(Minghui.org) Jia Fengxian, di 60 anni della città di Zhuozhou nella provincia dell’Hebei, è stata citata in giudizio dall’ufficio locale di previdenza sociale, dopo aver rifiutato di restituire 480.000 yuan (circa 61.990 euro) di indennità pensionistiche, che l’ente le aveva erogato. Tuttavia, poiché la donna ha scontato una pena detentiva di sette mesi per la sua fede nel Falun Gong, l’ente ha insistito affinché il denaro venga restituito.
La signora Jia, nata nel mese di settembre 1965, è andata in pensione dalla Sezione paesaggistica e riforestazione della città di Zhuozhou. Nel 1996 ha iniziato a praticare il Falun Gong, un’antica disciplina spirituale e di meditazione, alla quale attribuisce il merito di averla aiutata a guarire da numerosi disturbi: ipertensione, sindrome di Ménière, malattie cardiache, iperplasia ossea, insonnia, fibromi uterini ed ernia del disco lombare.
Poiché ha parlato alla gente della continua persecuzione del Falun Gong, perpetrata dal Partito Comunista Cinese, il 20 giugno 2016 la signora Jia è stata arrestata. Dopo essere stata rilasciata, Fengxian è stata costretta a vivere lontano da casa, per evitare ulteriori persecuzioni.
Il 22 agosto 2019 la signora Jia è stata nuovamente arrestata e, il 6 settembre dello stesso anno, è stata condannata a sette mesi di prigione.
A partire dallo scorso mese di febbraio, l’Ufficio di previdenza sociale della città di Zhuozhou le ha sospeso il pagamento della pensione, ordinandole di restituire i 480.000 yuan che aveva erogato.
L’Ufficio di previdenza sociale ha citato la Circolare nº 69, emanata nel 2012 dal Ministero delle risorse umane e della previdenza sociale, come base giuridica per la sospensione della pensione della signora Jia. In vigore dal 5 novembre 2012, la circolare prevede la riduzione o la sospensione della pensione, per i pensionati di enti governativi o imprese statali che siano stati sottoposti a sanzioni amministrative o penali.
L’ufficio di previdenza sociale ha sostenuto che, poiché la signora Jia è stata incarcerata per sette mesi, la sua pensione dovrebbe essere sospesa ai sensi della Circolare nº 69.
La signora Jia ha insistito sul fatto che la sua pensione sia frutto dei suoi anni di duro lavoro e si è rifiutata di restituire qualsiasi somma richiesta. Il 21 maggio scorso ha ricevuto una lettera dall’ufficio di previdenza sociale, che le ha intimato di restituire il denaro entro il 30 maggio. La lettera precisava che, in caso di contestazioni, avrebbe potuto presentare ricorso entro 60 giorni dalla data di ricezione della comunicazione, oppure intentare un’azione amministrativa presso un tribunale locale entro sei mesi. Quel pomeriggio ha ricevuto un’altra notifica dal Tribunale della città di Zhuozhou, in cui le è stato comunicato che avrebbe dovuto comparire in aula il 9 giugno, per il procedimento relativo alla sua pensione. L’ufficio di previdenza sociale l’aveva citata in giudizio, prima ancora che lei avesse avuto la possibilità di reagire.
Durante l’udienza del 9 giugno, l’avvocato ha difeso la signora Jia, ma quando lei stava per testimoniare è stata interrotta dal giudice. L’avvocato, che rappresentava l’ufficio di previdenza sociale, ha indicato che stavano procedendo al pignoramento di alcuni beni immobili della sua famiglia, per pagare il suo “debito” pensionistico. Non è chiaro se il giudice, dopo l’udienza abbia emesso una sentenza.
Copyright © 2024 Minghui.org. Tutti i diritti riservati.