(Minghui.org)

Nome: Cui QunyingNome cinese: 崔群英Sesso: FemminileEtà: 63 anniCittà: YanjiProvincia: JilinProfessione: N/AData di morte: 24 giugno 2026Data dell’ultimo arresto: 3 aprile 2021Ultimo luogo di detenzione: Carcere femminile della provincia dello Jilin

La signora Cui Qunying

Cui Qunying, una donna di 63 anni della città di Yanji, nella provincia dello Jilin, è deceduta il 24 giugno scorso, dopo aver subito anni di persecuzione per la sua fede nel Falun Gong.

La signora Cui, nata nell’ottobre del 1962, era di salute cagionevole fin dall’infanzia. I suoi disturbi gastrici le provocavano spesso forti dolori, vomito e diarrea. Soffriva inoltre di ipertiroidismo, malattie polmonari e altre patologie. Tutti i sintomi sono scomparsi dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong nel 1997. Anche il suo comportamento è cambiato profondamente: è diventata una persona migliore e si è presa cura della madre immobilizzata a letto per oltre 10 anni e dei suoceri fino alla loro scomparsa. Si è offerta di prendersi cura del figlio della sorella minore nella propria casa. Quando nessuno riusciva ad andare all’ospedale dal suocero malato della sorella di mezzo, lei ci andava senza esitare. I suoi parenti e i vicini dicevano spesso che era “la migliore tra le persone buone”.

Dopo che il Partito Comunista Cinese, nel luglio 1999, ha avviato una campagna nazionale per eliminare il Falun Gong, la signora Cui è rimasta salda nella sua fede ed è stata ripetutamente presa di mira.

Il Dipartimento di polizia della città di Longjin ha arrestato Qunying alla fine del 1999 mentre era in viaggio verso Changchun, capoluogo della provincia dello Jilin, per presentare un appello in favore del Falun Gong. È stata detenuta per 15 giorni.

Nel dicembre 2000 la signora Cui è andata a Pechino per presentare un appello in favore del Falun Gong ed è stata arrestata in Piazza Tiananmen. Si è rifiutata di rivelare la propria identità ed è stata sottoposta a scariche elettriche con i manganelli elettrici, schiaffi al volto e denudamento forzato, stando in piedi per molte ore. Durante il ciclo mestruale, la polizia non le ha fornito carta igienica né assorbenti.

Successivamente Qunying è stata condannata a un anno e mezzo di lavori forzati. Nel Campo di lavoro femminile del distretto di Daxing, a Pechino, le guardie le hanno prelevato una quantità significativa di sangue e l’hanno anche costretta a guardare video diffamatori sul Falun Gong. Dopo il rilascio, le sue condizioni di salute hanno continuato a peggiorare. È diventata diabetica e ha accusato una patologia cardiaca, inoltre è stata sottoposta a colecistectomia.

La signora Cui ha ritrovato la salute nel 2007 dopo aver ripreso a praticare il Falun Gong.

Nel 2014 circa otto agenti dell’Ufficio per la sicurezza interna della città di Yanji e della Stazione di polizia di Chaoyangchuan hanno fatto irruzione nella sua abitazione entrando dalle finestre. Il marito, rientrando, ha trovato la casa a soqquadro. Ha denunciato l’illegalità dell’operazione e un supervisore della polizia gli ha presentato le proprie scuse.

Il 12 aprile 2017, quando Qunying si trovava in visita dalla sorella, alcuni agenti della Stazione di polizia di Yilan hanno fatto irruzione nell’abitazione e le hanno arrestate entrambe. Le due sorelle erano state prese di mira perché avevano presentato denunce penali contro l’ex dittatore cinese Jiang Zemin, responsabile dell’avvio della persecuzione del Falun Gong.

La polizia ha perquisito l’abitazione della signora Cui senza esibire alcun mandato di perquisizione; gli agenti le hanno sequestrato i libri del Falun Gong, il computer fisso, il computer portatile e altri oggetti di valore. È stata a detenuta per 15 giorni.

La signora Cui è stata nuovamente arrestata il 3 aprile 2021 e posta in detenzione penale il giorno successivo, nonostante l’esame medico obbligatorio avesse rivelato la presenza di tubercolosi. Il 10 agosto è stata condannata a un anno e mezzo di reclusione e a una multa di 2.000 yuan(circa 256 euro) ed è stata trasferita il 17 settembre 2021, presso il Carcere femminile della provincia dello Jilin (per i dettagli relativi all’arresto e alla condanna del 2021 si vedano gli articoli correlati)

Poiché si è rifiutata di scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong, a Qunying sono state negate le visite dei familiari.

Nel febbraio 2022 una guardia carceraria ha contattato i familiari chiedendo di effettuare un deposito di 2.000 yuan a suo nome, senza però fornire alcuna motivazione. Quando la guardia li ha richiamati il 24 maggio, ha riferito che la signora Cui aveva avuto un ictus e soffriva anche di tubercolosi. Sosteneva che l’ictus si era verifcato prima dell’ammissione in carcere, ma che la condizione si era aggravata.

La famiglia di Qunying ha chiesto spiegazioni: se l’ictus fosse realmente precedente all’ingresso in carcere, come sostenuto, perché l’istituto l’avrebbe comunque ammessa? Se invece la condizione fosse insorta dopo l’incarcerazione, quali circostanze l’avrebbero provocata? La guardia si è rifiutata di fornire ulteriori informazioni.

Il termine della pena di Qunying è giunto il 3 ottobre 2022. Anziché permettere ai familiari di andarla a prendere direttamente dal carcere, le guardie hanno ordinato di attendere presso un’uscita autostradale; l’hanno condotta lì e ai suoi cari hanno elencato i vari sintomi di cui soffriva: ictus, diabete, anemia grave e cancro al midollo osseo.

I familiari hanno notato che la loro cara aveva perso la capacità di camminare e presentava edema e un evidente declino della memoria. Era spesso confusa e piangeva frequentemente. Nei momenti di lucidità, riferiva ai familiari che le guardie spesso la immobilizzavano per somministrarle iniezioni e trasfusioni di sangue o per costringerla ad assumere farmaci.

La signora Cui non riusciva a sollevare il braccio destro né a tenere in mano una ciotola di riso. La famiglia in seguito ha notato che sulla pelle delle mani, dei piedi e dell’addome, e persino agli angoli degli occhi, spuntavano escrescenze nere, delle dimensioni di una punta di ago, simili a piccole spine. Sospettano che tali escrescenze corrispondessero ai punti in cui le guardie avevano somministrato sostanze non identificate.

La signora Cui infine è diventata completamente inabile. La sorella minore si è offerta di assisterla, poiché il marito e il figlio, profondamente traumatizzati dalle persecuzioni subite da lei nel corso degli anni, avevano entrambi manifestato sintomi di ictus, diabete e patologie cardiache. Il figlio, in particolare, veniva ricoverato spesso.

La signora Cui è deceduta il 24 giugno scorso, a meno di quattro anni dal suo rilascio dal carcere.

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