(Minghui.org) Recentemente gli Stati Uniti hanno iniziato a prendere provvedimenti contro gli apparati della propaganda del Partito Comunista Cinese (PCC) che operano in America. Hanno identificato cinque media comunisti come “missioni estere” e hanno iniziato a chiudere gli Istituti Confucio, un'altra organizzazione cinese finanziata dal governo che esporta l'ideologia comunista nel mondo occidentale.

Cinque media comunisti indicati come “missioni estere”

Il 18 febbraio 2020 il Dipartimento di Stato ha dichiarato cinque organizzazioni mediatiche ufficiali del PCC come “missioni estere”. Queste sono: l'agenzia di stampa Xinhua, China Global Television Network (CGTN), China Radio International (CRI), China Daily Distribution Corp. e Hai Tian Development USA, che distribuisce il People's Daily (Quotidiano del Popolo) negli Stati Uniti.

La designazione ha avuto effetto immediato. Essa richiede alle cinque organizzazioni di fornire al Dipartimento di Stato i nomi, i dettagli personali e gli avvicendamenti del personale negli Stati Uniti; di riferire se possiedono o affittano proprietà negli Stati Uniti; e di ottenere il permesso preventivo se pianificano di acquistare beni immobili negli Stati Uniti.

Un funzionario del Dipartimento di Stato ha detto: “Non c'è dubbio che tutte e cinque queste entità siano parte dell'apparato di propaganda della Repubblica Popolare Cinese (PCC). Intendo dire che ricevono ordini direttamente dall'alto e mettendole nell'elenco delle missioni estere noi stiamo semplicemente prendendo atto di questo”.

People's Daily, Xinhua News Agency e China Media Group, che gestisce CGTN e CRI, sono le tre principali organizzazioni della propaganda del PCC. Il China Daily, la cui testata principale è il suo giornale in inglese, è stata per lungo tempo un importante portavoce della propaganda del PCC in altri Paesi.

Il People's Daily dipende direttamente dal Comitato Centrale. L'agenzia di stampa Xinhua è una organizzazione a livello ministeriale che dipende dal Consiglio di Stato cinese. Il China Daily, che negli Stati Uniti ha il suo quartier generale a New York, è di proprietà del Dipartimento della Propaganda del Comitato Centrale del PCC ed è gestita dall'Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato. CGTN ha avuto origine dal canale multilingue della China Central Television (CCTV) che nel Nord America ha sede a Washington D.C.. CRI ha uno studio di produzione a Los Angeles.

Il segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato in una dichiarazione: “In Cina, tutti i media lavorano per il Partito Comunista Cinese (PCC), come affermato esplicitamente dal segretario generale Xi Jinping. Dal momento che queste organizzazioni lavorano per il PCC, è appropriato considerarle come missioni estere, il che significa che sono soggette al regolamento del Dipartimento di Stato”.

Questa non è la prima volta che gli Stati Uniti prendono iniziative contro i media del PCC. Nel settembre 2018 il Dipartimento di Giustizia ha richiesto che Xinhua e CGTN si registrassero come “agenti stranieri”.

Nel 2019, CGTN si è vista negare la sua richiesta di rinnovo delle credenziali dei suoi giornalisti presso il Congresso. La Radio and Television Correspondents Association (RTCA) [Associazione dei corrispondenti di radio e televisioni] ha dichiarato che, secondo il regolamento, organizzazioni che agiscono da agenti stranieri non possono ricevere le credenziali per l'accesso al Congresso.

Chiusura degli Istituti Confucio

Pechino ha lanciato il programma degli Istituti Confucio attraverso Hanban (ufficialmente l'Ufficio Internazionale del Consiglio della lingua cinese, un ufficio che dipende dal Ministero dell'Educazione cinese). Il suo quartier generale è a Pechino.

Li Changchun, ex membro del Comitato permanente del PCC incaricato della propaganda, ha dichiarato: “Il programma degli Istituti Confucio ha dato un'importante contributo nel miglioramento del nostro soft power”.

Secondo i siti ufficiali di Pechino, il PCC ha stanziato alcuni miliardi di dollari per istituire un totale di 535 Istituti Confucio e 1.134 Classi Confucio, che negli anni tra il 2004 e il 2009 hanno complessivamente coinvolto 1,87 milioni di studenti in 158 tra Paesi e regioni.

Negli anni scorsi negli Stati Uniti c'erano ancora 110 Istituti Confucio, ma alcune università li hanno chiusi.

Il 17 gennaio 2020 l'Università del Maryland ha annunciato che quest'anno chiuderà l'Istituto Confucio, seguendo le disposizioni di un regolamento federale. Si tratta del primo Istituto Confucio, istituito negli Stati Uniti nel 2004.

Anche l'Università del Missouri ha annunciato che la chiusura del suo Istituto Confucio, che è programmata per il mese di agosto 2020. Negli ultimi due anni negli Stati Uniti sono stati chiusi quasi 20 Istituti Confucio.

La McMaster University in Canada ha messo in evidenza come gli standard degli Istituti Confucio nell'assunzione degli insegnanti fossero discriminatori verso la religione e la libertà di parola, e per questo motivo ha deciso di chiuderli nel 2013.

L'Università di Chicago ha chiuso il suo Istituto Confucio nel 2014, dopo che 100 professori hanno firmato una petizione contro di esso.

Nel 2017 il regista Doris Liu ha prodotto un documentario intitolato “In nome di Confucio”, che rivela come il PCC diffonda la sua propaganda politica sotto le vesti della promozione della cultura e della lingua cinesi.

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