(Minghui.org) Dall’abolizione del sistema dei campi di lavoro, il Carcere femminile della provincia dell’Hebei è diventato uno dei principali luoghi di detenzione delle praticanti del Falun Gong condannate per la loro fede, dove continuano a subire le stesse torture volte a spezzare la loro volontà.
Le atrocità nella divisione 14
Costrette a recitare il regolamento carcerario e ad ammettere la propria colpa
Tutte le nuove detenute vengono inizialmente collocate nella divisione 14 e vi rimangono normalmente per circa due mesi, prima di essere trasferite in un’altra divisione. Le praticanti del Falun Gong, tuttavia, vengono normalmente trattenute lì per almeno tre mesi, o anche più di sei mesi. Qui sono tutte costrette a recitare il regolamento carcerario e a partecipare alle esercitazioni di marcia.
Solo le capogruppo hanno accesso all’acqua calda. Una capogruppo è una detenuta criminale, selezionata dalle autorità carcerarie per gestire le prigioniere. Le altre detenute non hanno accesso all’acqua calda, quindi devono lavarsi il viso, i capelli e il corpo usando solo quella fredda.
La divisione 14 si trova su un unico piano, per un totale di 16 celle. Ogni cella ospita 14 o 15 persone ed è gestita da due capigruppo, una principale e una secondaria. Queste piccole responsabili sorvegliano la recitazione delle regole carcerarie da parte delle altre detenute, e tutte devono essere in grado di recitarle. Una persona, che era davvero incapace di recitare le regole, è diventata così ansiosa da sbattere la testa contro il muro.
Quando qualcuna non è in grado di recitare le regole, la capogruppo le nega il cibo e le dà solo un panino al vapore, senza permetterle di mangiare nient’altro. Alla persona non sarà inoltre permesso usare il telefono e sarà costretta a restare a lungo in posizione eretta, come forma di punizione, oppure a pulire il corridoio, che misura alcune decine di metri quadri. Chiunque non sia in grado di recitare le regole della prigione, viene costretta dalla capogruppo a pulire i corridoi e la sala, e talvolta obbligata a pulirli ripetutamente.
Una delle regole della prigione recita: “Non praticare esercizi dannosi. Le sette danneggiano sia se stesse che le altre”, il che mira a colpire le praticanti del Falun Gong, che sono costrette a recitarla.
Dopo l’ingresso in prigione, viene imposto alle detenute di compilare un modulo di ammissione, in cui viene chiesto loro se ammettono o meno i propri reati. Se non li ammettono, viene tutto annotato sul modulo; in seguito, la capogruppo e la responsabile della trasformazione delle praticanti cercheranno la persona e le chiederanno ripetutamente di ammettere la colpa, esercitando su di lei un’enorme pressione psicologica.
La divisione dispone di un modello per una dichiarazione di colpevolezza e pentimento. Dopo aver ammesso la propria colpevolezza, la persona deve firmare la dichiarazione e apporre la propria impronta digitale. Ma non finisce qui, poiché alle praticanti del Falun Gong sono riservate ulteriori persecuzioni.
Costrette a studiare materiale diffamatorio sul Falun Gong e a rinnegare la propria fede
Coloro che ammettono i propri crimini, vengono trasferite nella cosiddetta “cella di studio”, dove durante il giorno le praticanti del Falun Gong sono costrette a guardare e ascoltare materiale diffamatorio sul loro credo, per poi tornare nelle loro celle di notte.
Dopo essere state trasformate, le praticanti sono costrette a recitare il materiale e anche a superare una valutazione. Le autorità carcerarie pongono numerose domande, per verificare se la persona sia stata realmente trasformata o stia semplicemente fingendo. Se la praticante non supera la valutazione, dovrà sottoporsi a una seconda valutazione ancora più ardua, durante la quale le verranno poste molte più domande.
Ogni reparto carcerario è presidiato da più di una dozzina di guardie. Alcune, nell’officina, sorvegliano il lavoro forzato, mentre l’istruttore è responsabile del cosiddetto “lavoro di trasformazione”.
Le praticanti del Falun Gong costrette a trasformarsi sono inoltre obbligate a firmare una serie di documenti: dichiarazione di pentimento e di colpevolezza, dichiarazione di rottura con il proprio credo, dichiarazione di garanzia e dichiarazione di critica e denuncia del proprio credo.
Dopo essere stata costretta a rinunciare alla propria fede, ogni singola praticante è obbligata a essere ripresa in un video, mentre recita la propria dichiarazione di pentimento e di colpa. In seguito, viene costretta a guardare ogni giorno il video di trasformazione, senza eccezioni. Dopo aver visto il video, è costretta a leggere libri che diffamano il Falun Gong e ogni giorno deve scrivere un resoconto dei pensieri. Questo regime continua fino a quando la praticante non viene trasferita in un’altra divisione.
Se una praticante si rifiuta di trasformarsi, le autorità carcerarie non le permettono di acquistare nulla, né di telefonare ai propri familiari. Alcune di loro vengono trasferite alla divisione 13. Una praticante è stata perseguitata al punto da non riuscire più a camminare. Dopo che i suoi familiari ne sono venuti a conoscenza, hanno incaricato un avvocato di contattare la prigione. Dopo che il legale si è recato in carcere due volte, le torture sono diventate meno intense.
Un’altra praticante, appena entrata in carcere e a cui restavano solo quattro mesi da scontare, si è rifiutata di indossare il cartellino di identificazione delle detenute. La capogruppo del carcere le ha cucito diversi cartellini su tutti i vestiti. Un’altra praticante si è rifiutata di indossare il cartellino e la capogruppo le ha dato uno schiaffo in faccia e sulla bocca con la suola di una scarpa, lasciandole il viso estremamente gonfio.
La persecuzione nelle altre divisioni
Dopo aver lasciato la divisione 14, coloro che hanno meno di 65 anni vengono mandate in officina, dove lavorano ogni giorno dalle 6:00 fino alle 20:00 o alle 21:00. Mangiano in officina, ma sono loro concessi solo pochi minuti per ogni pasto. I guadagni, derivanti dal lavoro, vengono per lo più confiscati dalle autorità carcerarie. Si dice che alcune lavoratrici ricevano 100 o 200 yuan (circa 14 o 27 euro) al mese, mentre altre ne ricevano 300 o 400 (circa 41 o 54 euro). Alcune non ricevono alcuna retribuzione e vengono invece punite. Per lo stesso carico di lavoro, in una normale occupazione nella società, una persona guadagnerebbe in genere dai 4.000 (circa 540 euro) ai 5.000 yuan (circa 670 euro) al mese.
I cartellini identificativi indossati dalle detenute determinano il valore dei beni che possono acquistare nel supermercato della prigione. Quelle di primo livello possono acquistare articoli per un valore di 400 yuan o più, mentre quelle di secondo livello sono limitate a poco più di 280 yuan (circa 40 euro). Alle praticanti del Falun Gong che non si sono trasformate non è permesso acquistare nulla. Se si sono trasformate, mentre si trovavano nella divisione 14, possono acquistare articoli per un valore di un paio di dozzine di yuan (circa 4 euro). Il denaro a disposizione viene solitamente depositato dai familiari o proviene dai magri guadagni derivanti dal lavoro forzato.
La maggior parte delle persone di età superiore ai 65 anni viene collocata nella divisione 17, riservata alle detenute anziane, inferme, malate e disabili. Alle persone di questa divisione non viene normalmente richiesto di recarsi in officina, ma occasionalmente possono svolgere qualche lavoro leggero. In questa fase, è concessa loro l’acqua calda e a ciascuna ne viene fornito un thermos pieno.
La divisione 17 ha tre piani, con 14 celle per piano. Su ogni piano sono stipate più di 100 persone, quindi in totale ce ne sono detenute circa 300. Le praticanti del Falun Gong sono distribuite tra le diverse celle, e ognuna è sorvegliata da una capogruppo.
Ogni giorno, le persone si alzano intorno alle 5:40, si lavano, riordinano lo spazio in cui vivono e fanno colazione. Alle 8:30 iniziano a guardare diversi programmi televisivi. A volte sono costrette a guardare programmi di trasformazione, per giorni e giorni. Il mercoledì, devono guardare contenuti relativi alle carceri. A volte, per mesi interi, le detenute sono costrette a recitare i regolamenti relativi alla gestione carceraria. Devono recitare i regolamenti ogni giorno e superare alcune valutazioni. Tutto ciò è supervisionato dalle capigruppo, dalle guardie carcerarie e persino dagli ispettori dell’ufficio amministrativo penitenziario.
Nella divisione sono installate telecamere ad alta definizione e, se qualcuna viene sorpresa a parlare, viene richiamata all’ordine dalle guardie.
(Questo articolo si basa su interviste a praticanti del Falun Gong, che sono state detenute nel Carcere femminile della provincia dell’Hebei).
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