(Minghui.org) Il signor Liu Wansheng ha trascorso gli ultimi cinque mesi della sua pena detentiva di sei anni entrando e uscendo dall’ospedale. Quando il mandato è terminato il 22 aprile scorso, le guardie carcerarie lo hanno rimandato a casa dall’ospedale e, una settimana dopo, è deceduto all’età di 71 anni.

Il signor Liu in gioventù

Il giorno in cui il signor Liu è stato rimandato a casa

La condanna al carcere del signor Liu è dovuta alla sua fede nel Falun Gong, una pratica per il benessere fisico e spirituale che viene perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio 1999. L’uomo, residente a Jinzhou nella provincia dell’Heilongjiang, ha scontato la maggior parte della pena nel carcere locale, tristemente noto per le torture inflitte ai praticanti del Falun Gong, specialmente nel 2023, dopo la nomina del nuovo direttore Shi Yuntao.

Su direttiva di Yuntao, il vicedirettore, Zu Xingzhen, ha promesso promozioni e ricompense in denaro fino a 10.000-20.000 yuan (circa 1.290-2.580 euro) a qualsiasi guardia che fosse riuscita a far rinnegare la fede a un praticante del Falun Gong. Ai praticanti risoluti sono state negate tutte le forme di comunicazione con le proprie famiglie e sono stati concessi loro solo 100 yuan (circa 13 euro) al mese, per l’acquisto di beni di prima necessità.

In prigione molti praticanti sono stati brutalmente torturati e alcuni sono deceduti. Prima della scomparsa del signor Liu, il 4 luglio dell’anno scorso il signor Zhao Jiyuan, di 71 anni, è deceduto mentre stava scontando una pena di sette anni e mezzo. Lo scorso 23 marzo il signor Zhou Yonglin, di 75 anni, è deceduto, solo 62 giorni dopo aver terminato di scontare una pena di cinque anni.

In precedenza, Minghui aveva già riportato l’arresto, le torture subite e la morte del signor Liu. Questo articolo fornisce ulteriori informazioni sugli ultimi cinque mesi della sua vita.

Assenza della firma del paziente sulle cartelle cliniche

Il 23 aprile 2020 il signor Liu è stato arrestato e, il 30 settembre 2020, è stato condannato a sei anni di prigione, oltre a una multa di 10.000 yuan. Nel mese di marzo 2021 l’uomo è stato condotto nel Carcere di Panjin e, successivamente, è stato trasferito nel Carcere di Jinzhou.

A causa delle sue pessime condizioni di salute e dei gravi maltrattamenti subiti in prigione, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate. Negli ultimi cinque mesi di detenzione è stato ricoverato sei volte in ospedale, e ai suoi familiari non è mai stato permesso di fargli visita.

Delle sei cartelle cliniche relative ai ricoveri, solo una recava la firma di una guardia carceraria, mentre le altre cinque presentavano alcuni spazi in bianco. Per legge, gli ospedali dovrebbero ottenere la firma dei pazienti o dei loro familiari, prima di fornire cure ospedaliere.

Se il signor Liu fosse stato in coma per tutto il tempo, la sua famiglia avrebbe dovuto essere informata e avere la possibilità di firmare i documenti. Se invece fosse stato cosciente, avrebbe potuto rifiutarsi di firmare, perché le condizioni riportate nei documenti non corrispondevano al suo reale stato di salute. I familiari non hanno mai saputo da lui cosa fosse accaduto, poiché è sempre rimasto in coma dopo essere stato dimesso il 22 aprile scorso.

Infarto cerebrale

Il 23 novembre dell’anno scorso il signor Liu è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale centrale della città di Jinzhou, dopo aver sofferto di nausea e vomito per un’ora e mezza. La cartella clinica, riportata di seguito, indica che è stato ricoverato al pronto soccorso alle 19:45 di quel giorno.

Documenti di dimissione del signor Liu, dopo il suo primo ricovero avvenuto il 23 novembre dell’anno scorso

Dopo essere stato sottoposto a una TAC, è stato diagnosticato al signor Liu un infarto cerebrale. La documentazione medica sopra citata riportava inoltre la presenza di altre sei patologie: epatite B, diabete, ipertensione grave, ipopotassiemia, ipernatremia e iperfluoridemia.

L’uomo è stato ricoverato in regime di degenza. Stranamente, sebbene fosse un paziente con “ictus”, è stato sistemato nel reparto di nefrologia, anziché nel reparto di neurologia, come indicato nella cartella clinica. Alle 15:15 del 27 novembre dell’anno scorso è stato dimesso, per poi essere trasportato d’urgenza tre ore più tardi, al pronto soccorso dello stesso ospedale. A tarda notte è stato riportato in prigione.

Il signor Liu è stato successivamente ricoverato altre quattro volte. Il 12 dicembre dell’anno scorso è stato ricoverato in ospedale, dopo essere entrato in condizioni critiche. I suoi familiari sospettavano che la mancanza di cure mediche tempestive avesse portato, nei mesi successivi, al suo progressivo peggioramento.

Il signor Liu è stato classificato come paziente colpito da ictus. Ciononostante, durante i suoi cinque mesi di frequenti ricoveri, gli è stata effettuata una sola TAC cerebrale. Non sono state eseguite risonanze magnetiche, né altri esami comunemente utilizzati per monitorare i pazienti colpiti da ictus. Il 20 aprile scorso, due giorni prima della sua dimissione, i medici hanno prescritto una TAC cerebrale e una risonanza magnetica, tuttavia hanno annullato gli esami, un’ora prima delle dimissioni, senza fornire alcuna spiegazione.

Coma improvviso

Il referto di dimissione relativo al sesto ricovero del signor Liu indicava che l’uomo era ancora “cosciente”, quando è stato dimesso il 22 aprile scorso.

L’uomo, tuttavia, era incosciente quando le guardie carcerarie lo hanno accompagnato a casa dall’ospedale. La sua famiglia si è chiesta come una persona cosciente potesse cadere improvvisamente in coma durante un tragitto in auto di circa 10 minuti, dall’ospedale alla loro abitazione.

Le guardie carcerarie hanno affermato che ciò fosse dovuto al fatto che soffriva ancora di complicazioni post-ictus. La sua famiglia ha osservato che negli ultimi otto giorni di vita non aveva manifestato alcun sintomo di ictus, come emiplegia o paralisi facciale. Eppure è rimasto in coma, da quando era tornato a casa. La famiglia dubitava che l’ictus fosse la ragione della sua perdita di coscienza, come sostenuto dalle autorità carcerarie.

Piede diabetico?

La famiglia del signor Liu ha notato che sui suoi polsi e sulle caviglie erano presenti ferite recenti. Sospettavano che fosse stato ammanettato e incatenato per tutta la durata delle sue degenze ospedaliere.

Le guardie carcerarie non hanno fornito spiegazioni al riguardo, ma hanno affermato che le ferite erano dovute al suo “piede diabetico”.

Al signor Liu è stato effettivamente diagnosticato il diabete, durante il suo primo ricovero, tuttavia la sua cartella clinica indicava che, in seguito, la glicemia era stata tenuta sotto controllo, con un valore di A1C (test dell’emoglobina glicata) pari al 9,1%. Sebbene tale valore fosse superiore al range normale del 5,7%, non avrebbe potuto causare la formazione di ulcere alle caviglie.

Di solito il piede diabetico impiega tempo a svilupparsi. In nessuna delle cartelle cliniche, relative ai suoi primi tre ricoveri, si è fatta menzione ad alcuna patologia cutanea. La cartella clinica del quarto ricovero riportava: “Due mesi fa, senza alcuna causa apparente, il paziente ha manifestato debolezza agli arti ed erano visibili ulcerazioni cutanee e suppurazione sulle gambe”.

I familiari del signor Liu si sono chiesti perché l’ospedale non avesse registrato tali patologie cutanee nelle cartelle cliniche dei suoi primi tre ricoveri. Potrebbe essersi trattato di negligenza medica da parte della struttura ospedaliera, oppure di pressioni esercitate dalle autorità carcerarie, per nascondere le sue vere condizioni.

Inoltre, il piede diabetico si manifesta comunemente nella parte distale della caviglia, mentre quelle del signor Liu erano situate sopra le caviglie ed erano simmetriche su entrambi i lati (vedi le foto sotto). Queste posizioni corrispondevano esattamente a dove sarebbero state applicate le catene.

Lesioni alla caviglia sinistra del signor Liu

Lesioni alla caviglia destra del signor Liu

Sebbene le cartelle cliniche non facessero alcun riferimento ai suoi polsi, i familiari del signor Liu hanno notato in quella zona delle ferite di colore rosso vivo, apparentemente causate dall’uso prolungato delle manette.

Lesioni al polso destro del signor Liu

Le ferite alle caviglie e ai polsi del signor Liu erano estese, profonde e recenti. I familiari sospettavano che l’uomo abbia opposto resistenza diverse volte e che le manette e le catene gli abbiano provocato profondi tagli nella carne.

Il signor Liu, tuttavia, non presentava piaghe da decubito nella zona lombare, sui fianchi e in altre aree del busto soggette ad attrito. Le sue cartelle cliniche indicavano che non presentava alcuna paralisi, ma i registri infermieristici riportavano che era costretto a letto. I familiari sospettano che, pur essendo ammanettato e incatenato, fosse comunque in grado di muoversi e di girarsi su un fianco, di tanto in tanto. Ciò potrebbe aiutare a spiegare perché non presentasse piaghe da decubito, nonostante fosse rimasto confinato a letto per molto tempo.

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