(Minghui.org) Li Chunhua, una donna disabile di 61 anni residente nella città di Qiqihar, nella provincia dell’Heilongjiang, è stata rinchiusa nel Carcere femminile della provincia dell’Heilongjiang, per scontare una pena di quattro anni e mezzo, secondo quanto appreso di recente dal sito Minghui.

La signora Li, nata nel maggio del 1964, è stata arrestata il 25 ottobre dello scorso anno per aver presentato denuncia contro gli agenti di polizia che l'avevano torturata durante una precedente detenzione, tra il 21 agosto e l'8 settembre, per aver scritto informazioni sul Falun Gong in luoghi pubblici.

Il Falun Gong è una pratica per il benessere della mente e del corpo perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio del 1999.

In seguito al suo ultimo arresto, la polizia l'ha minacciata di mandarla direttamente in carcere senza processo; quando era detenuta in un centro di cui non è noto il nome, la signora Li si è rifiutata di indossare l'uniforme ed è stata sottoposta a vari tipi di abuso, tra cui essere ammanettata e incatenata, nonché appesa. Ha iniziato uno sciopero della fame per protesta, è diventata emaciata ed è stata portata d'urgenza all'ospedale n° 39 di Qiqihar per la rianimazione. Le guardie del centro di detenzione in ospedale le tenevano le mani ammanettate al letto, non le permettevano di usare il bagno e la costringevano a indossare un pannolino.

L'8 dicembre, un tribunale locale ha tenuto un'udienza sul caso della donna, condannandola a quattro anni e mezzo di reclusione. Non è chiaro quando sia stata trasferita in carcere.

Dettagli dell'arresto dell'agosto del 2025

La signora Li era già stata arrestata il 21 agosto dello scorso anno per aver scritto informazioni sul Falun Gong in luoghi pubblici. Gli agenti Li Hongyu, Qu Yongpeng e Yang Zhongyu l'avevano interrogata nel seminterrato della Stazione di polizia di Wulong immobilizzandola su una sedia di ferro per oltre 30 ore. Anni prima, durante le persecuzioni subite per la pratica del Falun Gong, aveva riportato una frattura alla colonna lombare e la prolungata posizione seduta aveva aggravato la lesione alla parte bassa della schiena. Durante l'interrogatorio era svenuta, il capo dell'Ufficio di sicurezza interna di Longsha le aveva versato acqua sulle orecchie e sui vestiti e le aveva soffiato aria sul viso.

La praticante è stata condotta al Centro di detenzione di Qiqihar la sera del 22 agosto. L'agente Li ha detto al medico, incaricato di visitare tutte le nuove detenute, che la donna era in ottima salute e non c’era bisogno di visitata.

Yang, il direttore del Centro di detenzione di Qiqihar, ha anche detto al medico: "Siamo buoni amici, non c'è bisogno di farle la visita medica". È stata portata nella cella 211 e ha avuto difficoltà ad addormentarsi a causa del dolore.

Il 29 agosto, la polizia ha ordinato a due detenute, anch'esse ammanettate, di trascinare la signora Li su e giù per le scale per un ulteriore interrogatorio. Poiché i polsi erano doloranti a causa delle manette, l’hanno tirata su e giù con forza, provocandole una lesione ai muscoli della spalla sinistra e del torace. Il dolore alle costole di sinistra era così intenso che non riusciva a stare in piedi, per cui l’hanno fatta sedere su una sedia a rotelle. Pensava che l'avrebbero interrogata, invece l’hanno portata in una stanza per fotografarla, ma lei si è rifiutat di farsi fotografare, così l’hanno riportata in cella.

Quando il medico del centro di detenzione ha visitato la signora Li, le ha infilzato gambe e piante dei piedi con un punteruolo, e ha constatato che non aveva sensibilità. Il medico ha poi detto alla polizia: "È disabile".

Per le due settimane successive, la signora Li è rimasta a letto. Il dolore la teneva sveglia di notte, si sentiva debole, aveva un ronzio nelle orecchie e gli occhi iniettati di sangue; i suoi organi stavano cedendo e l'addome era infossato, non riusciva a trattenere il cibo e vomitava tutto ciò che mangiava. Il suo vomito era di un verde scuro, sentiva bruciore al petto ed era molto assetata. Desiderava ardentemente acqua ghiacciata; incapace di camminare da sola, doveva essere portata in bagno al bisogno.

La donna ha chiesto di poter sporgere denuncia contro la polizia, ma la guardia Song Wei, fermandosi davanti alla sua cella, le ha detto: "Vuoi scrivere la denuncia? Perché non ti alzi dal letto e la scrivi tu stessa?".

La signora Li si è trascinata a fatica fino al bordo del letto ed è rotolata sul pavimento. Ha chiesto quindi alla guardia Song di spostarla su una sedia a rotelle per poter scrivere la denuncia, ma questa si è rifiutata, così le detenute hanno riportato la donna a letto.

L'8 settembre, la polizia ha portato la signora Li all'Ospedale n° 39 di Qiqihar, dove le è stata effettuata una risonanza magnetica alla parte bassa della schiena e un elettrocardiogramma. L'ha poi rilasciata su cauzione dopo aver estorto 20.000 yuan (circa 2.490 euro) alla sua famiglia, ed è stata accompagnata a casa da un parente.

A metà settembre, la signora Li ha presentato denuncia penale presso la Procuradi Qiqihar contro la polizia e le guardie del centro di detenzione per averla torturata. Per rappresaglia, la polizia l'ha arrestata nuovamente il 25 ottobre e l'ha condannata a quattro anni e mezzo di reclusione.

Le prime persecuzioni

La signora Li lavorava presso l'Ufficio culturale del distretto di Jianhua, era una fotografa pluripremiata, autrice e insegnante d'arte. Dopo che il Partito Comunista Cinese ordinò la persecuzione del Falun Gong nel 1999, fu ripetutamente presa di mira per aver difeso la sua fede; nel 1999 suo marito divorziò da lei e fu condannata a un anno di lavori forzati in un campo di prigionia. La sua pena fu prolungata di 10 mesi e fu rilasciata solo nell'agosto del 2001. Durante la detenzione fu picchiata, privata del sonno, tenuta in cella d’isolamento e appesa per i polsi. Fu anche costretta a svolgere lavori forzati come la produzione di pesticidi, senza alcuna protezione.

Quando la polizia tentò di arrestare nuovamente la signora Li il 22 ottobre del 2001, lei cadde dal quarto piano di un edificio mentre cercava di fuggire. Riportò fratture alla colonna vertebrale e alle costole. A causa delle continue vessazioni, fu costretta a vivere lontano da casa da dicembre del 2001, per poi essere arrestata di nuovo il 24 maggio del 2003. La polizia la picchiò e la sottopose a scariche con manganelli elettrici per ore. Temendo che potesse morire in custodia, la abbandonarono in un campo.

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