(Minghui.org) Mia madre, anche lei una praticante, tre anni fa è caduta accidentalmente a casa mia. Dato che è piuttosto pesante, ho pensato che la caduta fosse stata grave. Continuava a ripetere: “Maestro, ti prego, fa’ che la mia gamba non abbia problemi! Come farò se non potrò più camminare?”.
Ho pensato: questa è una forma di persecuzione che va completamente negata. Così ho lasciato che mia madre si riprendesse un po’, poi l’ho aiutata a muoversi lentamente per la stanza. Abbiamo studiato la Fa e inviato pensieri retti.
I lividi sui piedi e sulle gambe sono scomparsi gradualmente, ma le gambe erano ancora gonfie. Le ho chiesto: “Come ti senti?”. Sembrava molto a disagio e ha risposto: “Mi fanno molto male e mi danno molto fastidio. Non ho mai avuto così male prima d’ora... Dovrei metterci un asciugamano con dell’acqua calda?”. Ho esitato un po’, ma le ho portato dell’acqua calda e un asciugamano.
Io e i miei genitori abbiamo iniziato a praticare nel 1998. Sono ormai passati quasi 30 anni. Mio padre è venuto a mancare nel 2017, dopo essere stato ripetutamente arrestato illegalmente, picchiato, costretto ai lavori forzati e condannato al carcere. Io sono rimasta con mia madre.
Quando mia madre si è trovata di fronte a questa situazione, mi sono guardata dentro anch’io: cosa sta succedendo? Sapevo che si trattava di una persecuzione imposta dalle vecchie forze, ma perché erano state in grado di perseguitarci? Ho pensato che stava ad indicare che avevo delle lacune o degli attaccamenti che permettevano alle vecchie forze di approfittarne.
Man mano che mi guardavo dentro in profondità, mi sono innanzitutto resa conto che il mio sentimentalismo verso mia madre era troppo forte. Dopo la morte di mio padre, ho pensato che, dato che ormai mi restava solo mia madre, avrei fatto tutto il possibile per prendermi cura di lei. Così mi sono comportata come una persona comune, ho soddisfatto i miei doveri filiali e ho dimenticato che eravamo praticanti.
Mia madre è un’insegnante in pensione e riceve ogni mese una pensione di oltre 5.000 yuan [circa 670 euro]. Ma poiché non ero riuscita a gestire bene questo rapporto fondamentale, mia sorella minore che si era già sposata, ha sviluppato del risentimento e un senso di ingiustizia. Infatti pensava che tenendo compagnia a mia madre per quasi dieci anni, mi avesse permesso di ricevere in cambio un ingente sostegno finanziario da parte sua. Dopo averne preso coscienza, ho lasciato andare questo attaccamento all’affetto per la famiglia.
Continuando a guardarmi dentro ho visto un altro problema: man mano che trascorrevo più tempo con mia madre, sembrava che nulla di ciò che faceva mi piacesse. Anche se non litigavo con lei, mi sentivo sempre infastidita dalle piccole questioni quotidiane. Mia madre percepiva il mio malcontento, così ognuno studiava la Fa e faceva gli esercizi per conto proprio. Si era creata una barriera tra noi due praticanti. Inoltre bisogna sottolineare che nessuna di noi due coltivava il proprio cuore, quindi non avevamo formato un unico corpo. Di conseguenza, questo era stato sfruttato dalle vecchie forze.
Circa dieci giorni dopo la caduta di mia madre, mia sorella minore mi ha proposto di portare mia madre e mio figlio a vivere a casa sua. La mia xinxing non era in buono stato, quindi ho accettato. Il giorno dopo aver portato mia madre a casa sua, mia sorella e suo marito l’hanno accompagnata in un ospedale ortopedico.
Una radiografia aveva rivelato una frattura alla caviglia, quindi è stata immediatamente ingessata e le sono stati prescritti numerosi farmaci per via orale e topica. Dopo che mia sorella, mio cognato e mia madre sono tornati dall’ospedale, ho capito di essere diventata una grande peccatrice ai loro occhi. Mia sorella aveva un’espressione scontrosa e non mi rivolgeva la parola; il volto di mia madre era pieno di risentimento. Mio cognato, invece, non si è trattenuto e mi ha derisa con sarcasmo: “‘Va tutto bene’, ‘va tutto bene’, cosa significa ‘va tutto bene’? Va tutto bene quando la persona è morta...”
Da una parte c’erano mia sorella e mio cognato che non praticavano, e dall’altra mia madre, i cui pensieri retti non erano saldi: entrambe le parti si lamentavano del fatto che non l’avessi portata in ospedale quando era caduta. Ho cercato con tutte le mie forze di trattenere le lacrime mentre uscivo di casa. Ma non appena sono arrivata in strada mi sono messa a piangere.
Mi sentivo trattata ingiustamente, non perché mia sorella e mio cognato mi avessero incolpata. Loro non erano praticanti. Non riuscivo a tollerare il risentimento di mia madre. Non l’ho portata a fare una radiografia perché ho pensato che finché avesse agito in accordo con la Fa avrebbe superato questa tribolazione. Tuttavia, in quel momento ho trascurato la sua xinxing. Infatti, quando è successo l’incidente, lei stava già affrontando la caduta come una non praticante e pensava di essersi ferita.
Mia madre ha seguito alla lettera le indicazioni dei medici e ha fatto tutto quello che le hanno chiesto. Io ho potuto solo adempiere ai miei doveri di figlia. Siamo rimaste a casa di mia sorella per 45 giorni. A quel punto, il gesso al piede di mia madre è stato rimosso.
Questa esperienza mi ha fatto capire profondamente che, quando sorge un conflitto, è molto importante per gli amici praticanti mettere da parte tempestivamente i sentimenti legati ai rapporti personali e parlare con franchezza. Se, quando è caduta, mia madre mi avesse detto che voleva andare in ospedale a fare una radiografia per vedere come stavano i piedi e le gambe, mia sorella e mio cognato non avrebbero sviluppato un risentimento così forte nei confronti della Dafa. Per quanto mi riguarda, ho imposto la mia comprensione della Dafa su mia madre: non avevo ben chiaro se lei fosse disposta ad affrontare la tribolazione con pensieri retti e a superare la prova.
In effetti, avrei potuto intuire la forza dei suoi pensieri retti riguardo alla caduta dalle sue parole e dal suo comportamento. Ad esempio, subito dopo essere caduta ha detto: “Maestro, ti prego, aiutami. Come farò se non potrò più camminare?”. In quanto praticante della Dafa che stava soffrendo per una tribolazione, il suo primo pensiero non è stato: “Io sono una praticante e una caduta non comporterà alcun problema. Riuscirò sicuramente a camminare. Non posso rovinare l’immagine della Dafa. Devo convalidare la Fa!”
Al contrario, aveva paura di non riuscire a camminare ed era preoccupata per la propria perdita e guadagno. Ha anche domandato un asciugamano e dell’acqua calda. Si considerava già una non praticante, ma io ero ancora bloccato nel mio modo di pensare e credevo che avrebbe superato la prova con pensieri retti. Non ho pensato innanzitutto: “Perché mi è capitata questa situazione? In che modo ciò che è accaduto riflette il mio stato di coltivazione?”. Il mio giudizio errato ha portato a una serie di problemi.
È già straordinario che ogni praticante sia riuscito ad arrivare fino a questo punto grazie alla salda fede nel Maestro e nella Fa. Tuttavia, i praticanti possono ancora confondersi spesso quando si tratta di sbarazzarsi dai propri attaccamenti. Questo conflitto mi ha ricordata di essere gentile con gli amici praticanti; di fare tesoro della relazione predestinata che ci unisce; di muovere ogni passo con attenzione e costanza; e di credere che noi praticanti della Dafa formeremo un corpo indistruttibile e manifesteremo ulteriori poteri della Fa nel nostro percorso di coltivazione, mentre convalidiamo la Fa.
(Articolo selezionato per la conferenza della Fa in Cina 2026 su Minghui.org)
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