(Minghui.org) Minghui aveva già riferito del caso di Wang Yulan, di 78 anni della città di Kunming nella provincia dello Yunnan, che sta scontando una pena di due anni per la sua fede nel Falun Gong. Questo articolo fornisce nuove informazioni.
Il 6 giugno 2024 la signora Wang è stata arrestata e, il giorno successivo, è stata rilasciata su cauzione. Il 16 aprile dell’anno scorso è stata condannata a due anni di prigione e multata di 8.000 yuan (circa 1.000 euro). Il 16 giugno ha presentato ricorso al Tribunale intermedio della città di Kunming, ma senza successo.
A causa dell’ipertensione e di altre patologie di cui soffre, i familiari della signora Wang hanno chiesto di farle scontare la pena ai domiciliari. Sebbene non sia stata immediatamente riportata in custodia dopo il risultato del suo appello, il 15 marzo di quest’anno la polizia l’ha indotta con l’inganno a recarsi in ospedale per una visita medica. Dopo gli esami, è stata portata direttamente al Centro di detenzione della città di Kunming che, il giorno successivo, a sua volta l'ha ricoverata all'Ospedale Xinhua. Dopo un periodo di tempo non specificato in ospedale, la signora Wang è stata rinchiusa nel secondo Carcere femminile della provincia dello Yunnan. La sua pena dovrebbe terminare nel mese di marzo 2028.
Le nuove informazioni disponibili indicano inoltre che l’arresto della signora Wang è stato provocato da una lettera che, il 12 aprile 2024, lei aveva spedito dall’ufficio postale di via Chuanjin. La lettera era indirizzata al procuratore Su Jing della Procura distrettuale di Xishan. In passato, Jing aveva incriminato diversi praticanti locali del Falun Gong, e la signora Wang lo ha esortato a smettere di perseguire i cittadini rispettosi della legge.
Il Dipartimento di polizia della città di Kunming è venuto a conoscenza della lettera e ha stabilito che si trattava di un “materiale di propaganda” del Falun Gong. Ha fatto irruzione nell’abitazione della signora Wang e le ha confiscato i libri e il materiale informativo del Falun Gong. Yulan è stata quindi accusata di aver violato l’articolo 300 del codice penale, secondo cui chi si serve di un’organizzazione di culto per minare l’applicazione della legge dev’essere perseguito con il massimo rigore previsto dalla legge.
In qualità di organo legislativo della Cina, l’Assemblea nazionale del popolo non ha mai promulgato alcuna legge che criminalizzi il Falun Gong, né lo abbia mai definito una setta. Il pubblico ministero incaricato del caso ha citato come base giuridica un’interpretazione normativa dell’articolo 300 del codice penale, emanata nel mese di novembre 1999 dalla Corte Suprema del Popolo e dalla Procura Suprema del Popolo. L'interpretazione richiedeva che chiunque praticasse o promuovesse il Falun Gong, fosse perseguito nella misura massima possibile. La signora Wang ha sottolineato che il 1° febbraio 2017 è entrata in vigore una nuova interpretazione statutaria, che ha sostituito la versione del 1999. La nuova interpretazione non fa alcun riferimento al Falun Gong e sottolinea che qualsiasi accusa contro chiunque sia “coinvolto in una setta” deve basarsi su solidi fondamenti giuridici.
Il pubblico ministero ha inoltre citato, come base giuridica, due avvisi emessi dall’Amministrazione cinese della stampa e delle pubblicazioni nel luglio 1999, per vietare la pubblicazione di libri del Falun Gong. La signora Wang ha affermato che l’amministrazione nel 2011 ha emesso una revoca del divieto e che era pienamente legale per i praticanti possedere libri del Falun Gong. Pertanto, il materiale confiscato dalla sua abitazione non avrebbe mai dovuto essere utilizzato come prova ammissibile per condannarla.
Tra le prove presentate dall'accusa figuravano anche due circolari emanate dal Ministero della pubblica sicurezza cinese nel 2000 e nel 2005, che riportavano lo stesso titolo, ma numeri di documento diversi (Circolare nº 39 del 2000 e Circolare nº 39 del 2005). La circolare era intitolata “Circolare del Ministero della pubblica sicurezza, relativa all’identificazione e al divieto delle organizzazioni di culto”. La signora Wang ha sottolineato che le due circolari identificavano un totale di 14 organizzazioni di culto, nessuna delle quali era il Falun Gong.
Nel suo ricorso in appello, la signora Wang ha ribadito le argomentazioni di cui sopra, ma la Corte d’Appello della città di Kunming si è comunque espressa contro di lei.
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