(Minghui.org) La persecuzione del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese (PCC) è in atto ormai da 27 anni. Molte persone ancora non riescono a capire perché il PCC, un regime totalitario, cerchi di reprimere un sistema di meditazione pacifico.

Questo articolo riassume gli eventi chiave e spiega il contesto della persecuzione, prima del suo inizio ufficiale nel luglio 1999. In Cina, un Paese con un'antica civiltà che valorizzava la gentilezza e la spiritualità, ci sono state continue battaglie tra il popolo e il PCC ateo, da quando il regime ha preso il potere nel 1949.

Per reprimere la libertà intellettuale e l’antica cultura tradizionale, il PCC lanciò la Campagna anti-destra (dal 1957 al 1959) e la Rivoluzione culturale (dal 1966 al 1976). Il movimento democratico guidato dagli studenti fu preso di mira durante il Massacro di Tiananmen, nel 1989.

Questo non solo ha reciso i legami del popolo cinese con la propria cultura tradizionale e le proprie credenze spirituali, ma ha anche imposto alle persone pesanti limitazioni della libertà.

1. Il qigong diventa popolare

Dopo una serie di catastrofi intellettuali e culturali, l’attenzione della gente si focalizzò sui sistemi di qigong. Radicato nella medicina cinese e senza rappresentare una minaccia per il PCC, negli anni ’80 il qigong diventatò popolare, nonostante il difficile clima politico in Cina.

Tuttavia, ciò non significa necessariamente che il PCC abbia chiuso un occhio nei confronti del qigong. Temendo di perdere il potere attraverso una “evoluzione pacifica”, dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica nel 1991, e del Blocco orientale (1989-1990) il PCC istituì un gruppo di lavoro di nove persone, per monitorare il qigong. I nove funzionari di alto rango di cui era composto provenivano dalla Commissione statale per lo sport, dalla Commissione statale per la scienza e la tecnologia, dal Ministero della salute, dal Ministero della sicurezza di Stato, dal Dipartimento di propaganda del Comitato centrale, dal Ministero delle finanze, dal Ministero di pubblica sicurezza, dal Dipartimento di collegamento del Dipartimento politico generale e dal Quartier generale della polizia armata.

Questo sistema completo ha permesso al PCC di raccogliere informazioni sui sistemi di qigong, e di controllarne le interazioni con il pubblico.

2. Benefici per la salute: un'indagine

Il Falun Gong è stato presentato al pubblico nel mese di maggio 1992. I praticanti, dopo aver iniziato a eseguire le cinque serie di esercizi e a vivere secondo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza, hanno riscontrato notevoli miglioramenti fisici e mentali.

La crescente popolarità del Falun Gong e il numero sempre maggiore di praticanti attirarono l’attenzione del PCC. Nel 1994 agenti di polizia locali furono inviati sotto copertura, per infiltrarsi tra i praticanti del Falun Gong, ma non riscontrarono nulla di anomalo.

Alla fine del 1994 il signor Li Hongzhi, fondatore del Falun Gong, smise di insegnare la pratica in Cina.

3. Numero crescente di praticanti del Falun Gong

Poiché i suoi insegnamenti sono in linea con i valori morali tradizionali e il popolo cinese si atteneva a tali principi già prima che il PCC prendesse il potere, il Falun Gong ha continuato a guadagnare terreno. Nel 1996 il numero di praticanti superava quello di coloro che seguivano altre forme di qigong.

Il Falun Gong non aveva elenchi ufficiali dei membri e i praticanti erano liberi di andare e venire, così il loro numero esatto rimaneva sconosciuto. Tuttavia, nel 1996 milioni di persone lo praticavano. Tra loro c'erano molti funzionari del PCC e del governo, soprattutto alti funzionari in pensione.

Jiang Zemin, salito alla guida del PCC dopo il massacro di Piazza Tiananmen, temeva di perdere il controllo sulla popolazione. Rendendosi conto che il Falun Gong era apolitico e non godeva del suo favore, Jiang provava gelosia per l’immensa influenza di questa pratica e del suo fondatore. Tutto questo portò, direttamente e indirettamente, all’incidente del Guangming Daily nel 1996.

4. L’incidente del Guangming Daily

Rivediamo la politica dei Tre no del PCC, riguardo ai sistemi di qigong. Il 13 maggio 1982 Hu Yaobang, allora ministro del Dipartimento di propaganda del Comitato centrale del PCC e, in seguito, segretario generale del Comitato centrale del PCC, ordinò al Dipartimento di propaganda, di emanare la politica dei Tre no sul qigong e sulle questioni correlate (come le capacità soprannaturali), ovvero: “Nessuna pubblicità, nessuna critica e nessuna discussione”.

Nel mese di marzo 1982 l’alto funzionario del PCC, Zhang Zhenhuan, organizzò un evento in cui venivano mostrate abilità soprannaturali. Vi parteciparono Wu Shaozu, allora vicedirettore di un ufficio della Commissione per la scienza, la tecnologia e l’Industria per la difesa nazionale (poi promosso a commissario politico della Commissione). In seguito, Shaozu scrisse una lettera al Segretario generale Hu Yaobang, che includeva quanto segue:

“Nel corso della storia dello sviluppo scientifico, quando Copernico propose la teoria eliocentrica, Galileo sostenne la rotazione terrestre, Einstein avanzò la teoria della relatività e Thomas Hunt Morgan formulò la teoria dei geni, tutti questi scienziati furono oggetto di aspre critiche da parte delle forze secolari. Alcuni sostenitori delle nuove teorie persero addirittura la vita, come Giordano Bruno. L’Unione Sovietica etichettò ufficialmente la teoria della genetica come ‘pseudoscienza dell’idealismo borghese’, ma i fatti hanno dimostrato che era la loro teoria del lisenkoismo ad essere pseudoscientifica”.

“Dagli esempi sopra riportati, possiamo constatare che i fenomeni che le antiche teorie non riescono a spiegare sono spesso precursori di progressi scientifici. Una volta scoperti ed elevati a teoria scientifica, assumono un significato incontestabile e un valore pratico di enorme importanza...”.

Anche tre alti funzionari iniziarono a sostenere il qigong. Uno di loro era Wu, laureato in fisica nucleare teorica all’Università di Tsinghua, e all’epoca commissario politico della Commissione per la scienza, la tecnologia e l’Industria per la difesa nazionale. Il secondo era Teng Teng, chimico nucleare cinese, ex presidente dell’Università di scienza e tecnologia della Cina, viceministro del Dipartimento centrale di propaganda e vicepresidente dell’Accademia cinese delle scienze. Il terzo era Jia Chunwang, laureato presso il Dipartimento di fisica ingegneristica dell’Università di Tsinghua, specializzato in fisica nucleare sperimentale e allora ministro e segretario del Partito del Ministero della sicurezza di Stato. Questi tre funzionari, provenienti da importanti dipartimenti governativi, scrissero ai leader di livello superiore, spiegando il significato scientifico delle capacità paranormali e offrendosi volontari per occuparsi della ricerca su tali capacità e delle relative politiche e gestione. La lettera fu approvata dai funzionari competenti, così nel 1985 fu istituito il Gruppo di tre persone per le scienze umane in Cina.

Cionostante, il PCC decise comunque di prendere di mira il Falun Gong. Nel 1996 Xu Guangchun, viceministro del Dipartimento di propaganda del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese, convocò una riunione dei caporedattori dei 10 principali quotidiani nazionali, al fine di accrescere la propria influenza politica. In seguito, ha ordinato al Guangming Daily di pubblicare un articolo diffamatorio sul Falun Gong e che anche altri giornali lo riportassero.

Allo stesso modo, il 24 luglio 1996 l’Amministrazione statale per la stampa e le pubblicazioni ha emesso un documento interno, indirizzato agli uffici stampa e pubblicazioni di tutte le province e città del Paese, vietando la pubblicazione e la distribuzione dei libri del Falun Gong, come lo Zhuan Falun e il Falun Gong (più di 10 anni dopo l'inizio della persecuzione ufficiale nel 1999, l'Ordinanza nº 50 del marzo 2011 dell'Amministrazione statale per la stampa e le pubblicazioni ha abrogato il divieto di pubblicazione dei testi del Falun Gong in Cina, ma la repressione è comunque continuata).

Inizialmente Xu intendeva etichettare il Falun Gong come una “setta”. Tuttavia, dopo che il “Guangming Daily” aveva pubblicato un articolo diffamatorio sul Falun Gong, le agenzie governative competenti ricevettero centinaia di migliaia di lettere da parte dei cittadini che chiarivano i fatti relativi al Falun Gong. Di conseguenza, l’ulteriore repressione del Falun Gong è stata temporaneamente sospesa (il 2 giugno 2014 il Legal Evening News del PCC ha ribadito pubblicamente il documento nº 39 del 2000 del Ministero di Pubblica Sicurezza, affermando ancora una volta esplicitamente che il Falun Gong non è una setta, ma la repressione non si è fermata).

5. Due indagini segrete nel 1997

Nei mesi di gennaio e luglio 1997, il Ministero di pubblica sicurezza, controllato da Luo Gan, seguace di Jiang Zemin, condusse due indagini a livello nazionale sul Falun Gong, con l’intento di etichettarlo come “setta”. Tuttavia, dopo indagini approfondite, gli uffici di pubblica sicurezza in tutta la Cina riferirono: “Non sono stati riscontrati problemi”.

Nonostante la mancanza di prove, nel 1998 il primo Ufficio del Ministero di pubblica sicurezza ha emesso la Circolare nº 555, “Circolare sulla conduzione di un’indagine sul Falun Gong”, che etichettava il Falun Gong come “setta”. In Cina, l’uso dei media per diffamare una persona o un gruppo è il preludio di campagne politiche a livello nazionale.

6. L’incidente alla televisione di Pechino del 1998

He Zuoxiu, un accademico dell’Accademia cinese delle scienze, che aveva contribuito alla stesura della propaganda del PCC, iniziò ad attaccare il Falun Gong. Egli affermava che “lo sviluppo della meccanica quantistica dimostra che la teoria delle ‘Tre rappresentanze’ di Jiang Zemin costituisce il criterio fondamentale per valutare l’innovazione scientifica e tecnologica”.

He Zuoxiu, cognato di Luo, nel maggio 1998 diffamò deliberatamente il Falun Gong nel programma “Beijing Express” della televisione di Pechino. Molti praticanti si recarono alla stazione televisiva per condividere le loro esperienze personali e chiarire i fatti. Dopo aver compreso la situazione, il personale apportò le dovute correzioni.

7. A He Zuoxiu è stato vietato di diffondere calunnie sui media di Pechino

La provocazione di He Zuoxiu scontentò l’allora vice sindaco di Pechino, che gli ordinò di astenersi dal fare commenti diffamatori sui media della capitale cinese. Poiché era stato bandito da Pechino, nell’aprile 1999 si trasferì a Tianjin, dove pubblicò l’articolo diffamatorio descritto di seguito.

8. Il Ministero di pubblica sicurezza crea di nuovo scompiglio

Il 21 luglio 1998 il primo Ufficio del Ministero di pubblica sicurezza emise una “Circolare”, indirizzata ai dipartimenti di pubblica sicurezza di tutta la Cina. Ciò spinse la polizia locale a disperdere con la forza i praticanti del Falun Gong. Gli agenti effettuarono perquisizioni illegali, fecero irruzione nelle abitazioni private e confiscarono beni personali. Questo è accaduto nello Xinjiang, nell’Heilongjiang, nell’Hebei, nel Fujian e in altri luoghi.

9. Rapporto investigativo

In risposta alle vessazioni, i praticanti del Falun Gong scrissero lettere ai capi delle stazioni di polizia, per spiegare perché fossero sbagliate. Nella seconda metà del 1998, un gruppo di alti funzionari in pensione del Congresso nazionale del popolo, guidato da Qiao Shi, condusse un'indagine e uno studio approfonditi sul Falun Gong. Conclusero che: “Il Falun Gong è del tutto benefico per il Paese e per il popolo”. Alla fine dell'anno, presentarono un rapporto d'indagine al Politburo guidato da Jiang Zemin.

Dopo aver esaminato il rapporto, i membri del Politburo si dichiararono soddisfatti. L’allora premier Zhu Rongji emanò una direttiva che, in sostanza, stabiliva che i praticanti del Falun Gong non dovessero essere disturbati. La direttiva si basava su interessi economici e governativi: se una pratica poteva far risparmiare alla Cina una somma considerevole in costi sanitari e contribuire al mantenimento dell’ordine sociale, il governo avrebbe dovuto sostenerla (fu solo quando i praticanti del Falun Gong parteciparono all’appello del 25 aprile 1999, che vennero a conoscenza della suddetta istruzione del premier Zhu Rongji, emanata alla fine del 1998).

Jiang Zemin non fu soddisfatto e consegnò il rapporto a Luo Gan. Questo evento scatenò, direttamente o indirettamente, l’incidente di Tianjin del 1999.

10. L’incidente di Tianjin del 1999

Con il sostegno di Luo Gan, He Zuoxiu ignorò l’ordine del premier Zhu Rongji e, l’11 aprile 1999 pubblicò un altro articolo diffamatorio sul Falun Gong sulla rivista Youth Science and Technology Expo dell’Istituto di istruzione di Tianjin. Senza alcun fondamento, affermò che il Falun Gong nuoce alla società.

Confidando nel governo e ritenendo che i funzionari dovessero conoscere i fatti, dal 18 al 24 aprile 1999 alcuni praticanti del Falun Gong si recarono all’Istituto di istruzione di Tianjin e ad altre istituzioni correlate, per chiarire la situazione. Il 23 e il 24 aprile l’Ufficio di pubblica sicurezza di Tianjin inviò una squadra antisommossa a picchiare i praticanti. Molti di loro restarono feriti e 45 praticanti furono arrestati.

Quando i praticanti del Falun Gong chiesero il rilascio degli amici arrestati, i funzionari del governo municipale di Tianjin li informarono che, a causa dell'intervento del Ministero di pubblica sicurezza, i praticanti arrestati non sarebbero stati rilasciati senza le autorizzazioni delle autorità di Pechino. La polizia di Tianjin disse ai praticanti: “Andate a Pechino! Solo andando a Pechino il problema potrà essere risolto”.

Seguendo il loro consiglio, i praticanti si recarono a Pechino e, il 25 aprile 1999, parteciparono a un appello pacifico. Tre mesi dopo, Jiang Zemin diede inizio alla persecuzione a livello nazionale, che continua ancora oggi.

C'è un vecchio detto: “Se vuoi trovare un difetto, puoi sempre trovare una scusa”. Duemila anni fa, Nerone incastrò i cristiani, calunniandoli; Hitler prese di mira gli ebrei, diffamandoli. Il PCC ha mantenuto il controllo sulla Cina per decenni, attraverso le sue campagne politiche, e non esiterà a schiacciare qualsiasi gruppo che consideri una minaccia al suo regime totalitario: il Falun Gong non fa eccezione.

Nonostante questa persecuzione che dura ormai da 27 anni, durante la quale i praticanti del Falun Gong sono stati torturati, uccisi e sottoposti al prelievo forzato di organi, essi hanno continuato a sostenere la propria fede. Continuano a denunciare alla gente la minaccia che il PCC rappresenta per tutta l'umanità.

Poiché il PCC esporta la persecuzione all'estero, avvalendosi di alcuni media occidentali, del sistema giuridico e facendo leva sull'economia, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche se questa repressione transnazionale non venisse arginata.