(Minghui.org) Lou A’mei, una donna di 79 anni della città di Shenyang, nella provincia del Liaoning, rischia l'incriminazione a causa della sua fede, una disciplina per il benessere fisico e mentale perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio 1999.

Il 17 luglio scorso, circa alle ore 10:00 del mattino, la signora Lou A’mei, vicino alla Banca cinese per le costruzioni in via Xiaonan nel distretto di Shenhe, è stata arrestata. Dong Tao e un altro agente l’hanno portata alla Stazione di polizia di Da’nan. Quel pomeriggio, altri tre agenti e due assistenti sociali hanno fatto irruzione nella sua abitazione, confiscandole tutti i libri sul Falun Gong e altri oggetti di valore personali.

La polizia ha accompagnato in auto la signora Lou in via Xiaonan, dove era stata arrestata, e hanno tentato di fotografarla nei pressi della Banca cinese per le costruzioni, ma lei glielo ha impedito.

A’mei è stata riportata alla stazione di polizia e, circa alle ore 16:00, è stata interrogata da Wang Yingchi e da un altro agente, che l’hanno poi trasferita al Primo Centro di detenzione della città di Shenyang.

Il 28 luglio scorso due funzionari della Procura del distretto di Dadong hanno interrogato la signora Lou presso il centro di detenzione, ma quando lei ha chiesto di conoscere i loro nomi, l’hanno insultata e lei si è rifiutata di rispondere alle loro domande. Gli agenti le hanno consegnato un avviso in cui si affermava che era stato emesso un mandato di arresto formale nei suoi confronti. Attualmente è in attesa di rinvio a giudizio.

Precedentemente incarcerata per tre anni, pensione sospesa dal 2017 al 2020

La signora Lou è nata con una patologia cronica incurabile alle gambe che le impediva di camminare correttamente. In seguito ha sviluppato una necrosi della testa del femore, che l’ha costretta a letto e l’ha resa incapace di prendersi cura di sé, quindi viveva nel dolore e aveva una scarsa autostima. Dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, ha riacquistato la mobilità ed è tornata a vivere una vita normale.

Il 3 novembre 2015 è stata arrestata e successivamente condannata a tre anni di reclusione. Per i dettagli, si veda l’articolo correlato.

Nell'aprile del 2017, mentre stava scontando la pena nel carcere di Dabei, l’Ufficio di previdenza sociale della città di Shenyang le ha sospeso la pensione mensile di 2.166,23 yuan (circa 280 euro al mese).

A’mei è stata rilasciata nel novembre 2018 e nel 2019 ha presentato una denuncia contro l’Ufficio di previdenza sociale della città di Shenyang. Il Tribunale del distretto di Heping ha rifiutato di accettare il caso e lei ha ripresentato l’istanza presso il Tribunale dei trasporti ferroviari di Shenyang, che ha tenuto un’udienza nel dicembre 2021 e ha annunciato l’archiviazione del caso.

La signora Lou ha presentato ricorso presso il Tribunale intermedio dei trasporti ferroviari di Shenyang, che il 17 ottobre 2022 ha tenuto un’udienza. Erano presenti il presidente del tribunale, tre membri del collegio giudiziario e un cancelliere.

All’udienza di appello, insieme ai loro avvocati hanno partecipato il direttore e il vicedirettore dell’Ufficio di previdenza sociale della città di Shenyang.

La signora Lou si è difesa da sola e ha cominciato dicendo che nessuna legge in Cina ha mai criminalizzato il Falun Gong. Il giudice l’ha interrotta, avvertendola che poteva parlare solo di questioni relative alla sua pensione. A’mei ha quindi spiegato che l’Ufficio di previdenza sociale della città di Shenyang era autorizzato solo a erogare le prestazioni pensionistiche, e non aveva il potere di sospenderne il pagamento.

I convenuti hanno sostenuto che la signora Lou non avesse diritto ad alcuna prestazione pensionistica mentre scontava la pena detentiva. Nell’aprile 2017 hanno effettuato una verifica e hanno scoperto che continuava a ricevere la pensione mentre era in carcere, pertanto quel mese le hanno sospeso la pensione, ma l’hanno ripristinata nell’aprile 2020. In totale, il pagamento della sua pensione è stato sospeso per tre anni, la stessa durata della sua pena detentiva.

Il giudice ha chiesto su quale base giuridica si fossero basati i difensori. Essi hanno citato due documenti interni emessi dal Ministero delle risorse umane e della previdenza sociale. La signora Lou ha affermato che non si trattava di leggi in vigore e che non potevano essere utilizzate per privarla dei benefici pensionistici, inoltre ha chiesto all’Ufficio della previdenza sociale di rimborsarle 77.984,20 yuan (circa 10.000 euro) pari a 2.166,23 yuan per 36 mesi.

Il giudice ha quindi aggiornato l’udienza. Ad oggi non ha ancora emesso una sentenza.

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