(Minghui.org) Lo scorso 16 luglio i praticanti del Falun Gong (Falun Dafa) hanno organizzato una manifestazione sulle rive del Lago di Ginevra per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione in corso da parte del Partito Comunista Cinese (PCC) nei confronti di questa pratica spirituale, avviata originariamente dall’ex leader Jiang Zemin il 20 luglio 1999. Diciotto funzionari eletti del Parlamento federale e dei consigli comunali hanno inviato video e lettere per esprimere il proprio sostegno nel porre fine a queste violazioni dei diritti umani.
Funzionari eletti che hanno inviato lettere o videomessaggi a sostegno dei praticanti (Minghui.org)Prima fila: i membri del Parlamento federale svizzero (Consiglio degli Stati) Mauro Poggia e Carlo Sommaruga; i membri del Parlamento federale svizzero (Consiglio nazionale) Daniel Sormanni, Philippe Nantermod, Delphine Klopfenstein, Rudi Berli e Christian DandrèsSeconda fila: Christian Flury, membro del Gran Consiglio del Cantone di Ginevra; Masha Alimi, membro del Gran Consiglio del Cantone di Ginevra; Blaise Fivaz, membro del Gran Consiglio del Cantone di Neuchâtel; il sig. Blaise Courvoisier, membro del Gran Consiglio del Cantone di Neuchâtel; il sig. Daniel Berger, membro del Gran Consiglio del Cantone di Neuchâtel; il sig. Richard Gigon, membro del Gran Consiglio del Cantone di Neuchâtel; e il sig. Nicolas Girard, membro del Gran Consiglio del Cantone del GiuraTerza fila: il signor Hubert Dafflon, membro del Gran Consiglio del Cantone di Friburgo; il signor Omar Balli, membro del Gran Consiglio del Cantone del Ticino; la signora Fabienne Beaud, membro del Consiglio comunale di Ginevra; e il signor Pascal Altenbach, membro del Consiglio comunale di Ginevra

Il 16 luglio i praticanti hanno dimostrato gli esercizi del Falun Gong sulle rive del Lago di Ginevra (Minghui.org)
La manifestazione si è svolta davanti alla sede dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Un rappresentante dei praticanti ha dichiarato: “Apprezziamo sinceramente il sostegno di questi funzionari eletti, alcuni di loro continuano ad accompagnarci da molti anni. Siamo davvero grati, e in questa importante ricorrenza, rendiamo loro il nostro più alto omaggio. La storia vi ricorderà. Grazie.
“Dal 2022, il regime del PCC ha intensificato la persecuzione del Falun Gong, ha avviato una campagna diffamatoria utilizzando i media stranieri nel tentativo di influenzare l’opinione pubblica sul Falun Gong. Queste minacce, la sorveglianza, gli attacchi e la censura contro i praticanti del Falun Gong al di fuori della Cina costituiscono una repressione transnazionale. Le atrocità del PCC hanno attirato l’attenzione dei funzionari eletti, e ad oggi, 124 funzionari eletti provenienti da diversi cantoni hanno firmato una dichiarazione congiunta che condanna la repressione transnazionale, ed esortano il Governo federale ad agire per proteggere i praticanti del Falun Gong in Svizzera”.
I funzionari eletti hanno condannato la persecuzione del PCC
Mauro Poggia, membro del Consiglio degli Stati (senatore) per il Cantone di Ginevra, ha dichiarato in un video-saluto: “In occasione di questo 27° anniversario dell’inizio della persecuzione in Cina, desidero esprimere la mia solidarietà a tutte le vittime – passate, presenti e, purtroppo, future – di questa repressione, e in particolare ai praticanti del Falun Gong, che sono chiaramente bersaglio di una sanguinosa repressione da parte del regime. È tempo di prendere coscienza di ciò che sta accadendo e di mobilitarsi a tutti i livelli, specialmente a quello politico”.
Carlo Sommaruga, membro del Consiglio degli Stati svizzero (senatore) per il Cantone di Ginevra, ha dichiarato in un video di saluto: “Il 20 luglio — giorno in cui si commemora la repressione del movimento del Falun Gong, iniziata in Cina 27 anni fa — è importante ribadire che è intollerabile che qualsiasi potere (in questo caso, la Cina) prenda di mira individui per aver espresso la propria spiritualità o per aver esercitato il proprio diritto fondamentale a una vita spirituale.
“Ritengo inoltre inaccettabile che potenze straniere – siano esse cinesi o di altro tipo – esercitino pressioni o mettano in atto repressioni sul suolo svizzero contro individui, cittadini cinesi o meno, che praticano questa fede. Va detto che il trattamento riservato agli uiguri, ai tibetani e agli aderenti cinesi al movimento Falun Gong è semplicemente inaccettabile. Mi aspetto che le autorità svizzere intervengano per garantire che ciò cessi il prima possibile”.
Nicolas Girard, membro del Gran Consiglio del Cantone del Giura, ha scritto: “Da 27 anni, molti praticanti del Falun Gong sono vittime di discriminazione, arresti arbitrari, detenzioni e varie forme di persecuzione da parte delle autorità cinesi e del Partito Comunista Cinese. Eppure, il Falun Gong è una pratica pacifica fondata su principi universali quali verità, compassione, tolleranza, il rispetto per gli altri e il miglioramento personale.
“Questi valori – che promuovono l’armonia, la dignità umana e la coesione sociale – non dovrebbero mai essere considerati una minaccia. Ogni individuo ha il diritto fondamentale di praticare la propria fede, esprimere le proprie convinzioni e vivere secondo principi pacifici senza timore di repressione o persecuzione.
“In occasione di questo 27° anniversario, esortiamo le autorità cinesi a porre immediatamente fine a questa repressione ingiusta e disumana. Chiediamo il rispetto dei diritti fondamentali dei praticanti del Falun Gong, così come di tutti coloro che sono perseguitati a causa delle loro credenze spirituali o religiose.
“La libertà di credo, la dignità umana e il rispetto dei diritti umani sono valori universali che devono essere tutelati in tutto il mondo, è giunto il momento che cessino le sofferenze inflitte ai praticanti del Falun Gong e che sia fatta giustizia”.
Christian Flury, membro del Gran Consiglio del Cantone di Ginevra, ha scritto: “In un’epoca che valorizza il rispetto dell’individuo e dei diritti umani, è a dir poco altamente discutibile che una delle nazioni più potenti del mondo continui a maltrattare i dissidenti politici e le minoranze — come i praticanti del Falun Gong, gli uiguri, i tibetani, i cristiani e chiunque altro non condivida la visione del governo. Tali pratiche rimangono inaccettabili per le nazioni democratiche; questi paesi dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di ridurre gli scambi commerciali con la Cina per esercitare pressione, assicurandosi che essa tratti finalmente tutti i suoi abitanti con dignità ed equità”.
Ammirazione per la perseveranza dei praticanti
Jean-Marie Lovey, vescovo della diocesi di Sion, ha scritto: “Rendo presente nelle mie preghiere la giusta causa degli aderenti al Falun Gong perseguitati. Nella sua recente enciclica Magnifica humanitas, Papa Leone ribadisce formalmente l’insegnamento del Concilio: vale a dire che ‘la libertà religiosa è un diritto fondamentale radicato nella dignità della persona, che deve essere garantito dall’ordinamento giuridico affinché nessuno sia costretto ad agire contro la propria coscienza o impedito di cercare o professare la verità, sia in privato che in pubblico’”.
Pascal Altenbach, membro del Consiglio comunale di Ginevra, ha scritto ai praticanti: “La vostra integrità morale vi fa onore. I vostri insegnamenti sono in linea con il vero cammino della vita. La vostra cultura risale a migliaia di anni fa: il pensiero tradizionale cinese è un magnifico monumento”.
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