(Minghui.org) Due residenti della città di Dandong, provincia del Liaoning, sono state condannate al carcere il 27 settembre scorso per la loro fede nel Falun Gong, una disciplina per la mente e corpo che è perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

Yang Qingbo è stata condannata a nove mesi e multata di 3.000 yuan(circa 380 euro) dal tribunale distrettuale del Zhen'en. Mentre a Zhao Shuhua è stata data la libertà vigilata ordinandole di scontare un periodo fuori dalla prigione.

La condanna di Zhao ha inferto un duro colpo alla madre anziana, che già sofferente di una malattia terminale, è deceduta in difficoltà il 3 ottobre scorso.

Zhao è stata arrestata il 24 febbraio per aver distribuito materiale informativo sul Falun Gong. La sua casa è stata saccheggiata. Più tardi, quel giorno, è stata convocata alla stazione di polizia per poi essere rilasciata su cauzione.

Yang invece è stata arrestata il 5 marzo per aver pubblicato materiale sul Falun Gong. La polizia ha anche saccheggiato la sua casa e le ha confiscato i libri del Falun Gong e il relativo materiale. È stata rilasciata intorno alle 22:00 del giorno del suo arresto.

Dettagli sul caso della signora Yang

La mattina del 30 luglio, Yang è stata portata alla Procura per rispondere alle domande sul suo caso. Sebbene il pubblico ministero abbia restituito le accuse alla polizia per prove insufficienti, quest’ultima ha rifiutato di far cadere le accuse contro di lei e l'ha invece posta agli arresti domiciliari.

Alcune settimane dopo, la polizia ha sottoposto nuovamente il caso al pubblico ministero, il quale questa volta l'ha incriminata inoltrando il suo caso al tribunale. Il 25 agosto un procuratore di nome Yang ha chiamato il marito della donna dicendogli che se fosse riuscito a convincerla a dichiararsi colpevole e a pagare una multa di 4.000 yuan (circa 500 euro), il tribunale le avrebbe inflitto una condanna più leggera.

Il marito ha risposto: «Mia moglie soffriva di un problema cardiaco molto grave. Si è ripresa grazie alla pratica del Falun Gong. Puoi dirmi come determinare se sta violando la legge o no?».

Il procuratore Yang ha detto: «Ad esempio, se si causa un danno a un'altra persona, fisicamente o mentalmente, in una certa misura».

Il marito ha quindi chiesto: «Alloraa chi ha fatto del malemia moglie quando ha appeso i poster?».

Il procuratore non ha risposto, ma l’ha accusata di “Minare l’applicazione della legge con l’utilizzo di un culto”, il pretesto standard utilizzato dalle autorità per incastrare e imprigionare i praticanti del Falun Gong.

Il 1° settembre scorso, la donna è stata convocata in tribunale. Ha rifiutato di dichiararsi colpevole. Suo marito ha così firmato il documento di rilascio su cauzione specificando di non avere ilpermesso di lasciare la città per sessanta giorni.

Il giorno successivo è stata nuovamente convocata e una volta lì è stata mandata in ospedale per un esame fisico e poi presa in custodia presso il centro di detenzione del Tangchi.

Nel tentativo di chiedere giustizia per sua moglie, il marito ha presentato diversi documenti sia alla procura che al tribunale, specificando la mancanza di basi legali e prove per il suo caso.

Guo Zhongren, il giudice che si occupa del suo caso, ha detto a suo marito: «Non lo leggerò. Ho gestito così tanti casi del Falun Gong», strappando i documenti davanti a lui.

Il 25 settembre il marito è stato informato che avrebbe dovuto comparire in tribunale il 27 settembre. Solo due membri della famiglia sono stati autorizzati a partecipare al processo.

Quando Yang ha difeso la propria innocenza in tribunale, il giudice Guo le ha detto: «Starai bene se pratichi il Falun Gong a casa, ma stai violando la legge e commettendo un crimine se esci e distribuisci il materiale».

Il marito è ora molto preoccupato per lei dopo che il giudice Guo ha annunciato il verdetto.

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