(Minghui.org) Verso la metà di agosto di quest’anno l'On. Baronessa Winterton di Doncaster DBE, ministro per l'Indo-Pacifico, e due membri del Parlamento (MP), Feryal Clark e Deirdre Costigan, hanno risposto agli elettori del loro collegio elettorale, in merito alla persecuzione del Falun Gong perpetrata dal Partito Comunista Cinese (PCC). Hanno affermato che il governo britannico ha espresso profonda preoccupazione per la persecuzione dei gruppi religiosi in Cina, ribadendo la propria ferma posizione a difesa della libertà di religione e di credo.

L'Onorevole Baronessa Winterton di Doncaster DBE, Ministro per l'Indo-Pacifico (Sito web ufficiale)

Lettera della Molto Onorevole Baronessa Winterton di Doncaster DBE (Minghui.org)

La Molto Onorevole Baronessa Winterton di Doncaster DBE ha affermato nella sua lettera: “Riconosciamo che in tutta la Cina il contesto relativo alla libertà di religione o di credo è restrittivo, e ciò include la persecuzione dei praticanti del Falun Gong”.

“Continuiamo a monitorare ed esaminare le prove relative alle segnalazioni di prelievo forzato di organi in Cina e manteniamo un dialogo con le principali organizzazioni non governative e i partner internazionali su questo tema. La posizione del Governo rimane quella secondo cui, se fosse vero, la pratica del prelievo sistematico di organi, sponsorizzato dallo Stato, costituirebbe una grave violazione dei diritti umani”.

“Solleviamo frequentemente le nostre preoccupazioni in materia di diritti umani con la Cina, direttamente e ai massimi livelli. Lo scorso mese di gennaio l’ex Primo Ministro, Sir Keir Starmer, ha espresso al Presidente Xi Jinping le preoccupazioni del Regno Unito in materia dei diritti umani in Cina, mentre a giugno l'ex Ministro degli Esteri, Yvette Cooper, le ha sollevate al Ministro degli Esteri Wang Yi…”.

Deirdre Costigan, membro del Parlamento (sito web ufficiale)

Deirdre Costigan, membro del Parlamento, ha scritto: “Sostengo la dichiarazione rilasciata ad aprile dal Sottosegretario di Stato, in cui si condanna l’aggressione ai danni di un praticante del Falun Gong, davanti al British Museum, e sono lieta che sia stata aperta un’indagine penale sul caso”.

“Continuo a nutrire profonda preoccupazione per la persecuzione di persone in Cina, per la loro religione o le loro convinzioni, siano essi musulmani uiguri nello Xinjiang, cristiani, buddisti o praticanti del Falun Gong. La libertà di praticare, cambiare o condividere la propria fede o il proprio credo, senza discriminazioni o violenta opposizione, è un diritto umano di cui tutte le persone dovrebbero godere”.

“Sono a conoscenza delle accuse incredibilmente inquietanti, riportate nel corso di diversi anni, riguardo al prelievo di organi umani in Cina. Sono inoltre consapevole che i gruppi minoritari e religiosi, compresi i praticanti del Falun Gong, possano essere presi di mira in modo specifico”.

“Alla fine del 2014 le autorità cinesi hanno annunciato che il Paese avrebbe posto fine alla pratica del prelievo di organi dai detenuti giustiziati. L’attuazione di questa politica avrebbe rappresentato un passo importante. Tuttavia, rapporti più recenti hanno segnalato che tale pratica continua ancora, come emerge anche dalla sentenza del Tribunale sulla Cina (China Tribunal), istituito dalla Coalizione Internazionale, per porre fine agli abusi nei trapianti in Cina (ETAC). Infatti, il Tribunale sulla Cina ha concluso che il prelievo forzato di organi è stato perpetrato per anni in tutta la Cina, con i praticanti del Falun Gong e gli uiguri come principali vittime.

“Sono orgoglioso che il Governo abbia continuato ad affrontare le violazioni dei diritti umani, ogni volta che ha interagito con il Governo cinese, sollevando preoccupazioni sia in privato che in pubblico, esercitando la propria influenza durante gli incontri bilaterali e multilaterali, e sostenendo le comunità in tutta la Cina colpite da tali violazioni. Inoltre, all’inizio di quest’anno, in occasione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, l’Ambasciatore del Regno Unito ha esortato la Cina ad affrontare le segnalazioni relative al lavoro forzato e alle restrizioni alle libertà religiose e culturali, nonché a rilasciare tutte le persone arbitrariamente detenute”.

“Sono inoltre consapevole che il Governo continua a monitorare attentamente la situazione delle minoranze religiose in Cina”.

“La ringrazio ancora una volta per avermi contattato, in merito a questa importante questione. Ritengo giusto che il Regno Unito continui a sollevare preoccupazioni riguardo alle violazioni dei diritti umani in Cina, collabori con i partner internazionali, per promuovere la responsabilità, e adotti misure volte a ridurre il rischio che il Regno Unito venga coinvolto in pratiche non etiche di trapianto di organi”.

Feryal Clark, membro del Parlamento (sito web ufficiale)

Feryal Clark, membro del Parlamento, ha affermato nella sua lettera: “Il Governo riconosce che la libertà di religione o di credo è un diritto umano fondamentale, che di trova al centro del più ampio approccio del Regno Unito in materia di diritti umani. Come ribadito dal Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo, durante un dibattito tenutosi il 18 marzo scorso, il Regno Unito sta concentrando i propri sforzi su 10 paesi prioritari in cui riteniamo di poter avere il maggiore impatto nella difesa di questo diritto; la Cina è tra questi. Il Ministro ha riconosciuto che le persone che cercano di esercitare la propria libertà di religione o di credo in Cina, si trovano ad affrontare restrizioni profonde e sistematiche, compresi i praticanti del Falun Gong”.

“Il Governo rimane impegnato a difendere la libertà di religione o di credo in tutto il mondo. Nessuno dovrebbe temere di subire discriminazioni, a causa delle proprie convinzioni, e accolgo con favore la costante attenzione del Governo nel promuovere la libertà, la tolleranza e il rispetto reciproco a livello internazionale. L’anno scorso il Governo ha delineato il proprio approccio alla tutela della libertà di religione e di credo a livello globale”.

“Sono orgoglioso che questo Governo abbia costantemente sollevato la questione, sia insieme ai partner internazionali, sia direttamente con il Governo cinese. Nell’ottobre 2024, in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Governo del Regno Unito ha firmato una dichiarazione sullo Xinjiang e sul Tibet, denunciando la Cina per le violazioni dei diritti umani in queste regioni. Tale dichiarazione ha sollevato la questione specifica dei bambini separati dalle loro famiglie nei collegi. Le preoccupazioni del Governo riguardo alle restrizioni in Tibet sono state sollevate anche in occasione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, tenutosi a marzo”.

“Sono inoltre consapevole che il Governo continua a monitorare da vicino la situazione delle minoranze religiose in Cina. Continuerò a sostenere il Governo nella difesa della libertà di religione o di credo per tutti, all’estero”.