(Minghui.org) Un cittadino originario della città di Jilin, nella provincia omonima, attualmente residente nella contea di Lingshui, nella provincia dell’Hainan, è stato arrestato il 19 gennaio di quest’anno a causa della sua fede nel Falun Gong.
Il signor Liu Yuhe, 55 anni, non è stato accettato nel centro di detenzione locale per motivi di salute. È stato rilasciato su cauzione previo versamento una cauzione di 1.000 yuan (circa 125 euro). Alla fine di marzo, l’agente di polizia Song (cognome) l’ha contattato e gli ha ordinato di presentarsi presso Dipartimento di polizia della contea di Lingshui il 6 aprile. Song gli ha inoltre comunicato che il suo fascicolo era stato trasmesso alla procura locale.
Da quando il Partito Comunista Cinese ha avviato la persecuzione contro il Falun Gong nel 1999, il signor Liu è stato ripetutamente preso di mira per aver sostenuo la sua fede. Quando risiedeva ancora nella provincia dello Jilin, nel 2005 è stato condannato a un periodo di lavoro forzato e nel 2007 è stato condannato a otto anni di reclusione. Durante la detenzione ha subito brutali torture ed è riuscito, a stento, a sopravvivere.
Il decesso della madre
Nel novembre 2003 un gruppo di agenti ha fatto irruzione a casa di Yuhe e l’ha condotto alla Stazione di polizia di Sunjiatun. L’agente Dong Jianjun l’ha colpito all’occhio sinistro, facendogli perdere immediatamente conoscenza. Dopo aver ripreso i sensi, è stato trasferito al Dipartimento di polizia della città di Huadian. L’occhio sinistro risultava gravemente gonfio e iniettato di sangue. Ha avuto inoltre un attacco cardiaco. Temendo che potesse morire all’interno del dipartimento, gli agenti l’hanno portato in ospedale.
Mentre il signor Liu riceveva le cure mediche, la polizia si è recata presso la sua abitazione e ha imposto alla madre di consegnarle 3.000 yuan (circa 370 euro) per coprire le spese ospedaliere. La notizia dell’attacco cardiaco del figlio è stato un duro colpo per l’anziana donna, che, a sua volta, ha avuto un attacco cardiaco che, subito dopo, le ha provocato il decesso.
Dopo tre giorni di ricovero, Yuhe è stato trasferito al Campo di lavoro forzato di Yinmahe. A causa delle sue condizioni cardiache, le guardie si sono rifiutate di accettarlo. È stato rilasciato e, con grande dolore, ha appreso della morte di sua madre.
Torture nel campo di lavoro
Nel giugno 2005 Yuhe è stato nuovamente arrestato. La polizia l’ha interrogato e minacciato di sottoporlo a torture, dicendogli: “Se ti torturiamo a morte, getteremo il tuo corpo dalla finestra e redigeremo un rapporto sostenendo che ti sei suicidato saltando nel vuoto”.
La polizia ha immobilizzato il signor Liu su una sedia di ferro e l’ha ammanettato dietro la schiena (come mostrato nell’immagine sottostante). Gli agenti gli hanno anche infilato uno straccio in bocca e l’hanno sottoposto ad alimentazione forzata con acqua e peperoncino piccante; è mancato poco che rimanesse soffocato.
Dopo alcune ore di torture, l’hanno trasferito in un centro di detenzione. Pochi giorni dopo è stato trasferito al Campo di lavoro forzato di Yinmahe per scontare una pena per periodo non specificato. Le guardie l’hanno costretto a rimanere seduto per lunghi periodi su un piccolo sgabello senza muoversi. L’hanno picchiato, appeso per i polsi e costretto a svolgere lavori pesanti per molte ore. Ha avuto un attacco cardiaco ed è stato portato in ospedale per essere rianimato. Nonostante la raccomandazione del medico di ricoverarlo, le guardie hanno insistito per riportarlo al campo di lavoro, dove l’hanno immobilizzato su un letto e continuato a picchiarlo. Non è stato più in grado di camminare per il resto della pena.
Illustrazione della tortura: ammanettato dietro la schiena
Condannato a otto anni
Il signor Liu è stato arrestato nuovamente il 12 febbraio 2007. È rimasto immobilizzato su una sedia di ferro per tutta la notte presso la stazione di polizia e il giorno seguente è stato trasferito al Centro di detenzione della città di Jilin.
Il Tribunale del distretto di Chuanying, il 10 luglio 2007, ha condannato Yuhe a otto anni. Il 13 novembre dello stesso anno è stato ammesso alla Prigione della provincia dello Jilin. Le guardie gli hanno teso gli arti e glieli hanno legati nella posizione dell’aquila aperta. Le mani sono rimaste lesionate e tuttora presentano intorpidimento.
Illustrazione della tortura: legato nella posizione dell’aquila aperta
Al signor Liu, mentre era ancora legato al letto, le guardie hanno anche negato l’uso del bagno e l’hanno costretto a sporcarsi addosso. Quando ha presentato reclamo le guardie hanno intensificato le torture.
Nell’aprile 2009 Yuhe è stato rinchiuso in una cella di isolamento. In segno di protesta ha iniziato uno sciopero della fame ed è stato sottoposto ad alimentazione forzata. È stato finalmente rilasciato nel 2015 e successivamente si è trasferito nella provincia dell’Hainan, dove per vivere dove ha svolto lavori occasionali.
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