a Bruxelles, i praticanti hanno presentato la Falun Dafa e informato la gente sulla persecuzione (Minghui.org)




Le persone hanno firmato una petizione per porre fine alla persecuzione (Minghui.org)
Giovane belga: qualità importanti per la società
Guillaume Lauwers è rimasto a lungo davanti ai pannelli espositivi a leggere le informazioni, e ha poi scambiato qualche parola con un praticante.
È rimasto sconvolto nell’apprendere della persecuzione del PCC in Cina e del prelievo forzato di organi sancito dallo Stato, e ha immediatamente firmato la petizione, affermando che nessuno dovrebbe subire violenze a causa della propria fede e che anche i detenuti dovrebbero godere dei diritti umani fondamentali e non dovrebbero essere presi di mira per il prelievo forzato di organi, e aggiungendo di aver firmato la petizione perché desiderava fare tutto il possibile per opporsi alla persecuzione, pur sapendo che il cambiamento non sarebbe stato facile. “Anche se il mio contributo è solo piccolo, è comunque più importante che chiudere gli occhi di fronte ad essa”.
Riguardo ai principi della Falun Dafa – Verità, Compassione e Tolleranza – ha affermato che queste qualità dovrebbero essere coltivate fin dalla giovane età e che dovremmo aiutare i bambini a imparare a essere onesti, a trattare gli altri con gentilezza e ad avere tolleranza verso chi ha religioni o opinioni diverse, e ha aggiunto che nell’era odierna, in cui i social media sono sempre più influenti, le persone perdono facilmente la propria vera identità per soddisfare le aspettative del mondo esterno, ma la sincerità e la tolleranza contribuiscono a rafforzare la comprensione reciproca tra le persone e a promuovere l’armonia nella società.
Guillaume ha affermato di ritenere che la Falun Dafa non sia politica, ma piuttosto uno stile di vita e un modo di rapportarsi con gli altri e di comportarsi, per cui mettere in pratica questi principi non significa partecipare ad attività politiche, aggiungendo che, pur sapendo che la libertà di parola e le manifestazioni siano soggette a limitazioni, ha trovato comunque incredibile che anche fare gli esercizi nei parchi e meditare sia soggetti a restrizioni.
Guillaume ha riferito di sperare di saperne di più sulla Falun Dafa, perché conoscere i fatti è una base importante per formarsi un giudizio, e ha anche affermato che firmare la petizione è un’azione concreta.
“Dobbiamo opporci a ogni ingiustizia nel mondo”
Ibrahim, nato in Belgio, ha parlato con un praticante dopo aver visionato i pannelli espositivi, ha firmato la petizione e ha affermato di trovare difficile accettare che persone che praticano una fede siano perseguitate e subiscano persino il prelievo forzato di organi.
“Come esseri umani dobbiamo opporci a ogni ingiustizia nel mondo”, ha dichiarato Ibrahim.
Ha visitato la Cina tre volte e apprezza la sua lunga storia e la sua cultura tradizionale. Per lui, opporsi all’ingiustizia e difendere i diritti umani fondamentali va oltre i confini e le fedi, ed era d’accordo con i principi guida della Falun Dafa – Verità, Compassione e Tolleranza – ritenendo che persone con background culturali diversi possano condividere questi valori universali, e che le persone dovrebbero comprendersi e rispettarsi a vicenda, comunicare pacificamente e non reprimere gli altri.
Il valore della libertà
Noemie, che lavora nel settore delle arti e della cultura, avendo visitato Pechino l’anno scorso, era interessata a conoscere la persecuzione, ha letto il materiale e firmato la petizione.
Ha raccontato che, mentre era a Pechino, una ragazza cinese le ha chiesto com’era la vita quotidiana fuori dalla Cina. Dopo averglielo spiegato, la ragazza le ha riferito che Noemie “godeva di un’immensa libertà”. Noemie ha sorriso e risposto di essersi resa conto all’improvviso che la libertà che dava per scontata era preziosa.
Ha raccontato che, quando ha visitato luoghi turistici come la Città Proibita, le è stato chiesto di mostrare il passaporto, di registrare le impronte digitali e di sottoporsi a diverse verifiche d’identità. Questo intenso controllo l’ha anche portata a riflettere su quanto rigorosamente il governo cinese controlli la popolazione.
Ha affermato che la Cina ha una lunga storia, una ricca cultura ed è affascinante, ma la sua esperienza durante il soggiorno le ha permesso di comprendere più a fondo il significato della libertà personale, e che ritiene che i principi di Verità, Compassione e Tolleranza promossi dalla Falun Dafa siano principi fondamentali che tutti dovrebbero seguire, nella speranza inoltre che sempre più persone possano conoscere la Falun Dafa.
Trovare un senso di calma grazie agli esercizi
Olguis, che lavora nel settore della sicurezza sanitaria in Colombia, quel giorno si sentiva depressa a causa di alcune difficoltà che stava affrontando nella sua vita, ma ha raccontato di essere stata attratta dalla musica tranquilla e rilassante che accompagnava gli esercizi, e h iniziato a seguire e a imitare i movimenti mentre i praticanti eseguivano gli esercizi.
Ha fatto gli esercizi per più di 20 minuti e si è commossa fino alle lacrime, raccontando che, non appena sono iniziati i movimenti, si è sentita avvolta da un’atmosfera di pace e ha provato un senso di calma che non provava da tempo, dimenticandosi persino del rumore circostante.
“Sento che oggi dovevo venire qui”. Olguis ha aggiunto di aver percepito che il suo incontro con la Falun Dafa fosse stato predisposto dal Cielo, e ha anche affermato di essere rimasta profondamente commossa dalla premura e dalla gentilezza dei praticanti, che ha definito estremamente preziose, esprimendo il desiderio di saperne di più sulla Falun Dafa.
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