(Minghui.org) La signora Cheng Yurong, di 77 anni residente a Dalian nella provincia del Liaoning, è stata recentemente condannata a tre anni e due mesi di prigione per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.
Il 2 settembre dell’anno scorso la signora Cheng è stata arrestata, dopo essere stata denunciata dal proprietario di un'auto per aver lasciato del materiale informativo sul Falun Gong sulla sua vettura. Quel pomeriggio la polizia ha fatto irruzione nella sua abitazione e l'ha condotta al Centro di detenzione della città di Dalian, nel distretto di Ganjingzi.
Il 4 gennaio scorso il suo caso è stato registrato presso il Tribunale distrettuale di Ganjingzi. Il giudice, Li Su, ha nominato un legale per difendere la signora Cheng, anche se lei aveva già il proprio avvocato.
Il 30 gennaio scorso l'avvocato d'ufficio ha fatto visita alla signora Cheng nel centro di detenzione, per comunicarle che il processo si sarebbe tenuto il 4 febbraio, in modalità virtuale.
La mattina del 4 febbraio l'avvocato della signora Cheng si è recato al centro di detenzione, ma non era in corso alcun processo. Ha chiamato il tribunale e gli è stato detto che il caso era “in fase di elaborazione”.
Alle 13:00 di quel pomeriggio, il giudice Li ha tenuto un'udienza virtuale sul caso della signora Cheng. Non è chiaro se a quell'ora il suo avvocato avesse già lasciato il centro di detenzione, perdendo l'udienza.
La signora Cheng ha testimoniato in propria difesa e ha spiegato come il Falun Gong l'abbia aiutata a riprendersi da due interventi chirurgici e da altre malattie. Ha sottolineato che nessuna legge in Cina criminalizza il Falun Gong e che il fatto di aver lasciato materiale informativo su quell'auto non ha causato alcun danno, né al veicolo, né al suo proprietario.
Il giudice Li ha ordinato al centro di detenzione di spegnere il microfono della signora Cheng, per impedirle di parlare del Falun Gong.
L'avvocato d'ufficio non ha difeso la signora Cheng, ma ha semplicemente chiesto una pena più lieve, data la sua età avanzata. L'udienza virtuale si è conclusa in un'ora.
Il 31 marzo scorso i familiari della signora Cheng hanno ricevuto una copia della sentenza, in cui si affermava che era stata condannata a tre anni e due mesi, oltre a una multa di 20.000 yuan (circa 2.510 euro). Si stanno preparando a presentare ricorso.
Prima dell'ultima persecuzione, la signora Cheng era stata arrestata il 12 novembre 2018, nel corso di un'operazione di polizia. Il 16 maggio 2019 era stata condannata a quattro anni di prigione e, il 22 ottobre 2019, trasferita nel Carcere femminile della provincia del Liaoning.
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