(Minghui.org) Alla mia seconda sorella maggiore non sono mai piaciuta, non riusciva a parlarmi con calma e aveva sempre un’espressione arrabbiata. Anche dopo che siamo cresciute e abbiamo messo su famiglia, siamo rimaste distanti.

Sette anni fa sono andata a trovarla e mentre parlavamo di telefoni cellulari, mi ha detto che non aveva spazio per salvare il mio numero nella rubrica: aveva posto solo per mia sorella maggiore, la mia terza sorella, suo marito e i suoi due figli. Poi mi ha detto: “Ho dato in adozione il mio secondo figlio alla tua terza sorella”. Dato che la mia terza sorella aveva già una figlia, ho capito esattamente cosa intendesse, e il risentimento nel mio cuore ha iniziato a inasprirsi.

Tre anni fa mio marito ha festeggiato il suo sessantesimo compleanno e a lei non volevo dirlo, ma mio figlio ha insistito, dicendo: “Se i parenti non si fanno visita a vicenda, il legame si affievolisce”. Quindi a malincuore, l’ho invitata. Il giorno della festa, però, lei e suo marito sono andati direttamente a casa della mia terza sorella, che vive nello stesso mio villaggio. Si è fermata brevemente a casa mia per salutarmi, mentre suo marito non è nemmeno entrato ed è andato direttamente a casa della mia terza sorella, e da lì, sono andati al ristorante dove si teneva il banchetto di compleanno.

L’anno scorso, in occasione del compleanno della mia terza sorella, la mia seconda sorella e suo marito sono andati a casa sua. Pensavo che, in quanto sorelle, sarebbe bastata una semplice parola, eppure non mi ha detto nulla. Mi sono sentita profondamente ferita e ho interrotto ogni contatto con lei per un anno.

Poi, lo scorso giugno, quando l’uva nella mia serra era quasi tutta venduta, la mia terza sorella, praticante della Falun Dafa, mi ha suggerito di darne un po’ alla mia seconda sorella. Ho rifiutato. Lei ha replicato: “Hai costruito un’altra serra. Sicuramente puoi darne un po’?”

Ho risposto: “Non è una questione di quantità. È solo che provo risentimento”. Sono rimasta irremovibile nel non volerle dare l’uva perché non volevo più avere nulla a che fare con lei. Vedendo la mia testardaggine, la mia terza sorella si è preoccupata.

L’ultimo giorno di vendemmia, l’uva era quasi terminata, ho compreso di non poter continuare a sostenere questa situazione di stallo. In quanto praticante della Falun Dafa, dovevo fare la cosa giusta: ho riempito una bacinella di uva, con l’intenzione di darla alla mia seconda sorella. Tuttavia, per non vederla di persona, ho chiamato la mia terza sorella , ho chiesto a lei di consegnargliela, ed ha acconsentito. È venuta a casa, ha caricato la bacinella sulla e-bike ed è partita verso casa sua. Sebbene fossi riuscita a darle l’uva, il risentimento nei suoi confronti non era stato eliminato completamente.

Due settimane dopo, la mia terza sorella ha toccato l’argomento e mi ha raccontato che ricevendo l’uva, la nostra seconda sorella si è commossa e ha pianto dicendo: “La mamma è morta presto e tu, nostra sorella maggiore essendo già sposata non ti prendevi cura di noi. Portavo quella piccolina, che aveva solo 18 mesi, sulla schiena mentre ti tenevo per mano. Tu avevi cinque anni e mezzo e, anche se avevo frequentato la scuola solo per due anni, dovevo occuparmi delle faccende domestiche e dare il cibo migliore a voi due”. Sentendo queste parole, ho compreso profondamente le difficoltà che aveva dovuto affrontare. Dal profondo del mio cuore, avrei voluto dirle: “Ho sbagliato. È stata tutta colpa mia”.

Ricordo vividamente la scena del matrimonio della mia seconda sorella. All’epoca avevo nove anni. Lei era seduta sul sedile posteriore della bicicletta di mio cognato e io la salutavo con la mano a malincuore, gridando: “Sorella, sorella …”. Ma lei mi ha lanciato un’occhiataccia piena di risentimento, uno sguardo che mi è rimasto impresso nella memoria e che non sono mai riuscita a cancellare. Essendo così piccola, non ricordavo gli avvenimenti di quel primo periodo. All’epoca lei aveva sofferto tantissimo e sopportato molte difficoltà, ma non capivo perché mai provasse risentimento nei miei confronti.

Ma dopo aver sentito il racconto della mia terza sorella, non sono più riuscita a trattenere le lacrime. Finalmente avevo compreso le difficoltà che la mia seconda sorella aveva dovuto affrontare quando era solo un’adolescente e come si fosse dedicata in silenzio e con altruismo, assumendosi anche il ruolo di madre. In lacrime, ho chiesto alla mia terza sorella: “Perché non me l’hai detto prima?”. Riflettendo sul risentimento che nutrivo nei confronti della mia seconda sorella, ho compreso di aver affrontato la situazione in modo infantile, e ho deciso che sarei andata a trovarla. Ho chiesto alla mia terza sorella: “Quando sei libera? Ci andiamo insieme?”.

Il giorno dopo, la mia terza sorella ha deciso di accompagnarmi. Siamo arrivate al mercato e mentre mi accingevo a comprare alcune cose da portare per la visita, per un colpo di fortuna, la mia seconda sorella era lì. Stavo comprando le uova, la terza sorella vedendola per prima ha detto: “Ecco nostra sorella lì davanti”. L’ho chiamata immediatamente: “Sorella! Stavamo proprio pensando di venire a trovarti”.

Lei con un sorriso ha risposto: “Siete le benvenute in qualsiasi momento. Non c’è bisogno di comprare nulla”.

Ho percepito per la prima volta in vita mia che il sorriso della mia seconda sorella era sincero e proveniva dal profondo del cuore, e all’istante ho compreso che era accaduto proprio perché avevo lasciato andare completamente il mio risentimento nei suoi confronti, e che quindi per questo appariva così serena. Il ghiaccio spesso del risentimento vecchio di decenni tra di noi, si era finalmente sciolto! Tutto questo grazie alla compassione del Maestro e al potente potere della Dafa, che mi hanno permesso, in quanto praticante della Dafa, di eliminare il risentimento e di lasciare che la gentilezza mi sgorgasse da dentro.

In un istante il mio risentimento è svanito

Per qualche motivo, il marito della mia terza sorella, che vive nel nostro stesso villaggio, mi guardava sempre con disapprovazione. Distoglieva sempre lo sguardo e persino mi evitava, mi sentivo ferita ed ero perplessa, mi chiedevo come avessi potuto offenderlo.

Anche se mi ignorava, io lo salutavo sempre, ma poiché persisteva nell’ essere ostile, mi sono scoraggiata e ho smesso di tentare di stabilire un dialogo. A volte, quando la nuora della mia terza sorella mi invitava a pranzo e capitava di incontrarlo, gli servivo educatamente il tè e lui si limitava a grugnire in segno di ringraziamento, senza mai rivolgermi uno sguardo gentile, il che mi rattristava davvero.

Quando è stato ricoverato a causa di gonfiore ai piedi, mi sono sentita combattuta: “Non sarebbe giusto se non andassi a trovarlo. Ma se lo facessi, non mi lancerà certo un’occhiata gentile. Potrebbe persino non rivolgermi la parola. Penso che farò a meno di andarlo a trovare”.

Inaspettatamente, mi ha chiamata la mia seconda sorella. Non riconoscendo il numero, ho chiesto chi fosse, e ha risposto: “Sono la tua seconda sorella maggiore. Hai saputo che il marito di nostra sorella è tornato dall’ospedale? Andiamo a trovarlo”.

Ho risposto sospirando: “Non ho proprio voglia di andarci. Non ha piacere di vedermi. Penso che chiederò a mio marito di andare al mio posto”. Ma lei ha insistito, dicendo che non avrebbe fatto una buona impressione se non ci fossi andata. Ho ribadito: “Non ne ho proprio voglia”.

Quando mio marito mi ha sentita parlare al telefono, mi ha chiesto chi fosse e cosa volessero. Gli ho raccontato della telefonata e gli ho detto: “Non ho proprio voglia di andarci. Ci vai tu al mio posto”.

Lui ha risposto: “Dopotutto sei una praticante. Questa è una prova che devi superare”. Aveva ragione. Sapevo che il Maestro mi avrebbe guidata a gestire correttamente questa prova.

Ho detto: “So che devo superare questa prova. È la mia prova e devo accettarla. Che la superi senza intoppi o che inciampi e cada con la faccia nel fango, devo comunque affrontarla”. Vedendo la mia ferma determinazione a superare la prova, il Maestro, proprio il giorno dopo, ha compiuto un miracolo.

La mattina seguente, dopo aver fatto la doccia, ho preparato da mangiare, dato che non avevo intenzione di stare a pranzo a casa della mia terza sorella e con mio marito, che nel mentre era tornato dal lavoro nei campi, abbiamo preso alcuni regali e siamo andati a casa della mia terza sorella. La mia seconda sorella e suo marito erano già lì: li ho salutati e poco dopo, il marito della mia terza sorella è uscito dalla stanza interna in sella al suo triciclo per disabili, raggiante di sorrisi. Non l’avevo mai visto così allegro prima d’allora.

Gli ho chiesto felice se i suoi piedi stessero meglio. Lui sorridente ha risposto: “Stanno meglio, stanno meglio!”. La mia terza sorella aveva preparato il pranzo e abbiamo mangiato insieme. Durante tutto il tempo della visita la casa riecheggiava di risate e gioia. Finalmente abbiamo potuto ammirare lo splendido spettacolo delle tre sorelle che andavano d’accordo in armonia.

In seguito ho capito perché il marito della mia terza sorella mi detestasse. Nutrivo un profondo affetto per mia sorella e provavo risentimento e indignazione verso suo marito, perché lui per tanti anni l’aveva trattata male, e pensavo: “Si è presa cura di lui con tanta attenzione per anni. Anche se avesse avuto un debito karmico nei suoi confronti, l’avrebbe saldato già da tempo”. Intanto, come avrei potuto comprendere il legame karmico tra loro due? Ero io che non riuscivo a coltivarmi secondo la Fa. Affrontavo la situazione con le nozioni umane ordinarie.

Durante il percorso di coltivazione, finché alimento il pensiero di superare una prova di xinxing, il Maestro mi spianerà la strada, permettendomi di superarla senza intoppi.